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Himenóptero (1992)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Himenóptero: assente
Ritmo ritmo in Himenóptero: assente
Impegno impegno in Himenóptero: assente
Tensione tensione in Himenóptero: assente
Erotismo erotismo in Himenóptero: assente

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La trama

Quattro liceali approfittano dell'assenza dei professori, impegnati in un consiglio d'istituto, per girare un cortometraggio horror nei locali della loro scuola. Le attrici sono Monica (che interpreta la parte di una strega assassina) e Maria, che recita nel ruolo della vittima. La regista è Silvia, che è molto esigente, e forse crede un po' troppo in se stessa e nell'importanza della sua opera. Il cineoperatore è Bosco (Alejandro Amenábar), un ragazzo davvero strano,  dall'atteggiamento inquietante, che si ostina a far di testa sua e certamente nasconde qualcosa. 

Cortometraggio d'esordio di Alejandro Amenábar.

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L'opinione più votata

Di OGM scritta il 07/06/2011 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Il discorso cinematografico di Amenábar inizia con la voglia di riprendere: con la storia di un film irrealizzato, in cui l’impulso di catturare la realtà prevale sulla studiata volontà di raccontare e costruire un’illusione. La registrazione su pellicola come forma di dominio e di possesso  sconquassa il progetto artistico, e minaccia di distruggere fisicamente anche il soggetto filmato. In questo corto, esplicitamente ispirato a L’occhio che uccide, Bosco – interpretato dallo stesso Amenábar -  è il cineoperatore che usa la videocamera come lo strumento di un voyeurismo assassino; Silvia, invece, è la regista che, anziché dirigere la recitazioni delle attrici, le manipola psicologicamente per trasformarle nei rispettivi personaggi. Il primo agisce sui corpi, la seconda sulle anime;  e per nessuno dei due la scena è una mera parentesi di finzione. Per entrambi è la fase di un’autentica trasformazione, che coglie gli interpreti nel momento in cui vengono violentemente sottratti alla loro normalità, o, magari, alla loro stessa vita. Il film diventa così il documento di un’azione concreta, il cui autore ha modificato, in maniera decisiva e magari irreversibile, la materia vivente. Aménabar gira, a soli vent’anni, quello che a prima vista sembra il tipico cortometraggio scolastico, ambientato in un liceo, ed avente come protagonisti quattro studenti che vogliono girare un filmetto horror, però non si intendono e discutono in continuazione. A ben vedere, questo Himenóptero è invece una complessa e provocatoria riflessione sull’essenza dell’eros che confluisce nella settima arte, e che non è – forse mai – una nobile e rispettosa aspirazione a conoscere, bensì un vorace e bieco desiderio di imprimere, sul mondo, la traccia indelebile del proprio passaggio.      
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SI

Opinioni su Himenóptero


7 giugno 2011 Opinione di OGM su "Himenóptero"
OGM

Il discorso cinematografico di Amenábar inizia con la voglia di riprendere: con la storia di un film irrealizzato, in cui l’impulso di catturare la realtà prevale sulla studiata volontà di raccontare e costruire un’illusione. La registrazione su pellicola come forma di dominio e di possesso  sconquassa il progetto artistico, e minaccia di distruggere fisicamente anche il soggetto filmato. In questo corto, esplicitamente ispirato a L’occhio che...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Himenóptero (1992)

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