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Morte di un matematico napoletano (1992)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Morte di un matematico napoletano: assente
Ritmo ritmo in Morte di un matematico napoletano: presente
Impegno impegno in Morte di un matematico napoletano: forte
Tensione tensione in Morte di un matematico napoletano: forte
Erotismo erotismo in Morte di un matematico napoletano: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Morte di un matematico napoletano

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Morte di un matematico napoletano (voti: 21 media: 3,57) 21

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locandina di Morte di un matematico napoletano

03/05/2011

Sequenze. Il demone del disincanto.

L’illustre matematico Renato Caccioppoli vaga solingo per i quartieri popolari di Napoli. Sembra istaurarvi un rapporto di tipo emotivo, fatto delle stesse amarezze e delle medesime...

di Peppe Comune

La trama

L'ultima settimana di vita di uno scienziato deluso dalla vita e dalla politica.

Gli ultimi otto giorni della vita di Renato Caccioppoli, illustre ed eccentrico matematico, morto suicida l'8 maggio 1959. Prima del fatale gesto, il protagonista viene ritrovato in una stazione come un qualsiasi vagabondo. Riportato a casa, c'è chi cerca invano di salvarlo dalla sua amarezza e dalla sua totale delusione, esistenziale e politica. Ai suoi funerali il disagio si nasconde dietro la retorica.  

Bellissimo esordio cinematografico del regista teatrale Martone: una scorreria tra i vicoli di una Napoli malata (il colore dominante è il giallognolo) ma ancora paradossalmente fiera della propria nobiltà. Splendido Carlo Cecchi. Premio della giuria a Venezia.

L'opinione più votata

Di Peppe Comune scritta il 30/03/2011 - utile per 19 utenti

Voto al film: voto buono

In una sala d'aspetto della stazione di Roma dei poliziotti chiedono i documenti a un uomo dall'aria stanca e il fare trasandato. Quell'uomo è Renato Caccioppoli (1904-59), uno dei più importanti e innovativi matematici della prima metà del Novecento. Il film di Mario Martone ne ripercorre gli ultimi otto giorni di vita, dalla mattina in stazione del 1 maggio del 1959, al giorno in cui decise di suicidarsi con un colpo di pistola alla nuca. Mostrandoci l'uomo ormai in balia della sua irreversibile crisi esistenziale che da matematico di fama mondiale, professore emerito all'Università di Napoli, nipote di Michail Bakunin da parte di madre, militante comunista e "stravagante" antifascista (venne incarcerato perchè in un ristorante di Mergellina pagò lautamente quattro musicisti perchè intonassero la marsigliese), si ritrovò a rimanere da solo col suo genio matematico, riducendosi a essere schiavo dell'alcol e della trascuratezza a causa di cocenti delusioni di natura politica e sentimentale."Morte di un matematico napoletano" segna l'ottimo esordio alla regia cinematografica di Mario Martone, che venendo dal teatro ne mantiene una certa impronta di base, che si rinviene non tanto nell'abuso di immagini fisse quanto nel didascalismo che connota alcune sequenze. Tutto però rientra in limiti pienamente accettabili ed è tanto probabile che si sia trattata di una scelta calcolata che dal risultato finale non risulta disperdesi ne il fascino "carnale" che il film riesce volutamente a trasmettere ne la superba caratterizzazione fatta del matematico da Carlo Cecchi. E' un film su Napoli e per Napoli, decisamente anticonvenzionale, tanto lontano dal farne uno stucchevole quadretto folcloristico, quanto propenso a mostrare quel legame tra cultura alta e cultura popolare che probabilmente in nessuna città come a Napoli è così stretto e così "corporalmente" percepibile. La didascalia che anticipa l'inizio del film avverte che l'opera da conto dello stato emotivo che ha caratterizzato gli ultimi giorni di vita del grande matematico, degli sbalzi d'umore e delle stranezze comportamentali, tra gli amici e nelle aule universitarie, non già di una precisa e fedele ricostruzione delle cause profonde che lo portarono al suicidio. Precisazione quanto mai doverosa e opportuna a mio parere, perchè serve a veicolare l'evidente intenzione di creare uno stretto rapporto simbiotico tra Renato Caccioppoli e la città di Napoli, un legame di tipo fisico e umorale, quasi filiale, che si rafforza attraverso la vicendevole precarietà esistenziale e la stessa delusione per delle aspettative rimaste inevase, fatto di suoni che non cessano mai e carne e mura che si cercano, di un corpo che si perde nei vicoli brulicanti di varia umanità e occhi che anelano un riposo. Domina prorompente il giallo (dalla superba fotografia di Luca Bigazzi), che accrese la sensazione di malattia, come di una cosa sospesa in un malinconico stato di abbandono, che sembra annidarsi in ogni luogo, riguardare tutto e tutti e di cui Renato Caccioppoli si è solo preso cura di rappresentarne una vittima illustre. Un uomo che si aggira solingo in mezzo a tanta calcolata indiffirenza, tra la devota attenzione dei pochi affetti che gli sono rimasti fedeli e le voci inascoltate di una città tragicamente affascinante, avvinto da troppe delusioni e dal demone del disincanto. Attorno alla grande interpretazione di Carlo Cecchi, ruotono in parti più o meno minori gente come Renato Carpentieri, Licia Maglietta, Anna Bonaiuto, Antonio Neiwiller, Toni Servillo, Andrea Renzi, Roberto De Francesco, Antonio Iuorio, Vincenzo Salemme, Nello Mascia, Enzo Moscato, Toni Bertorelli, un parterre di attori di straordinaria e variegata efficacia interpretativa, che spesso incroceranno le proprie esperienze artistiche (e non solo con Martone come nei successivi "Rasoi" e "Teatro di guerra") e spesso avranno come palcoscenico la disturbante bellezza di Napoli. Una città generosa di fascino e contraddizioni che, per qualità e quantità di cose prodotte, è forse quella che ha dato il miglior contributo alle sorti del cinema italiano nell'ultimo trentennio.
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SI

