Ruggine (2011)
Con Stefano Accorsi, Valeria Solarino, Filippo Timi, Valerio Mastandrea, Anita Kravos, Michele De Virgilio, Giuseppe Vitale, Cristina Mantis, Giampaolo Stella, Giuseppe Furlò, Giulia Coccellato
26/08/2011
Venezia 2011, Autori: Ruggine, un campo lungo cinematografico
Di Ruggine di Daniele Gaglianone, film italiano di punta delle Giornate degli Autori dell'imminente Festival di Venezia, abbiamo parlato in due diverse occasioni, mostrandone per ben due...
di Spaggy
La trama
Sono trascorsi trent’anni da quando, in un desolato quartiere di periferia, un gruppo di preadolescenti si è ritrovato a crescere improvvisamente, perdendo la propria spensieratezza e innocenza, dopo aver scoperto l’identità nascosta dello stimato dottor Boldrini, autore dello stupro e dell’uccisione di due bambine. Il ricordo di quell’orco ha devastato le esistenze di Sandro, Carmine e Cinzia, costretti a rivivere quei giorni nel momento in cui casualmente si imbattono nel vecchio deposito che serviva da base per i loro giochi, ormai in demolizione.
Sarà che il cinema di Gaglianone ruota da sempre attorno a un’idea di urgenza morale che già nel romanzo di Massaron emerge a fatica malgrado il tema forte della pedofilia; sarà che dopo il balzo in avanti di Pietro tornare a misurarsi a livello di struttura narrativa con quelle contorsioni temporali che opacizzavano I nostri anni e soprattutto il disgraziato Nemmeno il destino segna un riadagiarsi rinunciatario in meccanismi oliati; sarà che, in spregio a quanto sono rifiniti nei flashback i rapporti tra i piccoli interpreti, la pedanteria e ripetitività delle situazioni in cui sono coinvolti i protagonisti cresciuti suona sorda. Sarà. Fatto sta che calcolo e volontarismo pare abbiano da subito la meglio sulla buona fede.
La recensione di FilmTv
Di Filippo Mazzarella - FilmTV n. 36/2011
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 09/10/2011 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
La storia di un orco e di una banda di ragazzini che lo combatte e lo vince in un castello arrugginito, in una periferia torinese degli anni '70...sembra una tipica storia di Stephen King, riportata nei nostri quartieri di palazzoni di immigrati meridionali, che popolavano interi paesi di case popolari e cortili terrosi. Il film si snoda tra il passato e il presente. Il passato di 3 ragazzini che nei giochi sotto casa, iniziano a gestire i primi rapporti di affetto, amicizia e rispetto, e che una volta cresciuti li conosciamo attraverso un loro ritratto in un tardo pomeriggio.
Carmine (Valerio Mastrandrea): da piccolo il più bullo, quasi prepotente, con l'aria di chi vuole spaccare il mondo, da grande passa le giornate in un bar a scroccare birre e brioche, cercando il coraggio di affrontare gli strozzini ai quali deve dare dei soldi.
Cinzia (Valeria Solarino):da piccola dolce e altruista, pronta a prendere le difese dei più deboli, innamorata di Sandro, l'amico più fragile. Da grande è una insegnante di arti figurative in una scuola media, alle prese con gli scrutini e il dover affrontare il giudizio dei colleghi.
Sandro (Stefano Accorsi): il bimbo più fragile, sempre ammalaticcio, con una simpatia per Cinzia. Da grande è un padre affettuoso e giocoso con il proprio bambino, anche se nell'angolo più buio della casa nasconde un terribile “mostro” del passato.
Il mostro del passato è il dr. Boldrini, che con la sua bella macchina e il suo aspetto elegante e dignitoso, conquista la fiducia dei genitori dei bambini, ma come tutti gli orchi, usa dolci e complimenti per poter soddisfare le proprie voglie malate.
Filippo Timi è il Dr. Boldrini, sopra le righe, davvero un disegno dalle tinte forti, dure, ma che in questo caso erano necessarie, non per dipingere un pedofilo qualsiasi, ma l'idea di tutti i pedofili, di tutti i predatori di bambini. Una scena molto potente è proprio quella in cui lui, a braghe calate, canta e sproloquia, in un campo deserto, con una vittima invisibile, ma purtroppo presente nella sua macchina-tana, mentre tutti i bambini lo osservano da lontano.
Proprio questa moltitudine di visioni (dei bambini, dell'orco, della vittima) che il registra ci offre, rende il film efficace nel risultato. Sembra di possedere tanti binocoli che ci permettono una visione ampia e completa di quello che succede, tutto sotto una luce di tramonto che rende la visione più drammatica.
La parte che presenta i tre protagonisti nel presente, non mi è sembrata sempre molto convincente, sopratutto per quanto riguardano le storie di Cinzia e Sandro. La scena dello scrutinio al quale partecipa Cinzia è davvero molto forzata e recitata in maniera scolastica, troppo caricaturali alcune figure dei professori.
La parte che riguarda Sandro è bella ma tirata troppo per le lunghe, vanificando un po' così la buona idea di mostrare Sandro padre adulto ma con la voglia di fare i giochi che da bambino non ha mai potuto fare.
La figura di Carmine è quella che poi alla fine risulta più interessante e sorprendente.
Io comunque ho preferito la parte relativa alla storia dei ragazzini, diretti benissimo, con una ottima ricostruzione ambientale dell'epoca. Un commento più che positivo per il montaggio del film, che per la sua riuscita era fondamentale.
