Un giorno questo dolore ti sarà utile (2011)
Con Toby Regbo, Ellen Burstyn, Marcia Gay Harden, Peter Gallagher, Lucy Liu, Stephen Lang, Deborah Ann Woll, Siobhan Fallon, Ron Maestri, Christopher Mann
02/11/2011
Oggi a Roma: Un giorno questo dolore ti sarà utile, il film made in Usa di Roberto Faenza
Fuori Concorso al Festival di Roma si presenta oggi alle 19:30 all'Auditorium Santa Cecilia il primo progetto internazionale di Roberto Faenza: Un giorno questo dolore ti sarà utile, tratto...
di Spaggy
La trama
A New York, il 18nne James ha finito il college ma non ha alcuna intenzione di iscriversi all’università: vorrebbe piuttosto continuare a lavorare per la galleria d’arte di famiglia ma è anche attratto dall’idea di andare a vivere da solo nel centro degli Stati Uniti. James ha ancora bisogno di crescere e maturare e gli ideali messi in mostra dalla propria stravagante famiglia lo alienano anche dai suoi coetanei. Sempre più solo, si avventurerà in una serie di spiacevoli e dolorose situazioni, dalle quali verrà fuori grazie all’insperato aiuto dei consigli di nonna Nanette.
Non c’è dramma, in questo adattamento del romanzo di Peter Cameron, dove James Sveck era una sorta di “giovane Holden” del Terzo Millennio in moto retrogrado attorno al proprio asse. L’onnipresente voce off di Sveck e i suoi sguardi in macchina sono trucchetti vecchi come il cinema, che (non) nascondono una preoccupante assenza di idee. Dopo lo scult Il caso dell’infedele Klara e questo tentativo Usa, forse è il caso che Faenza rientri in patria.
La recensione di FilmTv
Di Claudio Bartolini - FilmTV n. 8/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 29/02/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Domani.
Il "buon" Faenza, volato per l’occasione negli States, realizza un’opera di modesto impatto, di dubbia qualità e, soprattutto, di scarso interesse. Il tono scelto è quello minimalista/indie (o fintamente tale), molto “alla moda”, il quale però, nel caso, come questo, di non buona aderenza ai temi che si intende trattare, può risultare sterile, innocuo e finanche irritante.
Un'incertezza espressiva, sia nella forma che nei contenuti, disinnesca quanto di valido le linee concettuali di base (cioè il romanzo omonimo di Peter Cameron) avevano da offrire, portandosi su sentieri già battuti: quelli del troppo detto, del troppo esposto, nonostante si cerchi di dare una patina “impegnata“, impregnata di quegli abusati fluidi che sedimentano strati di confusione progressiva, di melanconia, d’inadeguatezza, di (auto)incomprensione. Tutto però in maniera confusa e non incisiva.
I minuti scorrono mentre sullo schermo immagini e suoni ondeggiano senza meta, come in attesa di un forte vento, o persino di una lieve brezza rischiaratrice, che decida rotta e compagni di viaggio.
L'insicura conduzione genera una rarefazione emozionale che stride nettamente con gli intenti, con questa presunta giostra di sentimenti tormentosi che inabisserebbero il giovane protagonista in un gorgo di consapevole inconsapevolezza, del suo tanto proclamato dolore. Ma il dolore non si vede, non c’è. Non ce n’è percezione. A meno che non si accetti il ricatto/contentino finale della dipartita di un caro familiare.
Piuttosto, il ritratto di James Sveck, ragazzino diciassettenne fragile, disadattato (ma che è bello, ricco, viziato), in preda a crisi d’identità, con il cruccio di essere fuori posto ovunque, di non trovare la propria via e di non sentirsi “normale” (cosa che poi non è così “anormale” in giovani di quell’età, e non solo), finisce col risultare non solo poco coinvolgente ma pure assai fastidioso e indisponente.
La descrizione della (classica) famiglia disfunzionale e delle altre figure correlate (la life coach; l’amico alla galleria d’arte) - che dovrebbe contribuire alla definizione ed approfondimento del giovane problematico nonché ad una maggiore comprensione delle dinamiche che lo riguardano - è approssimativa ed estemporanea, spesso ammiccante. Tutti paiono sospesi, fugaci elementi decorativi che vorticano schizzati ed in modo/moto insensato intorno a James - egocentrica rappresentazione dalla consistenza larvale e dalla natura conflittuale - trovando la loro ragione di (non) essere in una serie di stramberie assortite che hanno l’impalpabile densità della pura macchietta.
