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Shame (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Shame: assente
Ritmo ritmo in Shame: presente
Impegno impegno in Shame: forte
Tensione tensione in Shame: presente
Erotismo erotismo in Shame: forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Shame

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Shame (voti: 73 media: 3,51) 73

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locandina di Shame

Clip 2 | Dovresti venire a sentirmi

Shame Clip 2 | Dovresti venire a sentirmiplay

2011-12-15 16:36:04

Shame: il trailer italiano

Coppa Volpi a Venezia per Michael Fassbender, fresca nomination ai Golden Globes sempre per Fassbender più altri premi vari in giro per il mondo, ecco finalmente arrivare il primo trailer...

di Spaggy

La trama

Il trentenne newyorkese Brandon non riesce a controllare le sue pulsioni sessuali. Nonostante sembri condurre una vita sociale normale, l’uomo è ossessionato dalla pornografia e da tutto ciò che ruota intorno al piacere e alla lussuria. Dovrà imparare a tenere a bada gli impulsi della libido non appena si innamorerà della bella collega Marianne, interessata più a una storia romantica che ad una basata sul sesso. A complicare ulteriormente la vita di Brandon ci si mette anche sua sorella, l'autodistruttiva Sissy, ospite per qualche tempo in casa del giovane. 

Il videoartista Steve McQueen realizza con Shame (vergogna) un film speculare al suo esordio Hunger (fame). Rispetto alla viscerale materia di Hunger, tutto cemento (delle celle) e merda, Shame è liscio e patinato, minimale come un racconto di Bret Easton Ellis, freddo come la lama del coltello di Patrick Bateman. Anche fin troppo esemplare.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 2/2012

Brandon è un erotomane. Non pensa ad altro. Si masturba in ufficio, invita prostitute in casa, scarica film porno. Un giorno irrompe nella sua vita la sorella Sissy, altra sciroccata dall’anima spaccata in due. Da una parte un vitalismo sfrenato, dall’altra una cupezza insondabile. La ragazza cerca solo un briciolo di human touch che non trova tra le braccia del fratello. Il cui percorso diventa sempre più autodistruttivo. Il videoartista Steve McQueen realizza con Shame (vergogna) un film speculare al suo esordio Hunger (fame). ESPANDI +