Per Timi applauso mio personale, che a me piace troppo questo attore...scusate il finale spassionato, ma finalmente vedo un attore coraggioso nell'interpretare personaggi negativi, scomodi ma veramente interessanti, con maniera precisa, attenta e studiata.
- negative [2]
- sufficienti [3]
- positive [5]
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24 gennaio 2012 Opinione di OGM su "Ruggine"
Il pedofilo non è l’elemento singolare in un contesto di gente perbene. Non è l’abisso isolato che rimane in agguato nel buio. È, invece, parte di un tutto, facilmente riconoscibile e contiguo ad ogni altra manifestazione umana. Dal gioco al sesso il passo è breve, ed impercettibile, o magari assente, è il confine tra il gioco e la violenza, tra il brivido della sfida tra ragazzi ed il pericolo mortale. Sono proprio gli adulti a trasmettere l’idea che la differenza tra far per...
voto al film: 
6 novembre 2011 Opinione di gianbers su "Ruggine"
Film a tratti, va e viene. Comunque interessante.
voto al film: 
19 ottobre 2011 Opinione di fefy su "Ruggine"
Il tema del film è interessante, attuale e delicato. Trattarlo è difficile. Qui abbiamo un'ambientazione perfetta, una fotografia che è elemento essenziale del film, è elemento portante, una recitazione dei bambini molto efficace quanto invece sopra le righe quella degli attori adulti. I tempi del film purtroppo sono sbagliati e la struttura narrativa che spesso si disperde toglie concentrazione a quello che è il tema centrale del film. Porta lontano l'emozione dello spettatore che...
voto al film: 
9 ottobre 2011 Opinione di maghella su "Ruggine"
“Ruggine” è un film particolare, che mi ha convinto! La storia di un orco e di una banda di ragazzini che lo combatte e lo vince in un castello arrugginito, in una periferia torinese degli anni '70...sembra una tipica storia di Stephen King, riportata nei nostri quartieri di palazzoni di immigrati meridionali, che popolavano interi paesi di case popolari e cortili terrosi. Il film si snoda tra il passato e il presente. Il passato di 3 ragazzini che nei giochi sotto casa, iniziano a...
voto al film: 
16 settembre 2011 Opinione di ccbaxter su "Ruggine"
Trasformo la mia recensione in un'ideale lettera al produttore del film: Scusami Gianluca Arcopinto ma stavolta non ti ho proprio capito. Alla Casa del Cinema, durante l'occupazione, ricordo un tuo intervento molto lucido dove sostanzialmente, nel descrivere l'assurdità produttiva di quello che tu chiami "cinema di sistema", mettevi a confronto investimenti e risultati economici di uno di questi film prodotti, appunto, dal "sistema" ("La Passione" di Carlo Mazzacurati), con l'investimento...
voto al film: 
12 settembre 2011 Opinione di willardwaldo su "Ruggine"
Tratto dal romanzo di Stefano Massaron, il film racconta una storia dura, di immigrazione, fine dell'innocenza e segreti inconfessabili. Il film, ben diretto da Daniele Gaglianone, è ben recitato da giovani attori e dalla loro trasposizione adulta nei panni di Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea e Valeria Solarino, affiancati da un sempre più lanciato e convincente Filippo Timi. Il valore della storia è concentrato tutto nello spiazzante finale che costituisce il vero...
voto al film: 
8 settembre 2011 Opinione di barabbovich su "Ruggine"
Il Mystic river dei poveri - tratto dal romanzo di Stefano Massaron - si svolge a Torino, periferia-periferia-periferia (casomai qualcuno non lo avesse capito dopo una cinquantina di inquadrature da ogni angolazione possibile), anno di grazia 1977 (casomai qualcuno non lo avesse capito sentendo snocciolare la formazione del Toro campione d'Italia, quello di Pulici e Graziani). Qui un gruppo di ragazzini, per lo più figli di immigrati, è testimone dello stupro e...
voto al film: 
5 settembre 2011 Opinione di zombi su "Ruggine"
ottimo il film di gaglianone. tra passato e presente le vite di tre ragazzini che sopravvissero e sconfissero l'uomo nero. certo le battaglie, come in tutte le guerre, lasciano cicatrici più o meno visibili ed è un pò come quando si acuisce un senso perchè se n'è perso un altro. vivere in mezzo agli altri non è sempre facile, perchè loro non sanno e non si vuole che sappiano. c'è una protezione, un pò come il castello di rottami...
voto al film: 
5 settembre 2011 Opinione di alan smithee su "Ruggine"
Nella periferia rurale e industriale di una Torino anni '70 un gruppo di bambini di estrazione popolare gioca attorno e all'interno di un enorme ammasso di ruggine denominato "il castello", residuo di una fabbrica ormai in abbandono. L'arrivo di un elegante e ombroso pediatra che pian piano si insinua come un serpente nelle vite dei piccoli - visto il generale apprezzamento che riceve inizialmente da parte delle famiglie della borgata - fara' seguito alla sparizione e alla tragica...
voto al film: 
3 settembre 2011 Opinione di diomede917 su "Ruggine"
Tratto dal romanzo omonimo di Stefano Massaron finalista allo Scerbanenco, Ruggine tratta un tema duro e scottante difficilmente rappresentato dal nostro cinema: la pedofilia. Rappresentando i traumi e i dolori che i grandi non riusciranno a credere. Per Daniele Gaglianone è il suo esame di maturità non solo perchè affronta questa tematica ma lo fa con un cast che rappresenta il meglio del giovane cinema italiano. La storia si dipana su due filoni temporali seguendo per...
voto al film: 
- negative [2]
- sufficienti [3]
- positive [5]
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