Forse il dolore può anche essere utile. Il film di Faenza è alquanto futile.
- negative [1]
- sufficienti [5]
- positive [2]
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7 aprile 2012 Opinione di gabricocchi su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
Penso che questo sia uno di quei film di cui parla il critico inglese Mark Kermode, quando dice che usciti dalla sala non si è in grado di avere un'opinione definitiva su quello che si è visto (http://www.bbc.co.uk/blogs/markkermode/2012/03/make_your_mind_up.html). Infatti, se da una parte l'interessante film di Faenza rivela tutto il suo slancio lirico, oserei dire poetico, nel descrivere questo saturnino Werther dei nostri giorni, dall'altra la poesia che ribolle sotto le immagini viene...
voto al film: 
6 marzo 2012 Opinione di seminarista su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
Il film in generale ti è inutile al momento, ma ha delle potenzialità del tutto inaspettate, del tutto imprevedibili, assolutamente sorprendenti.
voto al film: 
1 marzo 2012 Opinione di LorCio su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
Giunto ormai alle soglie dei sessantotto anni, potremmo cominciare a tirare le fila della produzione di Roberto Faenza. Nato nel sessantotto, ha poi subito un severo ostracismo democristiano in seguito al documentario Forza Italia!, ha emigrato temporaneamente negli States (Copkiller) ed è rimasto inattivo per svariati anni, fino a Mio caro dottor Grasler. Da qui ha dedicato la sua carriera alla trasposizione di successi letterari sul grande schermo, raggiungendo risultati a volte buoni...
voto al film: 
29 febbraio 2012 Opinione di fefy su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
Non si puo' dire che questo film sia brutto malriuscito girato male, tuttavia riprende un argomento che potrà interessare tutt'alpiù i giovani che si affacciano alla vita e ancora non sanno quello che vogliono, perchè la vita è difficile, complessa e non sempre trovi il tuo posto che ti faccia sentire un adattato. soprattutto se hai una sensibilità al di fuori del comune come il protagonista...che alla fine della fiera p quello che ha meno bisogno dello psicologo, non vi pare????...
voto al film: 
29 febbraio 2012 Opinione di M Valdemar su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
Un giorno questo film sarà dimenticato ... Domani. Il "buon" Faenza, volato per l’occasione negli States, realizza un’opera di modesto impatto, di dubbia qualità e, soprattutto, di scarso interesse. Il tono scelto è quello minimalista/indie (o fintamente tale), molto “alla moda”, il quale però, nel caso, come questo, di non buona aderenza ai temi che si intende trattare, può risultare sterile, innocuo e finanche irritante. Un'incertezza espressiva, sia nella forma che nei...
voto al film: 
28 febbraio 2012 Opinione di scafoide su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
Un film che riguarda tutti, ma che forse la massa non apprezzerà, un film dai temi profondi, consigliatissimo ai ragazzi e utilissimo agli adulti, specie ai genitori confusi. Mi è d'obbligo rilevare che da un buon libro è difficile trarne un pessimo film, avendo peraltro a disposizione, tra finanziamenti vari, fondi per la cultura et similia, alcuni milioni di dollari. Non ho ancora letto il libro, lo farò presto; la mia opinione è pertanto basata sulla sola visione del film. Nella mia...
voto al film: 
26 febbraio 2012 Opinione di giancarlo visitilli su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
E’ vero, James è giovane e ha poca stima per gli adulti e il loro mondo, ma questo non basta per dire che lui è il nuovo giovane Holden. Il libro di Peter Cameron, da cui è tratto il film di Roberto Faenza, è un bel romanzo, ma è tutt’altra cosa, rispetto a quello dello scrittore statunitense Salinger. Finalmente, il regista torinese, trattosi fuori dalle ultime operazioni marchettare cinematografiche (Silvio forever, 2011), riesce a realizzare un modesto film, non semplice, in...
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25 febbraio 2012 Opinione di alan smithee su "Un giorno questo dolore ti sarà utile"
"Mi piacciono molto i musei: sono uno dei pochi posti rimasti in cui nessuno cerca di venderti qualcosa". Parole sante, pronunciate nella mente del giovane James Sveck poco prima di cacciarsi nel culmine di un mare di guai che lo bollera' per diversi anni come un giovane inqueto disadattato. Peter Cameron e' uno degli scrittori contemporanei che preferisco. Poco prolifico (quattro romanzi in tutto), conciso ma potente e profondo nel percepire e rendere il disagio della diversita', la...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [5]
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