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La Kryptonite nella borsa (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La Kryptonite nella borsa: presente
Ritmo ritmo in La Kryptonite nella borsa: presente
Impegno impegno in La Kryptonite nella borsa: assente
Tensione tensione in La Kryptonite nella borsa: assente
Erotismo erotismo in La Kryptonite nella borsa: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a La Kryptonite nella borsa

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto mediocre a La Kryptonite nella borsa (voti: 28 media: 3,14) 28

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locandina di La Kryptonite nella borsa

Clip 1 | Planet Funk

La Kryptonite nella borsa Clip 1 | Planet Funkplay

02/11/2011

Oggi a Roma: Speciale La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo

Quarto e ultimo titolo italiano in Concorso al Festival di Roma è l'attesissimo La Kryptonite nella borsa di Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore, conduttore radiofonico e produttore,...

di Spaggy

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La trama

Napoli, 1973. Il piccolo Peppino (Luigi Catani) ha sette anni e la sua esistenza è segnata da una serie di bizzarre avventure ed eventi pesanti che ne segnano la crescita, come la morte del cugino Gennaro, chiamato Superman a causa dell’abitudine di andare in giro con tuta e mantellina sulle spalle a fermare gli autobus, alla ricerca della mitica kryptonite. A causa della depressione che ha colpito la madre Rosaria (Valeria Golino) che, dopo aver scoperto che il marito Antonio (Luca Zingaretti) la tradisce con un’amante più giovane, è in cura presso uno psicanalista consigliato dalla nonna, Peppino viene affidato a  Titina (Cristiana Capotondi) e Salvatore (Libero De Rienzo), i due folli zii ventenni, che lo condurranno in un girovagare continuo tra feste colorate in scantinati, movimenti femministi, sesso, sigarette di contrabbando, droga e alcol.  A fargli compagnia, ci sarà sempre il fantasma del cugino. 

Nessun guizzo, moto narrativo o sorpresa nell'esordio dello scrittore Ivan Cotroneo dietro la macchina da presa, tratto dal suo omonimo romanzo. Eppure la vicenda è all'apparenza complessa. Cotroneo, paradossalmente, convince più come regista, perché anche grazie alla fotografia di Luca Bigazzi Napoli è lontana da qualunque cliché, anzi sembra la plumbea Milano! La formula del film è però quella della commedia familista dove tutto alla fine si ricompone, la voce è obbligatoriamente fuori campo e la nostalgia si traduce in modernariato posticcio.

La recensione di FilmTv

Di Mauro Gervasini - FilmTV n. 45/2011

Non sappiamo nulla di Tutti pazzi per amore, la fiction di Ra1 scritta da Ivan Cotroneo, ma conosciamo Mine vaganti (bello) e Io sono l’amore (bellissimo), da lui cosceneggiati. Ci prepariamo quindi positivamente alla visione di La kryptonite nella borsa, esordio dello scrittore dietro la macchina da presa, tratto dal suo omonimo romanzo (Bompiani). A metà film ci contorciamo sulla poltroncina, nella speranza che qualcosa prima o poi accada. Un guizzo, un moto narrativo, una sorpresa. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di lorenzodg scritta il 04/11/2011 - utile per 16 utenti

