E ora dove andiamo? - La recensione di FilmTv
Con Nadine Labaki, Claude Moussabwaa, Layla Akim, Antoinette Noufaily, Yvonne Maalouf
La recensione di FilmTv
In un villaggio libanese cinto d’assedio da mine antiuomo inesplose, una comunità di donne dall’orientamento religioso differente cerca di preservare la pace messa a repentaglio proprio dalle opposte fazioni: musulmani di qua, cristiani di là. La calunnia è un venticello e la violenza segue la sua irrazionale escalation, per smorzare il testosterone si arriva a chiamare un gruppo di discinte ballerine ucraine in modo che i litigiosi uomini abbiano altro a cui pensare. L’inventiva femminile non si ferma a questo, anzi la moglie del sindaco, per tenere a bada i suoi, finge persino di parlare in vece della Madonna, mettendo in bocca alla Vergine parole non esattamente caste... Si sorride spesso, ma Nadine Labaki, anche sceneggiatrice e interprete, fa ben comprendere come il discorso di fondo sia serissimo, e tragico. La vicenda paga forse lo schematismo di partenza, e purtroppo alcune felicissime intuizioni, come le digressioni musicali, non sono sfruttate al meglio delle potenzialità. Tuttavia da tempo non vedevamo un incipit così bello come quello di E ora dove andiamo?, con le donne che marciano assieme verso il cimitero, eseguono la stessa dolorosa coreografia e poi si separano in prossimità della biforcazione: Islam di qua, Cristo di là. Inoltre è ammaliante il richiamo dei corpi. La dialettica mimica tra Nadine Labaki e l’imbianchino Julian Farhat, entrambi bellissimi, sprigiona una sensualità più unica che rara.
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