Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="http://www.liquida.it/widget.liquida/" title="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>

Footnote (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Footnote: assente
Ritmo ritmo in Footnote: assente
Impegno impegno in Footnote: assente
Tensione tensione in Footnote: assente
Erotismo erotismo in Footnote: assente

Il voto di FilmTV

Questo film non ha ancora ricevuto un voto.

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto nd a Footnote (voti: 2 media: 4,00) 2

Il tuo voto

scrivi la tua opinione

locandina di Footnote

La trama

Uriel, da anni professore, è alla ricerca di continui apprezzamenti che possano in qualche modo evidenziare come le sue qualità siano maggiori di quelle del padre, anch’egli professore ma sempre alla ricerca di nuovi stimoli che non gli permettano di appiattirsi alla mediocrità. Quando Uriel apprende che il genitore sarà insignito di un importante riconoscimento, un misto di invidia e orgoglio lo sopraffarà, aprendo la via ad un aspro confronto tra i due uomini. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 27/03/2012 - utile per 7 utenti

Voto al film: voto buono

Il film israeliano entrato nella shortlist dei premi Oscar 2012 è una storia accademica. In cui si discute molto, si argomenta fino allo sfinimento, però di questioni che non riguardano il sapere. Si discetta del bene e del male, ma non è una questione etica, giuridica o religiosa. Si tratta, invece, di un dilemma del cuore, incentrato sull’amore ed il rispetto che un figlio professore si sente in dovere di dimostrare a suo padre, che è anche il suo maestro di vita. La battaglia che Uriel Shkolnik combatte a favore dell’anziano Eliezer scaturisce da un debito d’affetto, però investe, più in generale, la necessità di difendere il valore sociale dell’insegnamento, facendolo prevalere sul culto narcisistico della scienza  come strumento di affermazione personale. La ricerca finalizzata alla realizzazione di articoli e libri, al conseguimento del successo e della fama in seno alla comunità scientifica, o della popolarità presso il grande pubblico, è soltanto un gioco, che non sfiora, nemmeno alla lontana, la fondamentale funzione che il  docente è chiamato a svolgere, ossia la trasmissione di un patrimonio culturale, accresciuto di quel poco che egli è riuscito ad aggiungervi con lo studio e la riflessione. Eliezer ha trascorso sui libri trent’anni della sua esistenza, per ricostruire, attraverso un’analisi filologica delle fonti documentali, l’intricato percorso delle varie versioni del Talmud attraverso l’Europa.  Qualcuno, però, l’ha battuto sul tempo, ed ha pubblicato prima di lui una scoperta che ha completamente vanificato il suo lavoro, privandolo di ogni considerazione da parte dei colleghi. Nessuno, da allora, ha più pensato di premiare il suo impegno. Nel frattempo il figlio, che ha intrapreso la sua stessa professione, l’ha sopravanzato, facendo carriera, collezionando riconoscimenti e diventando, nel suo campo, una personalità di riferimento. Uriel si è rivelato estremamente abile nel fiutare le tendenze del momento e sfruttarle a suo vantaggio. Seguendo la moda, si è conquistato un posto di prestigio, mettendo totalmente in ombra il contributo di Eliezer, la cui figura si è presto coperta della mortifera patina dell’obsolescenza. Il presente rivaleggia col passato, e lo supera, però, al tempo stesso, sente l’obbligo morale di onorarlo. L’altro, invece, si sente umiliato e cerca di screditarlo. Nel rapporto tra Eliezer e Uriel il contrasto fra tradizione e progresso, tra memoria ed oblio si fonde con il conflitto generazionale, e si carica, da parte del primo, di gelosia e di rancore per quello che viene avvertito come un tradimento. Secondo quanto Eliezer erroneamente crede, Uriel si è imposto all’attenzione del mondo rinnegando i principi ai quali lo aveva educato. Avrebbe cancellato il suo esempio, perché corrispondente al profilo di un perdente, e avrebbe scelto di rendersi autonomo, prescindendo da tutto ciò che lui gli aveva insegnato. In questo film, la parola e il metodo sono i termini in cui si esprime un confronto alimentato da astio ed incomprensioni, sotterfugi ed equivoci. ESPANDI +
Commenta l'opinione
SI

Opinioni su Footnote


27 marzo 2012 Opinione di OGM su "Footnote"
OGM

Il film israeliano entrato nella shortlist dei premi Oscar 2012 è una storia accademica. In cui si discute molto, si argomenta fino allo sfinimento, però di questioni che non riguardano il sapere. Si discetta del bene e del male, ma non è una questione etica, giuridica o religiosa. Si tratta, invece, di un dilemma del cuore, incentrato sull’amore ed il rispetto che un figlio professore si sente in dovere di dimostrare a suo padre, che è anche il suo maestro di vita. La battaglia che...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Footnote (2011)

nessun commento
[utile per 7 utenti]

15 maggio 2011 Opinione di Tato88 su "Footnote"
Tato88

La freschezza dello stile registico e narrativo e' un felice contrappunto ai temi flemmatici, lenti (quando non statici) e anziani del film (israeliano) di Cedar (newyorkese). Le tensioni familiari, soprattutto quella scaturita dalla rivalita' tra padre e figlio (entrambi professori di lettere antiche e autori di opere "monumentali") si sviluppa in maniera originale e articolata. Cedar abbandona spesso, senza bruschi cambi di registro, i toni cupi del dramma (conservandoli...

voto al film: Tato88 assegna il voto buono a Footnote (2011)

nessun commento
[utile per 3 utenti]



scrivi la tua opinione su Footnote


Voti a Footnote



login

hai dimenticato la password?