La Kryptonite nella borsa (2011)
Con Luigi Catani, Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti, Libero De Rienzo, Massimiliano Gallo, Nunzia Schiano, Antonia Truppo, Giulia Pica, Vincenzo Nemolato, Fabrizio Gifuni, Monica Nappo
02/11/2011
Oggi a Roma: Speciale La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo
Quarto e ultimo titolo italiano in Concorso al Festival di Roma è l'attesissimo La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore, conduttore radiofonico e produttore,...
di Spaggy
La trama
Napoli, 1973. Il piccolo Peppino (Luigi Catani) ha sette anni e la sua esistenza è segnata da una serie di bizzarre avventure ed eventi pesanti che ne segnano la crescita, come la morte del cugino Gennaro, chiamato Superman a causa dell’abitudine di andare in giro con tuta e mantellina sulle spalle a fermare gli autobus, alla ricerca della mitica kryptonite. A causa della depressione che ha colpito la madre Rosaria (Valeria Golino) che, dopo aver scoperto che il marito Antonio (Luca Zingaretti) la tradisce con un’amante più giovane, è in cura presso uno psicanalista consigliato dalla nonna, Peppino viene affidato a Titina (Cristiana Capotondi) e Salvatore (Libero De Rienzo), i due folli zii ventenni, che lo condurranno in un girovagare continuo tra feste colorate in scantinati, movimenti femministi, sesso, sigarette di contrabbando, droga e alcol. A fargli compagnia, ci sarà sempre il fantasma del cugino.
Nessun guizzo, moto narrativo o sorpresa nell'esordio dello scrittore Ivan Cotroneo dietro la macchina da presa, tratto dal suo omonimo romanzo. Eppure la vicenda è all'apparenza complessa. Cotroneo, paradossalmente, convince più come regista, perché anche grazie alla fotografia di Luca Bigazzi Napoli è lontana da qualunque cliché, anzi sembra la plumbea Milano! La formula del film è però quella della commedia familista dove tutto alla fine si ricompone, la voce è obbligatoriamente fuori campo e la nostalgia si traduce in modernariato posticcio.
La recensione di FilmTv
Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 45/2011
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 04/11/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Nell'anno 1973 c'è una famiglia composta da depressi (la mamma Valeria Golino), traditori (il papà Luca Zingaretti), un bambino occhialuto (Luigi Catani), due zii troppo hippie (Cristiana Capotondi e Libero Di Rienzo), un Superman fuori dal mondo (Vincenzo Nemolato) e poi uno psichiatra amorevole (Fabrizio Gifuni), una maestra ardimentosa (Rosaria De Cicco), una zitella vogliosa (Monica Nappo), un conquistatore cocciuto (Massimiliano Gallo), dei nonni alquanto fastidiosi e delle donne da mercato sapienti e impiccione.
Tutto il ‘carosello’ napoletano entra in gioco con musiche d’epoca e interni popolani: un virtuosismo di facce e facciate bello e anche (per certi versi) interessante nella prima parte. Il film parte bene e fa presa sullo spettatore e un paio di sequenze (di facile veduta) entrano subito in chi guarda: il ballo a due-familiare e il ballo multicolore all’esterno sono un collante preciso e indicativo della trama. Poi il film si sposta sui singoli personaggi e soprattutto su Rosaria Sansone (Valeria Golino) e sulle sue visite allo studio medico di Matarrese (Gifuni): qui la parte del film risulta poco coinvolgente e alquanto poco scherzosa e ballabile per lo spettatore. La bravura della Golino resta a se stante e l’incontro mamma-figlio-padre non coinvolge pienamente.
Si perde quel barlume fantastico e sopra le righe che il regista vuole (vorrebbe) riscattare con la parte finale (Superman e Peppino che guardano dall’alto la città…stile “La storia fantastica”) ma il film perde appetibilità e gusto (vero) del ‘carosello’ casalingo fuori da ogni facile caricatura e di un oltremodo ‘mondo’ privato sfacciato e non di routine. Il ballo di Peppino (come di altri più grandi) nudo e poco avezzo alle mode (di altri) rompe lo schema e chiude il gioco irridente del film troppo presto.
Di buon livello la recitazione della Golino e di Zingaretti. Come sempre bravo e di basso profilo la prova di Gifuni. Da menzionare la fotografia di Luca Bigazzi (che tende ad avere influenze un po’ troppa da reclame). La regia di Cotroneo è discreta.
Voto complessivo: 6+.
