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Le regole della truffa (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Le regole della truffa: forte
Ritmo ritmo in Le regole della truffa: forte
Impegno impegno in Le regole della truffa: presente
Tensione tensione in Le regole della truffa: presente
Erotismo erotismo in Le regole della truffa: assente

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Le regole della truffa

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Le regole della truffa (voti: 19 media: 3,00) 19

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La trama

Due diverse bande di criminali si trovano per caso ad assaltare, prima dell’orario di chiusura, la stessa agenzia bancaria. Il primo gruppo, composto da esperti ladri, ha intenzione di scassinare la cassaforte mentre il secondo gruppo, fatto di giovani scagnozzi inesperti e sbadati, si accontenterebbe del contenuto dello sportello bancomat. Entrati in banca, i balordi rimangono bloccati all’interno fino al giorno dopo, a causa della chiusura automatica delle porte. In compagnia della guardia di sicurezza, del direttore di filiale, di una cassiera neoassunta (Ashley Judd) e di un cliente, Tripp (Patrick Dempsey), i ladri si ritroveranno di fronte a una convivenza forzata che farà emergere all'orizzonte nuovi amori e complicità non sospette.  

Accolto con entusiasmo al Sundance 2011, Le regole della truffa rappresenta una fantasiosa e abile variazione sul tema un po’ consumato del film “di rapina” (in tutti i sensi), gioca col genere, consegna al carisma strampalato del citato Dempsey - sembra uno Statham bello - i momenti cruciali, gioca pesante con le parole e i colpi di scena. E se si pensa che Rob Minkoff, il regista a cui è affidata questa gabbia di matti, viene dall’animazione Disney, la sorpresa è completa. Si vede che a casa di Topolino il nostro guardava di nascosto Monicelli e Tarantino. Per fortuna.

La recensione di FilmTv

Di Boris Sollazzo - FilmTV n. 35/2011

Prendete una porzione abbondante di Inside Man e mischiatelo con una dose robusta di I soliti ignoti e Le iene. Quando è cotto a puntino, chi l’ha visto, ci metta su pure un po’ di The Bank Job. La rapina perfetta e poi shakerate il tutto con il meglio degli heist movie degli ultimi decenni. E con gli autori di Una notte da leoni come cuochi potete già cominicare a pregustare il sapore di questo cinemanicaretto. Due bande rapinano la stessa banca: da una parte raffinati hacker, dall’altra rozzi assaltatori di bancomat. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di nickoftime scritta il 02/09/2011 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto mediocre

La commistione dei generi è diventato uno dei marchi di fabbrica del cinema contemporaneo. Dapprima elemento estetico, creato per destabilizzare, ed in parte rinnovare territori ampiamente abusati e vicini al trapasso, con il passare del tempo, ed in maniera inevitabile, questo restyling è diventato una prassi così utilizzata, da risultare priva di quella carica eversiva che ne aveva caratterizzato le apparizioni iniziali. Un classico esempio di questo fenomeno può essere rappresentato da Le regole della truffa, storia di un colpo in banca che si trasforma in qualcos’altro,
Rifacendosi ad un sottogenere come quello dell’ Heist movie, ed a forme di commedia che vanno da quella romantica, rappresentata dall’empatia tra i personaggi interpretati da Ashley Judd e Patrick Dempsey, a quella svitata e surreale, riconoscibile dalla quantità di situazioni al limite del grottesco: basterebbe la scelta di presentare due bande diverse di rapinatori all’interno della stessa banca, oppure il contrasto tra il professionismo dell’una, equipaggiata alla maniera dell’agente l'agente Hunt di Mission impossible, e l’improvvisazione dell’altra, una coppia di svitati che ricorda quella altamente tossica interpretata da Hurt e Reeves in Ti amerò fino ad ammazzarti, per far capire il livello di eterogeneità presente in un sol colpo. A questo poi bisogna aggiungere una intreccio complicato ad arte per assomigliare ad una sorta di 10 piccoli indiani o adInvito a cena con delitto. Tanta carne al fuoco esigerebbe un abile manipolatore, ed invece Rob Minkoff risolve tutto con una recitazione concitata, perennemente sopra le righe a cominciare da quella di Dempsey nei panni di un detective per caso al limite della nevrosi, ed un montaggio che affastella situazioni e colpi di scena. La sensazione è quella di un menù troppo ricco, costretto a dare molte cose per scontato e capace di sacrificare il flirt tra i due protagonisti, troppo meccanico e poco sviluppato per sembrarecredibile. Il titolo originale Flypaper fa riferimento a tre fax contenenti informazioni decisive per lo scioglimento dell’enigma.
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Opinioni su Le regole della truffa