Voto al film: voto sufficiente

              Ivan Cotroneo al primo lungometraggio, tratto dall’omonimo romanzo scritto dallo stesso regista  e pubblicato nel 2007, dimostra una valenza cinematografica e un approccio alla ripresa di buon livello. Le inquadrature, gli ambienti e alcune intuizioni danno risalto alla pellicola e alla generosità che egli mette in ogni passo del film. Tuttavia qualche furbizia, facile accostamento, vintage fotografico e risalto non centrato contribuiscono ad abbassare il tono dello stesso. Comunque è da apprezzare il tutto e lo stile ‘accattivante’ che rendono godibile e fruibile la storia. “La Kryptonite nella borsa” è solo un pretesto narrativo per raccontare la vita strana di una famiglia ‘sui generis’ e ‘sopra le righe’ dove un bambino di nove anni (Peppino) trova difficoltà ad avere un certo spazio ma nello stesso momento incide nel variare la stessa vita familiare formata da componenti variopinti e accessoriati di ogni problema (e anche di qualcosa che dovrà venire nel futuro e che oggi conosciamo con senza irriverenza).
Nell'anno 1973 c'è una famiglia composta da depressi (la mamma Valeria Golino), traditori (il papà Luca Zingaretti), un bambino occhialuto (Luigi Catani), due zii troppo hippie (Cristiana Capotondi e Libero Di Rienzo), un Superman fuori dal mondo (Vincenzo Nemolato) e poi uno psichiatra amorevole (Fabrizio Gifuni), una maestra ardimentosa (Rosaria De Cicco), una zitella vogliosa (Monica Nappo), un conquistatore cocciuto (Massimiliano Gallo),  dei nonni alquanto fastidiosi e delle donne da mercato sapienti e impiccione.
Tutto il ‘carosello’ napoletano entra in gioco con musiche d’epoca e interni popolani: un virtuosismo di facce e facciate bello e anche (per certi versi) interessante nella prima parte. Il film parte bene e fa presa sullo spettatore e un paio di sequenze (di facile veduta) entrano subito in chi guarda: il ballo a due-familiare e il ballo multicolore all’esterno sono un collante preciso e indicativo della trama. Poi il film si sposta sui singoli personaggi e soprattutto su Rosaria Sansone (Valeria Golino) e sulle sue visite allo studio medico di Matarrese (Gifuni): qui la parte del film risulta poco coinvolgente e alquanto poco scherzosa e ballabile per lo spettatore. La bravura della Golino resta a se stante e l’incontro mamma-figlio-padre non coinvolge pienamente.
Si perde quel barlume fantastico e sopra le righe che il regista vuole (vorrebbe) riscattare con la parte finale (Superman e Peppino che guardano dall’alto la città…stile “La storia fantastica”) ma il film perde appetibilità e gusto (vero) del ‘carosello’ casalingo fuori da ogni facile caricatura e di un oltremodo ‘mondo’ privato sfacciato e non di routine. Il ballo di Peppino (come di altri più grandi) nudo e poco avezzo alle mode (di altri) rompe lo schema e chiude il gioco irridente del film troppo presto.
Di buon livello la recitazione della Golino e di Zingaretti. Come sempre bravo e di basso profilo la prova di Gifuni. Da menzionare la fotografia di Luca Bigazzi (che tende ad avere influenze un po’ troppa da reclame). La regia di Cotroneo è discreta.
Voto complessivo: 6+.
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SI

Opinioni su La Kryptonite nella borsa


3 maggio 2012 Opinione di Ottiperotti su "La Kryptonite nella borsa"
Ottiperotti

bel film, é simpatico, scorre bene nonostante l'ora e 30 e gli attori sono bravissimi, specialmente superman!! lo trovo anche coraggioso ed innovativo. Bravi tutti

voto al film: Ottiperotti assegna il voto buono a La Kryptonite nella borsa (2011)


4 aprile 2012 Opinione di bradipo68 su "La Kryptonite nella borsa"
bradipo68

Se una cosa manca al cinema italiano di questi ultimi anni è uno sguardo complice e non compiaciuto per quella particolare età che sul limitare dell'infanzia si dirige a grandi passi verso l'adolescenza. Cosa che mi sembra presente nel cinema francese che sta continuando a fornire ottimi ritratti di questo tipo. La kryptonite nella borsa progetto che Ivan Cotroneo trae da un proprio libro di qualche anno fa vuole ridurre questo gap tra il nostro cinema e quello d'Oltralpe. Presentando la...

voto al film: bradipo68 assegna il voto mediocre a La Kryptonite nella borsa (2011)

nessun commento
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18 marzo 2012 Opinione di OGM su "La Kryptonite nella borsa"
OGM

Il mondo visto attraverso gli occhialoni da miope del piccolo Peppino Sansone. Che fungono da  lente deformante per le bizzarrie di un’epoca di grandi fermenti. E fanno da lente di ingrandimento per lo stato d’animo più diffuso e inconfessabile, che è la vergogna: la sensazione di inadeguatezza che ci fa temere di essere considerati diversi e quindi disprezzati. E che spinge i personaggi di questa storia a tacere, mentire, mascherarsi, fuggire, chiudersi nella depressione, fino a...