- negative [3]
- sufficienti [7]
- positive [5]
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3 maggio 2012 Opinione di Ottiperotti su "La Kryptonite nella borsa"
bel film, é simpatico, scorre bene nonostante l'ora e 30 e gli attori sono bravissimi, specialmente superman!! lo trovo anche coraggioso ed innovativo. Bravi tutti
voto al film: 
4 aprile 2012 Opinione di bradipo68 su "La Kryptonite nella borsa"
Se una cosa manca al cinema italiano di questi ultimi anni è uno sguardo complice e non compiaciuto per quella particolare età che sul limitare dell'infanzia si dirige a grandi passi verso l'adolescenza. Cosa che mi sembra presente nel cinema francese che sta continuando a fornire ottimi ritratti di questo tipo. La kryptonite nella borsa progetto che Ivan Cotroneo trae da un proprio libro di qualche anno fa vuole ridurre questo gap tra il nostro cinema e quello d'Oltralpe. Presentando la...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di OGM su "La Kryptonite nella borsa"
Il mondo visto attraverso gli occhialoni da miope del piccolo Peppino Sansone. Che fungono da lente deformante per le bizzarrie di un’epoca di grandi fermenti. E fanno da lente di ingrandimento per lo stato d’animo più diffuso e inconfessabile, che è la vergogna: la sensazione di inadeguatezza che ci fa temere di essere considerati diversi e quindi disprezzati. E che spinge i personaggi di questa storia a tacere, mentire, mascherarsi, fuggire, chiudersi nella depressione, fino a...
voto al film: 
4 marzo 2012 Opinione di canaja su "La Kryptonite nella borsa"
Napoli 1973. Peppino ha nove anni, un paio d’occhiali enormi ed è cugino di Superman. Ha una bella mamma, un babbo sbadato e tutta una comunità di parenti e amici (non) molto attenti nei suoi confronti. La vita per il piccolo scorre tranquilla, se escludiamo le partite di calcio con i compagni dove è costretto a fare il palo (un vero fastidio per lui e per i suoi occhiali!). Capita, però, che un giorno la mamma non abbia più voglia d’alzarsi dal letto e che il cugino Gennaro,...
voto al film: 
3 febbraio 2012 Opinione di cippags su "La Kryptonite nella borsa"
Simpatico affresco familiare, l'idea è forse di seguire un certo genere di film che ultimamente va per la maggiore in Italia; l'esito non è dei migliori, ma complessivamente non lo considererei negativo.7--
voto al film: 
25 gennaio 2012 Opinione di fratellicapone su "La Kryptonite nella borsa"
Un film curioso e pieno di spunti interessanti ma che ho visto fino alla fine senza particolare interesse. Nulla da dire sugli ottimi attori a comiciare dal bravissimo Peppino, il bambino, sul quale ruota tutta la storia. Una famiglia un pò scombinata in una Napoli degli anni sessanta. Molto bella la fotografia e l'ambientazione e la colonna sonora, interessanti singole scene ma il film nel suo complesso non funziona.
voto al film: 
2 dicembre 2011 Opinione di fralle su "La Kryptonite nella borsa"
E' UN DIVERTENTE AFFRESCO NAPOLETANO, BEN LAVORATO.
voto al film: 
1 dicembre 2011 Opinione di scafoide su "La Kryptonite nella borsa"
Delicato film su un ragazzino e la sua strampalata famiglia "del sud". Però, dopo i primi 30 minuti, mi son chiesto: il tempo trascorso a vedere questa storia mi migliorerà la vita? No. E me ne sono andato
voto al film: 
20 novembre 2011 Opinione di zombi su "La Kryptonite nella borsa"
sufficiente è pochino lo so, ma non posso e non riesco a dargli di più. e non che non mi sia piaciuto. questo "affresco" familiare "in costume" sulla formazione del ragazzetto peppino diverte e intrattiene senza annoiare, ma poteva essere altro. se solo la nostra fiction non fosse quella stomachevole(salvo rare occasioni)pasticcona formato goliath da prendere prima dei pasti per combattere l'insonnia, ci sarebbe venuta fuori una bella miniserie o perchè una serie lunga. daltronde gli anni...
voto al film: 
10 novembre 2011 Opinione di bufera su "La Kryptonite nella borsa"
Il film è ben riuscito sia per l'ottima prestazione di un cast pregevole,che per la splendida fotografia di Bigazzi dai colori vivi e surreali alle luci notturne,alle dettagliate immagini di interni anni 70, che per le musiche.tutte appropriatamente scelte a seconda dei temi. Quanto alla storia è sospesa tra surreale e tristemente realistico, contenuti di intensa emotività, con piccole evasioni più inconsistenti ,che danno respiro ad una intensità e densità che potrebbero risultare...
voto al film: 
- negative [3]
- sufficienti [7]
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