Opinioni su Morte di un matematico napoletano


12 maggio 2011 Opinione di Baliverna su "Morte di un matematico napoletano"
Baliverna

E' un film cupo e silenzioso, con una fotografia giallastra e sporca, e un modo di raccontare minimalista e spezzettato. Il più delle volte è lo spettatore che deve ricostruire quello che succede dai dialoghi o da altri accenni disseminati nel film, perché una narrazione classica non c'è. Per quello che mi riguarda, il protagonista lo trovo antipatico, specie per il suo parlare misterioso, con frasi ad effetto, e con un'eterna aria di sufficienza. Non so con quale...

voto al film: Baliverna assegna il voto sufficiente a Morte di un matematico napoletano (1992)

nessun commento
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30 marzo 2011 Opinione di Peppe Comune su "Morte di un matematico napoletano"
Peppe Comune

In una sala d'aspetto della stazione di Roma dei poliziotti chiedono i documenti a un uomo dall'aria stanca e il fare trasandato. Quell'uomo è Renato Caccioppoli (1904-59), uno dei più importanti e innovativi matematici della prima metà del Novecento. Il film di Mario Martone ne ripercorre gli ultimi otto giorni di vita, dalla mattina in stazione del 1 maggio del 1959, al giorno in cui decise di suicidarsi con un colpo di pistola alla nuca. Mostrandoci l'uomo ormai in...

voto al film: Peppe Comune assegna il voto buono a Morte di un matematico napoletano (1992)

4 commenti
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25 settembre 2010 Opinione di OGM su "Morte di un matematico napoletano"
OGM

Il professor Roberto Caccioppoli spettinato e con l’impermeabile sgualcito, come il Tenente Colombo? È lecito sospettare che si tratti solo di un gioco cinematografico ad effetto; in ogni caso, l’anima da buontempone che affiora da questa compassionevole figura di vagabondo depresso e arrabbiato è l’icona, giustamente spigolosa e sdrucita, del genio mortificato dalla fine dell’idealismo. Il suo abbandono della politica e della scienza, unito al suo...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Morte di un matematico napoletano (1992)

