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Vipère au poing (2003)

[Vipère au poing, Francia 2003, Drammatico, durata 100']   Regia di Philippe De Broca
Con Catherine Frot, Jacques Villeret, Jules Sitruk



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Vipère au poing: presente
Ritmo ritmo in Vipère au poing: forte
Impegno impegno in Vipère au poing: forte
Tensione tensione in Vipère au poing: forte
Erotismo erotismo in Vipère au poing: assente

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La trama

Guerra spietata tra madre e figlio, con una Catherine Frot di una cattiveria disarmante

Dopo la morte dell’indulgente e affettuosa nonna paterna che li aveva allevati, due fratelli quasi adolescenti (Ferdinand, il maggiore, e Jean, protagonista del film) si vedono ripiombare in casa dopo anni i genitori, di rientro dall’Indocina con un fratellino che non hanno mai conosciuto. La madre si rivela immediatamente come una sadica tiranna. I tre fratelli le affibbiano il soprannome «folcoch» (contrazione del francese folle = pazza, e cochonne = maiala). Ne consegue una vera e propria guerra, combattuta essenzialmente tra Jean e la madre. 

Adattamento di un romanzo ampiamente autobiografico di Hervé Bazin, Vipère au poing è uno dei film più crudi e azzeccati di Philippe de Broca. Il rapporto dell’insopportabile « Folcoch » con il figlo Jean è descritto senza peli sulla lingua. È odio totale, è violenza, ma anche attrazione, ostilità permanente e ossessiva osservazione dell’altro. L’altro che si detesta ma al quale si somiglia. Madre e figlio finiranno con l’ammetterlo, amaramente. Quasi struggente ruolo di Jacques Villeret, marito mediocre e disarmato di fronte al torrente Catherine Frot, che domina letteralmente la pellicola.

L'opinione più votata

Di hupp2000 scritta il 20/08/2011 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto ottimo

Adattamento di un romanzo ampiamente autobiografico di Hervé Bazin, Vipère au poing è uno dei film più crudi e azzeccati di Philippe de Broca. Il rapporto dell’insopportabile « Folcoch » con il figlo Jean è descritto senza peli sulla lingua. È odio totale, è violenza, ma anche attrazione, ostilità permanente e ossessiva osservazione dell’altro. L’altro che si detesta ma al quale si somiglia. Madre e figlio finiranno con l’ammetterlo, amaramente. Quasi struggente ruolo di Jacques Villeret, marito mediocre e disarmato di fronte al torrente Catherine Frot, che domina letteralmente la pellicola.
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SI

Opinioni su Vipère au poing


20 agosto 2011 Opinione di hupp2000 su "Vipère au poing"
hupp2000

Adattamento di un romanzo ampiamente autobiografico di Hervé Bazin, Vipère au poing è uno dei film più crudi e azzeccati di Philippe de Broca. Il rapporto dell’insopportabile « Folcoch » con il figlo Jean è descritto senza peli sulla lingua. È odio totale, è violenza, ma anche attrazione, ostilità permanente e ossessiva osservazione dell’altro. L’altro che si detesta ma al quale si somiglia. Madre...

voto al film: hupp2000 assegna il voto ottimo a Vipère au poing (2003)

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