Opinione di marlucche su Paradiso amaro
Con George Clooney, Judy Greer, Matthew Lillard, Shailene Woodley, Beau Bridges, Robert Forster, Michael Ontkean, Rob Huebel, Mary Birdsong, Amara Miller, Nick Krause, Patricia Hastie, Barbara L. Southern
- negative [7]
- sufficienti [14]
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Sul film
Alexander Payne alcuni anni fa aveva cavalcato l'onda della moda sul vino facendo credere al bevitore di Tavernello di essere un fine sommelier. Parlo di Sideways uno dei film più furbetti degli ultimi trent'anni, talmente ben costruito che ognuno ci ha trovato qualcosa di sé, scambiando la costruzione su tipologie sfigate per verità assolute, perché è sempre più facile identificarsi con gli sfigati che con chi è felice.
Paradiso amaro alza il tiro, il sottotitolo potrebbe essere "Anche i ricchi piangono", una celebre telenovela sudamericana che ebbe un successo pazzesco negli anni ottanta.
Scopriamo infatti che le Haway non sono solo isole per turisti oltre che la residenza di Magnum P.I. ma anche un luogo fisico in cui abitano dei miliardari talmente miliardari che non sanno a chi dare i resti.
George Clooney, unica star del cast, è l'amministratore di un appezzamento di terreno hawayano che sarà grande quanto l'Abruzzo, ha due figlie e una moglie che trascura per il lavoro e forse tuto sommato perché è semplicemente fatto così. Un evento drammatico sconvolgerà la vita della famiglia, cambierà gli equilibri ma non il patrimonio economico. Tra allegre camiciole, informali camminate a piedi nudi e un perenne stato in bermuda e calzoncini si susseguono i fatti della famigliola messa di fronte a scomode verità, travagli affettivi, rimurginamenti del cuore e piccole rivalse con qualche momento anche divertente.
Sicuramente Paradiso amaro, titolo che meglio figurerebbe sulla copertina di un romanzo Harmony, è un bel film, solido ma con una mano lieve nell'affrontare i legami familiari alle prese con la perdita, l'affetto e l'amore tradito. Ancora una volta George conferma un fiuto pressocché infallibile nella scelta dei copioni.
Divertenti i comprimari, figure appositamente tratteggiate per stemperare quello che altrimenti sarebbe stato un drammone di una pesantezza inenarrabile.
E' vero, anche i ricchi piangono ma decisamente con un leggero sorriso sulle labbra!
Commenti
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19 febbraio 2012, 11:16 di zombi
non è sempre più facile identificarsi con gli sfigati, dipende da come ci si sente e da che periodo si sta passando. sideways per me è il film più bello di payne ad oggi e sarà che c'è l'uomo della mia vita(paul giamatti)ma l'ho trovato un film bellissimo. poi quel bel dialogo sul pinot e il cabernet in quello che poteva essere un rendez-vous d'amour e quel finale monco perfetto. ciao cara. ;-)
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