L'opinione più votata

Di pazuzu scritta il 2012-01-16 18:59:36 - utile per 27 utenti

Voto al film: voto buono

Brandon è un trentenne in carriera, possiede un bell'appartamento a New York ed esercita un evidente fascino sulle donne, ma ha un'ossessione della quale si vergogna e che non riesce ad arginare: quella per il sesso.
La sua giornata tipo prevede poche pause e, non appena possibile, ancora meno vestiti addosso: scopatore indefesso e onanista incallito, in casa ha scaffali pieni di riviste pornografiche, e un telefono che squilla invano lasciando alla segreteria l'onere di registrare il messaggio quotidiano di una vecchia amante che mendica inutilmente nuove attenzioni; ha un portatile con cui naviga abitualmente tra siti hard e videochat erotiche, e l'attitudine ad ospitare prostitute o, alternativamente, a cercar soddisfazione tra le gambe di sconosciute consenzienti adescate dove capita.
Brandon vive solo, perché non crede nel matrimonio né in alcun tipo di relazione duratura, perché i legami sono fatti per essere sciolti e l'attrazione per divenire abitudine e quindi noia, perché non esiste amore né condivisione, ma solo il bisogno di appagamento fisico ricercato attraverso una serie meccanica di gesti compulsivi.
Conscio della propria dipendenza e terrorizzato dagli abissi di angoscia che questa gli comporta, Brandon mostra in pubblico un'immagine di sé sobria e risoluta, tenendosi dentro un inferno che non trova pace, e che viene anzi amplificato quando nella sua vita piomba la sorella minore Sissy, una cantante di night club nata in Irlanda e trapiantata da piccola nel New Jersey come lui, che ora dalla lontana Los Angeles dove ha vissuto negli ultimi tempi giunge nella Grande Mela per delle serate scegliendo la sua abitazione come dimora temporanea: altrettanto problematica e depressa, Sissy è agli antipodi dal punto di vista caratteriale, tormentata e autolesionista, volubile insicura e costantemente bisognosa di affetto e calore umano, e quello che prova a riallacciare con lui è un rapporto conflittuale e complesso, che ha le stesse radici lontane dei guasti che devastano la psiche di entrambi. Il suo arrivo stravolge l'instabile equilibrio che il fratello aveva faticosamente trovato tra le proprie pulsioni, costringendolo a modificare le proprie abitudini e a fare i conti con le proprie manie e deviazioni.
Secondo lungometraggio dell'inglese Steve McQueen, presentato a Venezia 2011 e premiato con la Coppa Volpi al suo interprete principale Michael Fassbinder (già col regista nel precedente Hunger, Camera d'Or a Cannes 2008 ma inedito in Italia), Shame è un film ostico disturbante e manifestamente sgradevole che non si produce in un aperto e 'convenzionale' scavo psicologico basato su dialoghi serrati, né si preoccupa di elargire informazioni al di là dello stretto necessario sul vissuto del protagonista, ma lascia spazio ad immagini suoni e rumori d'ambiente come fossero proiezioni della sua mente, lo mette a nudo in senso non solo figurato, mostra con algido distacco l'asfissia emotiva che lo governa, lo pedina nella rituale e vorticosa rincorsa all'ennesimo atto al contempo liberatorio e autopunitivo: incapace di liberarsi da una routine che si fa ogni giorno più soffocante, ingabbiato dall'insopprimibile tensione verso un sesso impersonale, privo di erotismo e di qualsivoglia coinvolgimento, Brandon cerca una via di fuga ma sente il panico montare ad ogni amplesso per esplodere con violenza maggiore ad ogni orgasmo - aspirazione unica e condanna ineludibile di un uomo assuefatto al vuoto pneumatico del nulla sociale e dallo stesso annientato, gode e soffre in un abisso di nichilismo puro dove lo zenit e il nadir di un circuito emozionale fallato coincidono drammaticamente.
Girato da McQueen coniugando eleganza e brutalità, contrappuntato dal magnetico commento musicale in crescendo di Harry Escott e da una vibrante colonna sonora che spazia da Howlin' Wolf a John Coltrane a Chet Baker fino agli Chic e a Blondie ma dove la parte del leone spetta a Johann Sebastian Bach, dominato da un Fassbinder imponente e carismatico e nobilitato dalla prova coraggiosa e intensa di una Carey Mulligan (che si lancia in una versione personale e sofferta di New York, New York) sempre più lanciata nell'olimpo dei grandi, Shame è il grido sordo e disperato di un uomo prigioniero di sé stesso e della propria rampante inadeguatezza, un film splendidamente circolare da inseguire (prima) e subire (poi).
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SI

Opinioni su Shame


2012-02-10 12:23:20 Opinione di Kurtisonic su "Shame"
Kurtisonic

Di quale vergogna parla Shame? Di sessodipendenza, del completo distacco dalla realtà, di traumi interiori nascosti, di incapacità relazionale e affettiva, o dell'omologazione ai modelli trainanti e imposti dalla nostra società? Brandon, un perfetto Michael Fassbender, è apparentemente ben inserito nel contesto sociale, dalla sua posizione di benessere materiale gode della rendita derivante dalla presumibile normalità. Come detto però, dietro alle apparenze c'è la vergogna. Il...

voto al film: Kurtisonic assegna il voto buono a Shame (2011)

2 commenti
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2012-02-05 18:58:37 Opinione di yurigu su "Shame"
yurigu

Un trentenne newyorkese giace sul letto a occhi aperti respirando con geometrica regolarità. Questo è l’incipit di Shame la seconda opera di Steve McQueen, che nulla ha a che fare con il famoso attore scomparso ormai più di trent’anni fa. L’artista, regista e sceneggiatore inglese è sicuramente stato all’altezza delle aspettative, piuttosto alte dopo il suo esordio eccellente con Hunger.  Il nuovo film si concentra sull’incapacità moderna d’intessere relazioni appaganti...

voto al film: yurigu assegna il voto ottimo a Shame (2011)

nessun commento
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2012-01-31 18:09:24 Opinione di sissi su "Shame"
sissi

Non è semplice parlare di "Shame". Infatti, al di là dei semplicistici commenti sulla nudità del protagonista (e davvero non capisco come qualcuno ritenga Fassbender un attore inespressivo: a mio parere la forza del film sta nella sua interpretazione), non è una rappresentazione che può suscitare facilmente immedesimazione o simpatia. Perchè la tematica trattata è scomoda e pure poco conosciuta: affronta, difatti, l'erotomania, una MALATTIA che nulla ha a che fare con l'erotismo. Un...

voto al film: sissi assegna il voto buono a Shame (2011)