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20 settembre 2010 Opinione di marco l su "Morte di un matematico napoletano"
marco l

Martone non punta all'intrattenimento ma alla riflessione. Fatta questa premessa, la pellicola risulta di buona fattura, ben recitata, con contenuti interessanti, anche se composti in un ritmo lento e silenzioso, quasi sussurato. "Perché vuoi essere come tutti gli altri, quando sei diverso", dice il matematico al suo allievo in procinto di nozze. Il destino scelto dagli intellettuali è di essere fagocitati nell'organismo partorito dalle loro menti, serenamente ossessionati...

voto al film: marco l  assegna il voto buono a Morte di un matematico napoletano (1992)



19 settembre 2010 Opinione di ed wood su "Morte di un matematico napoletano"
ed wood

Cinema difficile quello di Martone. Fin dalla sua prima opera, il cineasta campano lavorava di sottrazione, utilizzando un personaggio eccentrico come veicolo per la scoperta di una Napoli oscura. Film in cui la Morte è sempre presente: quasi la si respira. Aria viziata, afa soffocante, la polvere e l'odore di chiuso che si respira in quelle vecchie dimore borghesi illuminate fioche e agghindate da libri ingialliti, cimitero della cultura. Percorso ostico quello che Martone costringe...

voto al film: ed wood assegna il voto sufficiente a Morte di un matematico napoletano (1992)

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14 settembre 2010 Opinione di mcoccinelli su "Morte di un matematico napoletano"
mcoccinelli

Il personaggio del professore è indubbiamente ben tratteggiato, ma il resto del film è decisamente mediocre. Troppe le scene inutili, scontate, piatte. La sceneggiatura si perde su storie e personaggi lasciati a metà e molti sono i dialoghi drammatizzati e inconcludenti. La telecamera è sempre un po' troppo vicina ai soggetti e la fotografia, d'un gialllo seppia nolstagico, a lungo andare stanca.

voto al film: mcoccinelli assegna il voto mediocre a Morte di un matematico napoletano (1992)



13 settembre 2010 Opinione di chribio1 su "Morte di un matematico napoletano"
chribio1

film a tema reale ed importante ma abbastanza lento e noioso e anche un po' soporifero.voto.5.

voto al film: chribio1 assegna il voto mediocre a Morte di un matematico napoletano (1992)


26 gennaio 2010 Opinione di mm40 su "Morte di un matematico napoletano"
mm40

Il ritratto della decadenza intellettuale ed emotiva di un uomo attraversato da un'inquietudine insopportabile; ispirato ad una storia vera, Morte di un matematico napoletano è l'esordio cinematografico di Martone, che fino a quel momento aveva lavorato soltanto per il teatro. I premi sono arrivati subito (fra gli altri, meritatissimo il David al protagonista Carlo Cecchi), anche se questo film è stato più caro alla critica che al pubblico; Martone continuerà...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Morte di un matematico napoletano (1992)



13 gennaio 2008 Opinione di luca826 su "Morte di un matematico napoletano"
luca826

Voto 7/8 Rievocativo

voto al film: luca826 assegna il voto buono a Morte di un matematico napoletano (1992)


16 novembre 2006 Opinione di cimo.antonio su "Morte di un matematico napoletano"
cimo.antonio

Lento, lentissimo, noioso. Durante la visione speravo che capitasse qualcosa, una spiegazione matematica che giustificasse la genialità del protagonista. Invece la storia si riduce ad un insofferente ubbriacone che deluso dal suo mondo ed incapace di modificarlo si annoia tanto della sua condizione che la fa finita. Sai che storia! Manierismo cinematografico. Le scene sono pari ad uno sceneggiato televisivo di scarso rilievo. Purtroppo in alcuni convegni matematici si fa riferimento al...

voto al film: cimo.antonio assegna il voto mediocre a Morte di un matematico napoletano (1992)




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