voto al film: OGM assegna il voto buono a La Kryptonite nella borsa (2011)

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4 marzo 2012 Opinione di canaja su "La Kryptonite nella borsa"
canaja

Napoli 1973. Peppino ha nove anni, un paio d’occhiali enormi ed è cugino di Superman. Ha una bella mamma, un babbo sbadato e tutta una comunità di parenti e amici (non) molto attenti nei suoi confronti. La vita per il piccolo scorre tranquilla, se escludiamo le partite di calcio con i compagni dove è costretto a fare il palo (un vero fastidio per lui e per i suoi occhiali!). Capita, però, che un giorno la mamma non abbia più voglia d’alzarsi dal letto e che il cugino Gennaro,...

voto al film: canaja assegna il voto sufficiente a La Kryptonite nella borsa (2011)

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3 febbraio 2012 Opinione di cippags su "La Kryptonite nella borsa"
cippags

Simpatico affresco familiare, l'idea è forse di seguire un certo genere di film che ultimamente va per la maggiore in Italia; l'esito non è dei migliori, ma complessivamente non lo considererei negativo.7--

voto al film: cippags assegna il voto sufficiente a La Kryptonite nella borsa (2011)


25 gennaio 2012 Opinione di fratellicapone su "La Kryptonite nella borsa"
fratellicapone

Un film curioso e pieno di spunti interessanti ma che ho visto fino alla fine senza particolare interesse. Nulla da dire sugli ottimi attori a comiciare dal bravissimo Peppino, il bambino, sul quale ruota tutta la storia. Una famiglia un pò scombinata in una Napoli degli anni sessanta. Molto bella la fotografia e l'ambientazione e la colonna sonora, interessanti singole scene ma il film nel suo complesso non funziona.

voto al film: fratellicapone assegna il voto mediocre a La Kryptonite nella borsa (2011)

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2 dicembre 2011 Opinione di fralle su "La Kryptonite nella borsa"
fralle

E' UN DIVERTENTE AFFRESCO NAPOLETANO, BEN LAVORATO.

voto al film: fralle assegna il voto sufficiente a La Kryptonite nella borsa (2011)


1 dicembre 2011 Opinione di scafoide su "La Kryptonite nella borsa"
scafoide

Delicato film su un ragazzino e la sua strampalata famiglia "del sud". Però, dopo i primi 30 minuti, mi son chiesto: il tempo trascorso a vedere questa storia mi migliorerà la vita? No. E me ne sono andato

voto al film: scafoide assegna il voto mediocre a La Kryptonite nella borsa (2011)

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20 novembre 2011 Opinione di zombi su "La Kryptonite nella borsa"
zombi

sufficiente è pochino lo so, ma non posso e non riesco a dargli di più. e non che non mi sia piaciuto. questo "affresco" familiare "in costume" sulla formazione del ragazzetto peppino diverte e intrattiene senza annoiare, ma poteva essere altro. se solo la nostra fiction non fosse quella stomachevole(salvo rare occasioni)pasticcona formato goliath da prendere prima dei pasti per combattere l'insonnia, ci sarebbe venuta fuori una bella miniserie o perchè una serie lunga. daltronde gli anni...

voto al film: zombi assegna il voto sufficiente a La Kryptonite nella borsa (2011)

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10 novembre 2011 Opinione di bufera su "La Kryptonite nella borsa"
bufera

Il film è ben riuscito sia per l'ottima prestazione di un cast pregevole,che per la splendida fotografia di Bigazzi dai colori vivi e surreali alle luci notturne,alle dettagliate immagini di interni anni 70, che per le  musiche.tutte appropriatamente scelte a seconda dei temi. Quanto alla storia è sospesa tra surreale e tristemente realistico, contenuti di intensa emotività, con piccole evasioni più inconsistenti ,che danno respiro ad una intensità e densità  che potrebbero risultare...

voto al film: bufera assegna il voto buono a La Kryptonite nella borsa (2011)

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