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La conquête (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La conquête: assente
Ritmo ritmo in La conquête: assente
Impegno impegno in La conquête: assente
Tensione tensione in La conquête: assente
Erotismo erotismo in La conquête: assente

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La trama

Nicolas Sarkozy ha appena vinto il ballottaggio per la presidenza della Repubblica francese. È il 6 maggio 2007 e, anziché festeggiare, l’uomo se ne sta rinchiuso in casa e in vestaglia. Ha provato per tutto il giorno a contattare telefonicamente la moglie Cécilia. La donna è irreperibile e lontana da lui, la sua assenza è solo la punta dell’iceberg di un rapporto destinato a concludersi presto con il divorzio. Nicolas, da solo, sprofonda tra i ricordi e ripercorre i cinque anni precedenti, caratterizzati dalla corsa elettorale, tra sotterfugi di palazzo e crescenti incomprensioni domestiche.  

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 22/04/2012 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto mediocre

La storia di un presidente in formato tabloid. L’irresistibile ascesa al potere di Nicolas Sarkozy è il fotoromanzo di un segugio che fiuta le occasioni e le sfrutta a proprio vantaggio, in mezzo ad una classe politica che parla parla ed intanto sta a guardare. Tutto inizia quando, nel maggio del 2002, le petit Nicolas viene convocato dal capo di stato per ricevere l’incarico di ministro dell’Interno. Già in quella circostanza, il Jacques Chirac di questo film si presenta come la caricatura dell’oratore da salotto, dotato della rara abilità di presentare ogni sua decisione, gradita o sgradita che sia, come inevitabile, ed indipendente dalla sua volontà. Il compagno di partito e di governo, Dominique de Villepin, titolare del dicastero degli Affari Esteri, da quel momento risulterà totalmente calato nel ruolo di mon pire ennemi, ed armato fino ai denti di un astio tale da trascendere i limiti del gusto della moralità. Intanto, la moglie Cécilia – interpretata da una perfetta sosia dell’originale - appare e scompare in un’alternanza di flashback e stacchi sulla vita privata del protagonista, come la grande donna che si nasconde dietro ogni piccolo uomo, e prima o poi lo molla, stanca di vivere nella sua ombra. Si dice che le campagne elettorali siano fondamentalmente un circo mediatico. In questo caso, l’immagine del tendone e della pista di sabbia si addice non solo al lato pubblico della faccenda, a base di comizi-spettacolo e dibattiti televisivi, ma anche e soprattutto alle azioni preparatorie che avvengono dietro le quinte. Sarkozy sa come giocare con la stampa, ma ciò non sarebbe sufficiente se non sapesse, con uguale maestria, manovrare anche i suoi pari. Curare la propria immagine significa farsi riprendere mentre si corre in bicicletta, e sequestrare le foto che ritraggono la dolce metà in compagnia del suo amante. La stessa strategia prevede di incontrare i poliziotti impegnati a reprimere la rivolta nella banlieue parigina, e gli operai di una fabbrica in crisi, su cui incombono il licenziamento e cassa integrazione. Intanto, nei palazzi del potere, occorre farsi strada sgomitando, accumulando incarichi, diventando onnipresente, inattaccabile, indispensabile per sedare il malcontento dell’elettorato e conquistare voti. Nel film di Xavier Durringer, il protagonista è un volpone ridicolizzato, ritratto in un quadro confuso, in cui si capisce soltanto che lui è il più furbo ed il più determinato, contro cui gli altri nulla possono. Intanto la realtà della Francia, con i suoi problemi economici e sociali, rimane fuori dalla porta, descritta come una massa di disperati pronti, in mancanza di alternative, ad abbracciare gli estremismi xenofobi e reazionari di Jean-Marie Le Pen allo stesso modo in cui ci si aggrappa all’ultima ancora di salvezza. A fronte di ciò Sarkozy si fa scrivere, dal suo ghostwriter, discorsi incisivi ed accattivanti, riuscendo subito a far salire le proprie quotazioni nel sondaggi. Tutto culmina la sera del 6 maggio 2007, quando i risultati ufficiali del secondo turno delle presidenziali proclamano la sua netta vittoria sulla socialista Segolène Royale. ESPANDI +
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SI

Opinioni su La conquête


22 aprile 2012 Opinione di OGM su "La conquête"
OGM

La storia di un presidente in formato tabloid. L’irresistibile ascesa al potere di Nicolas Sarkozy è il fotoromanzo di un segugio che fiuta le occasioni e le sfrutta a proprio vantaggio, in mezzo ad una classe politica che parla parla ed intanto sta a guardare. Tutto inizia quando, nel maggio del 2002, le petit Nicolas viene convocato dal capo di stato per ricevere l’incarico di ministro dell’Interno. Già in quella circostanza, il Jacques Chirac di questo film si presenta come la...

voto al film: OGM assegna il voto mediocre a La conquête (2011)

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