Morte di un matematico napoletano (1992)
Con Carlo Cecchi, Anna Bonaiuto, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Toni Servillo
03/05/2011
Sequenze. Il demone del disincanto.
L’illustre matematico Renato Caccioppoli vaga solingo per i quartieri popolari di Napoli. Sembra istaurarvi un rapporto di tipo emotivo, fatto delle stesse amarezze e delle medesime...
di Peppe Comune
La trama
L'ultima settimana di vita di uno scienziato deluso dalla vita e dalla politica.
Gli ultimi otto giorni della vita di Renato Caccioppoli, illustre ed eccentrico matematico, morto suicida l'8 maggio 1959. Prima del fatale gesto, il protagonista viene ritrovato in una stazione come un qualsiasi vagabondo. Riportato a casa, c'è chi cerca invano di salvarlo dalla sua amarezza e dalla sua totale delusione, esistenziale e politica. Ai suoi funerali il disagio si nasconde dietro la retorica.
Bellissimo esordio cinematografico del regista teatrale Martone: una scorreria tra i vicoli di una Napoli malata (il colore dominante è il giallognolo) ma ancora paradossalmente fiera della propria nobiltà. Splendido Carlo Cecchi. Premio della giuria a Venezia.
L'opinione più votata
Di Peppe Comune scritta il 30/03/2011 - utile per 19 utenti
Voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [3]
- positive [5]
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12 maggio 2011 Opinione di Baliverna su "Morte di un matematico napoletano"
E' un film cupo e silenzioso, con una fotografia giallastra e sporca, e un modo di raccontare minimalista e spezzettato. Il più delle volte è lo spettatore che deve ricostruire quello che succede dai dialoghi o da altri accenni disseminati nel film, perché una narrazione classica non c'è. Per quello che mi riguarda, il protagonista lo trovo antipatico, specie per il suo parlare misterioso, con frasi ad effetto, e con un'eterna aria di sufficienza. Non so con quale...
voto al film: 
30 marzo 2011 Opinione di Peppe Comune su "Morte di un matematico napoletano"
In una sala d'aspetto della stazione di Roma dei poliziotti chiedono i documenti a un uomo dall'aria stanca e il fare trasandato. Quell'uomo è Renato Caccioppoli (1904-59), uno dei più importanti e innovativi matematici della prima metà del Novecento. Il film di Mario Martone ne ripercorre gli ultimi otto giorni di vita, dalla mattina in stazione del 1 maggio del 1959, al giorno in cui decise di suicidarsi con un colpo di pistola alla nuca. Mostrandoci l'uomo ormai in...
voto al film: 
25 settembre 2010 Opinione di OGM su "Morte di un matematico napoletano"
Il professor Roberto Caccioppoli spettinato e con l’impermeabile sgualcito, come il Tenente Colombo? È lecito sospettare che si tratti solo di un gioco cinematografico ad effetto; in ogni caso, l’anima da buontempone che affiora da questa compassionevole figura di vagabondo depresso e arrabbiato è l’icona, giustamente spigolosa e sdrucita, del genio mortificato dalla fine dell’idealismo. Il suo abbandono della politica e della scienza, unito al suo...
voto al film: 
20 settembre 2010 Opinione di marco l su "Morte di un matematico napoletano"
Martone non punta all'intrattenimento ma alla riflessione. Fatta questa premessa, la pellicola risulta di buona fattura, ben recitata, con contenuti interessanti, anche se composti in un ritmo lento e silenzioso, quasi sussurato. "Perché vuoi essere come tutti gli altri, quando sei diverso", dice il matematico al suo allievo in procinto di nozze. Il destino scelto dagli intellettuali è di essere fagocitati nell'organismo partorito dalle loro menti, serenamente ossessionati...
voto al film: 
19 settembre 2010 Opinione di ed wood su "Morte di un matematico napoletano"
Cinema difficile quello di Martone. Fin dalla sua prima opera, il cineasta campano lavorava di sottrazione, utilizzando un personaggio eccentrico come veicolo per la scoperta di una Napoli oscura. Film in cui la Morte è sempre presente: quasi la si respira. Aria viziata, afa soffocante, la polvere e l'odore di chiuso che si respira in quelle vecchie dimore borghesi illuminate fioche e agghindate da libri ingialliti, cimitero della cultura. Percorso ostico quello che Martone costringe...
voto al film: 
14 settembre 2010 Opinione di mcoccinelli su "Morte di un matematico napoletano"
Il personaggio del professore è indubbiamente ben tratteggiato, ma il resto del film è decisamente mediocre. Troppe le scene inutili, scontate, piatte. La sceneggiatura si perde su storie e personaggi lasciati a metà e molti sono i dialoghi drammatizzati e inconcludenti. La telecamera è sempre un po' troppo vicina ai soggetti e la fotografia, d'un gialllo seppia nolstagico, a lungo andare stanca.
voto al film: 
13 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Morte di un matematico napoletano"
film a tema reale ed importante ma abbastanza lento e noioso e anche un po' soporifero.voto.5.
voto al film: 
26 gennaio 2010 Opinione di mm40 su "Morte di un matematico napoletano"
Il ritratto della decadenza intellettuale ed emotiva di un uomo attraversato da un'inquietudine insopportabile; ispirato ad una storia vera, Morte di un matematico napoletano è l'esordio cinematografico di Martone, che fino a quel momento aveva lavorato soltanto per il teatro. I premi sono arrivati subito (fra gli altri, meritatissimo il David al protagonista Carlo Cecchi), anche se questo film è stato più caro alla critica che al pubblico; Martone continuerà...
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13 gennaio 2008 Opinione di luca826 su "Morte di un matematico napoletano"
Voto 7/8 Rievocativo
voto al film: 
16 novembre 2006 Opinione di cimo.antonio su "Morte di un matematico napoletano"
Lento, lentissimo, noioso. Durante la visione speravo che capitasse qualcosa, una spiegazione matematica che giustificasse la genialità del protagonista. Invece la storia si riduce ad un insofferente ubbriacone che deluso dal suo mondo ed incapace di modificarlo si annoia tanto della sua condizione che la fa finita. Sai che storia! Manierismo cinematografico. Le scene sono pari ad uno sceneggiato televisivo di scarso rilievo. Purtroppo in alcuni convegni matematici si fa riferimento al...
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