26 marzo 2012 Opinione di Lord Holy su "Le regole della truffa"
Lord Holy

Occorre non lasciarsi ingannare da quello che potrebbe apparire un iniziale palcoscenico dell'assurdo e del non-senso. Tutto è studiato al tavolino, infatti, per distrarre l'attenzione verso i dettagli insignificanti e indurre a trascurare invece quelli fondamentali. Meglio resistere dunque all'eventuale tentazione di fuga, perché il film acquista gradualmente il suo sorprendente significato, rivelando quanto fittizia fosse la prima parte, un raffinato ed originale diversivo per celare,...

voto al film: Lord Holy assegna il voto buono a Le regole della truffa (2011)

nessun commento
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29 gennaio 2012 Opinione di bradipo68 su "Le regole della truffa"
bradipo68

Evidentemente la crisi economica sta mordendo allegramente i polpacci degli sceneggiatori  americani se stanno fiorendo con una certa continuità heist movies in cui il miraggio (in)confessato è l'arrivo alla ricchezza nel modo più indolore e veloce possibile, il cambiamento totale della prospettiva attraverso cui  vedere il proprio futuro. E' come prendere un prestito e cercare di restituire a (na) babbo morto. Che sia la nuova versione inconfessata del Sogno Americano? Le regole della...

voto al film: bradipo68 assegna il voto sufficiente a Le regole della truffa (2011)

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19 gennaio 2012 Opinione di Makp su "Le regole della truffa"
Makp

In soldoni, divertente e ingarbugliato giochetto di specchi, molto rapido e ricco di piccoli colpi di scena. Le regole della truffa (brutto titolo...) è un marchingegno ben pensato - si avverte la penna degli sceneggiatori di Una notte da leoni 1/2 - e abbastanza coinvolgente. Nella stretta durata di 83min si sacrificano forse gli sviluppi di alcuni rapporti tra personaggi e di alcuni ruoli, che rimangono un po' troppo elementari. D'altra parte una durata superiore avrebbe stressato...

voto al film: Makp assegna il voto sufficiente a Le regole della truffa (2011)


10 gennaio 2012 Opinione di daveper su "Le regole della truffa"
daveper

Gioiellino sofisticato da vedere (anche) solo per le scenette tra Burro & Marmellata!

voto al film: daveper assegna il voto buono a Le regole della truffa (2011)



10 gennaio 2012 Opinione di will kane su "Le regole della truffa"
will kane

Non ha avuto gran fortuna in sala questo thriller virato in salsa brillante,che mescola una trama che richiama "I soliti sospetti" e "Inside man",inscenando una combinazione di due rapine nella stessa banca,con ostaggi tra i quali potrebbe nascondersi chi ha organizzato l'intenzionale (ma non per i ladri) pastrocchio criminale,per poter mettere in atto un reato più in grande stile. Ed è un peccato,perchè la narrazione è gustosa,i caratteri ben disegnati,ed una regia attenta a calibrare...

voto al film: will kane assegna il voto buono a Le regole della truffa (2011)

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2 settembre 2011 Opinione di nickoftime su "Le regole della truffa"
nickoftime

La commistione dei generi è diventato uno dei marchi di fabbrica del cinema contemporaneo. Dapprima elemento estetico, creato per destabilizzare, ed in parte rinnovare territori ampiamente abusati e vicini al trapasso, con il passare del tempo, ed in maniera inevitabile, questo restyling è diventato una prassi così utilizzata, da risultare priva di quella carica eversiva che ne aveva caratterizzato le apparizioni iniziali. Un classico esempio di questo fenomeno...

voto al film: nickoftime assegna il voto mediocre a Le regole della truffa (2011)

2 commenti
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27 agosto 2011 Opinione di miss brown su "Le regole della truffa"
miss brown

Per cominciare: il titolo contiene la parola "truffa" ma non c'entra niente, si tratta di una, anzi due rapine e tutto si svolge rigorosamente all'interno di una banca, uffici, caveau ecc - inutile riprendere la polemica sui titoli deliranti dati dai distributori italiani, sarebbe tempo perso. Per quanto riguarda il film, vediamo: Ashley Judd, buona attrice dalla carriera variegata, ultimamente in discesa; purtroppo deve aver conosciuto il chirurgo plastico di Gabrielle Anwar e...

voto al film: miss brown assegna il voto mediocre a Le regole della truffa (2011)

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