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Opinione di Ewan su Scialla!





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14/10/2011 voto al film: voto buono

Sul film

L’ex professore Bruno Beltrame (Francesco Bentivoglio), dopo aver lasciato l’insegnamento, tira a campare dando svogliate ripetizioni a ragazzini del liceo e scrivendo, da ghost writer, biografie di attricette e calciatori. Il suo talento di scrittore, che un tempo adoperava per scrivere opere di sua invenzione, oggi è solo al servizio delle vite degli altri, come quella di Tina (Barbora Bobulova), la pornostar polacca di cui sta scrivendo “l’auto”biografia. Uno dei ragazzi a cui Bruno dà ripetizioni è Luca (Filippo Schicchitano), un quindicenne pessimo a scuola solo perché profondamente svogliato, che nasconde dentro di sé però un’intelligenza e un rispetto per la vita (e per la madre single) che lo fa star lontano dal fumo, dalle droghe, dai brutti giri. E’ proprio sua madre, costretta a partire per un lavoro in Mali, ad affidare Luca al professor Bruno, rivelando allo scrittore la sorprendente notizia: il ragazzo è suo figlio.

E’ stato il film italiano più promosso all’ultimo Festival di Venezia, dove gareggiava nella sezione Controcampo italiano (che ha vinto). Ed è tutto dire. Scialla! infatti non è nulla più che un film leggero, carino, furbetto, non privo di difetti, che però nel panorama cinematografico di casa nostra rappresenta comunque una sorta di miracolo:pensate come siamo messi. Uno dei pregi del film del neoregista Francesco Bruni (già però stimato sceneggiatore di molti film di Virzì, di quelli di Ficarra e Picone e degli adattamenti televisivi di Montalbano) è quello di proporci la figura di un adolescente a cui, finalmente, crediamo. Non quelli finti da fiction Rai, perbenisti e felici, ma neanche quelli esagerati di certo cinema italiano, dalla canna facile e senza futuro: no, Luca è un ragazzo che ha testa, ma semplicemente ce l’ha altrove. Ha bisogno di essere rimesso in riga, di avere una guida che non gli tarpi le ali ma semplicemente gliele apra. Alcuni scambi di battute tra lui e Bruno sono davvero azzeccati, così come la digressione sui “froci” nella Grecia Antica o i siparietti col bidello della scuola (pardon, operatore scolastico).
Dove un po’ pecca il film di Bruni è nella figura della pornostar ravveduta e colta, quello sì un ruolo un po’ fuori dal mondo, e in qualche piccola concessione alla banalità e al cliché (verso tre/quarti il film sbanda spostandosi su una faccenda di soldi rubati e cocaina, francamente evitabile, che culmina con un pianto di Luca a cui è davvero difficile credere, sia narrativamente che recitativamente). Bentivoglio nel ruolo di padre/mentore con marcato accento veneto (lo scontro con il romanesco di Luca è davvero effervescente) convince a singhiozzo ma è decisamente simpatico. Cinema onesto, senza sotterfugi, da premiare.


SI

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