2 commenti
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2012-01-28 20:36:48 Opinione di Snaporaz68 su "Shame"
Snaporaz68

FENOMENOLOGIA DEL SENSO DI COLPA   C'è qualcosa nel passato di Brandon e della sorella Sissy che pesa come un macigno. Il regista Steve McQueen (folgorante la sua opera prima Hunger, camera d'oro al festival di Cannes) lascia l'argomento in sospeso e offre allo spettatore un doppio percorso di elaborazione del senso di colpa con duplice risoluzione nella sindrome maniacale depressiva. Brandon sceglie di ibernare ogni possibile sentimento e catalizza la sua “vergogna” nella...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto buono a Shame (2011)

4 commenti
[utile per 12 utenti]


2012-01-27 01:24:41 Opinione di LorCio su "Shame"
LorCio

Shame verrà ricordato in due modi diversi. Entrambi, però, partono dalla sequenza che apre il film, in cui il magnifico Michael Fassbender (standing ovation) si mostra in un nudo integrale che probabilmente resterà negli annali: c’è chi, appunto, ricorderà l’effetto scandaloso del pene svolazzante; e c’è chi ricorderà quell’esibizione radicale come il punto d’avvio per cercare di capire quale sia il senso di un’opera del genere. Fassbender recita col corpo, ne sfrutta ogni...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Shame (2011)

nessun commento
[utile per 6 utenti]

2012-01-26 21:58:59 Opinione di giacca su "Shame"
giacca

Ottima scimiottatura di un film di autore, in realtà privo di sostanza e di reale spessore del personaggio principale. Tolte alcune scene ben girate e un attore principale veramente bravo rimane un film veramente noioso. Inspiegabili a mio avviso le recensioni a 4 stelle. 

voto al film: giacca assegna il voto mediocre a Shame (2011)

nessun commento
[utile per 1 utenti]


2012-01-26 13:33:31 Opinione di marco bi su "Shame"
marco bi

Considero Shame un  piccolo figlio di Taxi  Driver. Ambientazione notturna e iperrealistica, difficoltà di vivere normalmente , impossibilità di costruire un rapporto sentimentale che ti rende facile preda della pornografia ormai alla portata di tutti e poi catarsi nel sangue e finale beffardo.questi sono gli accostamenti che trovo nei due films. Certo Michael Fassbender non è Robert De Niro e Steve McQueen non è Martin Scorsese…ma chissà in futuro… Ottima la Mulligan.

voto al film: marco bi assegna il voto sufficiente a Shame (2011)


2012-01-25 17:50:48 Opinione di emmepi8 su "Shame"
emmepi8

  Opera seconda di questo regista, ma per me la prima vista, e farò di tutto per vedere anche la prima a questo punto. Certamente un film non facile nel senso di contenuti, un tipo di cinema che mi ha fatto pensare direttamente a Un Uomo da Marciapiede, non per la storia, ma nel senso del racconto e del trattamento delle tematiche. Il film scritto dal regista stesso con Abi Morgan, autore del recente The Iron Lady, una tematica ed un personaggio che è cinema puro e che ci porta nei...

voto al film: emmepi8 assegna il voto ottimo a Shame (2011)

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2012-01-25 09:02:47 Opinione di marcojes su "Shame"
marcojes

Shame, lo sguardo del desiderio Il film si inserisce entro la linea tracciata da Menhunter, Il silenzio degli innocenti, American Psyco... Parla delle dinamiche ambivalenti del desiderio di un uomo occidentale iperraffinato immerso nella più avanzata società dei consumi oggi esistente. Il desiderio non è un affare a due, né si risolve autoreferenzialmente come prassi solitaria... Ancor prima origina da un contesto che lo preforma. Disponendo il protagonista a fare o non fare...

voto al film: marcojes assegna il voto sufficiente a Shame (2011)

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2012-01-24 02:31:09 Opinione di mm40 su "Shame"
mm40

Shame è il secondo lungometraggio diretto da Steve McQueen, che già nel 2008 aveva avuto Michael Fassbender come protagonista per il suo esordio Hunger; scritto insieme ad Abi Morgan, è un frenetico viaggio allucinato fra morbosità, egocentrismo, perversioni, incapacità di relazionarsi agli altri, fuga dalla realtà, incomunicabilità dell'era di internet; il tutto annegato in un mare di violenza, che pare essere la costante sottotraccia dei rapporti umani odierni. In una metropoli...

voto al film: mm40 assegna il voto sufficiente a Shame (2011)

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