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On the Road (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in On the Road: assente
Ritmo ritmo in On the Road: assente
Impegno impegno in On the Road: assente
Tensione tensione in On the Road: assente
Erotismo erotismo in On the Road: assente

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locandina di On the Road

Trailer originale | Sottotitoli francese

On the Road Trailer originale | Sottotitoli franceseplay

21/05/2012

Cannes 2012, On the Road: Kristen Stewart nella prima clip

Di On the Road di Walter Salles abbiamo già visto il trailer qualche tempo fa. Oggi, invece, dalla Croisette - dove il film è atteso in Concorso - arriva la prima clip ufficiale. In...

di Spaggy

La trama

Sul finire degli anni Quaranta, l'aspirante scrittore Sal Paradise (Sam Riley) conosce Dean (Garrett Hedlund), un giovane appena uscito dal riformatorio e poco tollerante con la morale borghese. Due anni dopo, i due si ritrovano casualmente a New York, dove in compagnia anche di Marylou (Kristen Stewart), la giovane moglie di Dean, decidono di affrontare un viaggio per il paese, vivendo in maniera selvaggia e rompendo ogni schema e tabù. Oltre a dare nuova ispirazione a Sal, le notti a base di sesso, musica jazz e alcool, permetteranno ai due di ritrovare vecchi amici ma anche di conoscerne di nuovi, come Old Bull Lee (Viggo Mortensen) e la moglie Jane (Amy Adams). 

Adattamento cinematografico del romanzo Sulla strada di Jack Kerouac, simbolo della beat generation.

UN MITO DELLA LETTERATURA

Dal 1947 al 1951, affiancati dalle loro vari(opint)e fidanzate, gli scrittori Jack Kerouac e Neal Cassidy attraversarono in lungo e in largo l'America. Il loro viaggio nascondeva una affannosa ricerca della libertà, scandita da incontri fuori dall'ordinario con jazzisti, vagandondi, operai, poeti e muse. Il resoconto di quell'avventura, qualche anno dopo, arrivava sugli scaffali delle librerie sottoforma di un libro che avrebbe finito per cambiare la controcultura americana e diventare il simbolo di intere generazione. Ispirate, infatti, dagli anni selvaggi che Kerouac e Cassidy trascorsero vagabondando, le pagine in gran parte autobiografiche di On The Road - in cui Kerouac e Cassidy vengono proiettati nelle figure di Sal Paradise e Dean Moriarty - si sono trasformate in un capisaldo cult, venerato sia dagli adolescenti sia dagli intellettuali degli ambienti universitari e capace di continuare a vendere, mezzo secolo dopo la sua pubblicazione, più di 100 mila copie all'anno in ogni angolo del mondo.

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ECHI DI KEROUAC

Sfuggendo alle intenzioni dello stesso Kerouac, la dimensione atemporale e universale di On The Road ha fatto sì che numerosi scrittori, poeti e artisti ne seguissero la scia. Nel campo letterario, seguaci dell'opera di Kerouac possono essere considerati Hunter S. Thompson, Thomas Pynchon e, più recentemente, Haruki Murakami. In campo musicale, si ravvisano echi di Kerouac nei testi dei Beatles, dei Doors, di Bob Dylan, Tom Waits e Kurt Cobain. Il mondo cinematografico, poi, ha attinto a piene mani da On The Road realizzando opere che, definite "di vagabondaggio" da Stéphane Benaim, oggi vengono comunemente chiamate "film on the road". Easy Rider (1969), Paris, Texas (1984), Thelma & Louise (1991) e Into the Wild (2007) sono solo alcuni degli esempi più eccellenti. Nonostante il forte legame tra il libro e la settima arte, ci sono voluti decenni e decenni prima che On the Road fosse trasposto sul grande schermo per via della fatica che richiedeva l'adattamento dei versi, mitologicamente contorti, della scrittura di Kerouac.

LA LETTERA A MARLON BRANDO

"Troppo lungo ed elaborato. Irregolare, frammentato e troppo costoso. In poche parole: impossibile da adattare". Queste erano le parole che circolavano nell'ambiente cinematografico ogni volta che qualcuno proponeva di realizzare una trasposizione di On The Road. Nel 1957, con il romanzo fresco di stampa, Jack Kerouac indirizza una lettera (scoperta solo nel 2005) a Marlon Brando, in cui gli propone di acquistare i diritti del libro per farne un film con Brando nei panni di Dean e lo stesso Kerouac in quelli di Sal. Annoiato dalla scrittura, Kerouac aveva in mente di far qualcosa di nuovo che rivitalizzasse la sua esistenza.

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L'OSSESSIONE DELLA FAMIGLIA COPPOLA

Nonostante Hollywood fosse affascinata da On The Road, nessuno aveva mai sfidato le pagine del romanzo e il motivo era semplice: per farne un film occorreva riportarlo nella classica struttura da opera cinematografica, dandogli il classico schema fatto di "inizio-svolgimento-fine". Per la famiglia Coppola, poi, On The Road è stato quasi un'ossessione: prima di Roman, che per decenni ha cercato di sviluppare una sceneggiatura che egli stesso avrebbe voluto dirigere, anche suo padre - il regista Francis Ford Coppola - aveva in mente di realizzarne un film. Sul finire degli anni Settanta, infatti, aveva comprato i diritti del libro proponendo per la regia Jean-Luc Godard ma i tempi lunghi di lavorazione fecero finire il progetto nel dimenticatoio.

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L'opinione più votata

Di Tato88 scritta il 25/05/2012 - utile per 2 utenti

Voto al film: voto mediocre

L’ennesima operazione di riesumazione elegiaca dei temi di libertà sessuale e culturale tipici della beat generation. Sembra che negli ultimi tempi la nostalgia di quel lontano (ma sarebbe così fuori dal mondo vivere ancora oggi seguendo quegli ideali?) ambiente intellettualoide sia tornata di moda. Ogni volta poi ci ripetono la solita solfa per cui “stavolta è tratto dall’opera originaria da cui ebbe origine la beat generation” e giustificano così la realizzazione multimilionaria di un film on the road in costume che punta tutto sui giovani e la loro voglia di ribellione (presente in ogni periodo storico). E della seria “anche i vostri fascisti erano più fascisti dei nostri”, ciò che viene trasmesso dal finale melanconico in cui il viaggio è finito e non si può far altro che ricordarlo scrivendo un bel libro è che noi gente del 2000 siamo nati troppo tardi per fare la rivoluzione.
Avete capito come la penso insomma. Questo film vorrebbe dire qualcosa di nuovo, ma cosa c’è in effetti di nuovo? Un viaggio on the road con struttura episodica, una ricostruzione storica degli anni ’60, o il topless di Kristen Stewart? A voi la risposta.
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SI

Opinioni su On the Road


25 maggio 2012 Opinione di Tato88 su "On the Road"
Tato88

L’ennesima operazione di riesumazione elegiaca dei temi di libertà sessuale e culturale tipici della beat generation. Sembra che negli ultimi tempi la nostalgia di quel lontano (ma sarebbe così fuori dal mondo vivere ancora oggi seguendo quegli ideali?) ambiente intellettualoide sia tornata di moda. Ogni volta poi ci ripetono la solita solfa per cui “stavolta è tratto dall’opera originaria da cui ebbe origine la beat generation” e giustificano così la realizzazione...

voto al film: Tato88 assegna il voto mediocre a On the Road (2011)

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