Cosmopolis (2012)
Con Robert Pattinson, Jay Baruchel, Kevin Durand, Paul Giamatti, Juliette Binoche, Samantha Morton, Sarah Gadon, Mathieu Amalric, Emily Hampshire, Maria Juan Garcias
26/05/2012
Cannes 2012: Pattinson, Cronenberg, Cosmopolis
Ultimi fuochi per il festival di Cannes che ieri ha presentato il suo penultimo film in concorso, Cosmopolis, probabilmente il più atteso visto che vede l’originale combinazione David...
di Andrea D'Addio
La trama
Una giornata dell’affascinante e inquieto uomo d’affari Eric Parker (Robert Pattinson), ventottenne multimilionario sposato con una ricca ereditiera con aspirazioni letterarie, si trasforma in una vera odissea alla ricerca delle proprie radici. Uscito da casa per recarsi dal barbiere dall’altro lato di Manhattan, a bordo della sua limousine ipertecnologica, dotata di tutto l’armamentario necessario per seguire da vicino l’andamento delle azioni in borsa e affiancato da guardie del corpo, che lo proteggono dagli eventuali attacchi di uno stalker che ha promesso di assassinarlo, Eric trascorre le ore tra lunghe discussioni con i collaboratori, appuntamenti con le proprie amanti in carriera ed incontri con eccentrici personaggi.
Dall'omonimo romanzo dello scrittore Don DeLillo.
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 26/05/2012 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
L'occhio-macchina da presa di Cronenberg spia, scruta, insegue, depista, indugia, logora, si dissolve, (tra)muta, svela.
Le parole nutrono il silenzio, ergendolo a verboso creatore di una parabola ellittica lungo la quale la costante, perversa, (dis)perdente, autodistruttiva ricerca di eludere/braccare l’anomalia - di aggiustare il taglio - (s)materializza ossessioni, squarcia equilbri(smi), libera la strada.
L'annientamento ha inizio. E non può che giungere a compimento.
Il rumore bianco che avvolge il morto che (s)ragiona, Eric Packer, lo accompagna nella traversata infernale verso la pacifica sconnessione di sé; perché lo smarrimento è un luogo infetto che non si può accettare, è una (con)fusione nebulosa di armonia e contaminazioni psichiche.
E' una prostata asimmetrica, un piano infallibile che fallisce, una previsione che non prevede l’imprevisto.
La limousine sfreccia a passo d’uomo, ospita lo spettro che non dorme, inghiotte fluidi organici, eccita topi incitandoli alla contestazione. E, ossequiosamente, osserva. Donne che scopano, teorizzano, sfuggono; un medico che viola condotti rettali; giovani che giocano con i cassonetti dell’immondizia capitalistica.
Fuori il caos, forse il caso; sfregiata la carcassa elegante procede nell’impercorribile percorso catalizzatore d’incroci compositi (de)formativi e allucinanti, che rivelano a Eric Packer l’insostenibile disorientamento dell’essere, l’inconcepibile concezione dell’insensata astrazione dalla visione.
Non colmano l’insopprimibile vuoto i check up quotidiani, il sesso compulsivo che lascia odore ma non sapore né conforto, l’esercizio freddo e chirurgico del potere, i mascheramenti che celano l’angoscia e nel contempo la bramano, i lucidi momenti di follia, che esplode e subito implode, impreca, imputridisce, perché non è niente, non significa niente.
Boati belano. Una testa schizza e s’eclissa. Una mano incontra una pallottola e s’inabissa. Non sono niente.
Con la faccia impiastricciata che brevemente lo connette alla realtà e lo trasfigura in un automa che ha acquisito consapevolezza della propria identità di anima inanimata e inesistente, Packer, il miliardario, il deturpato, il liberato, può affrontare la dannazione del confessionale con l’altro sé: il reietto, ripugnante, inutile Benno Levin (un Paul Giamatti semplicemente perfetto).
Un finale che è il cuore nero, tossico, stordente dell’allegoria delilliana, alla quale Cronenberg (anche sceneggiatore) conferisce il suo sguardo scientificamente deformante e la costruzione di una tensione impareggiabile per conoscenza della materia ed abilità nello stimolare/tormentare l’intero apparato sensoriale.
Complici le musiche di Howard Shore - sottili, pungenti, nevrotiche, che s’insinuano sottopelle alterando organi, strutture, funzioni - il torbido crescendo della partitura orchestrata dal regista canadese è portentoso e inquietante (e nemmeno scalfito - piuttosto: servito - dalla rigida e meccanica interpretazione del protagonista), che crea dipendenza e suscita sconfinata ammirazione e devozione.
- negative [5]
- sufficienti [4]
- positive [3]
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28 maggio 2012 Opinione di mc 5 su "Cosmopolis"
Premessa necessaria. La mia zona è in questi giorni investita dal tristissimo fenomeno sismico di cui i mezzi d'informazione hanno ampiamente riferito. Purtroppo questa novità, di cui nessuno sentiva il bisogno, sta condizionando la mia vita come quelle di chiunque altro, sotto molteplici punti di vista, implicando aspetti pratici e non escludendo risvolti emotivi. La mia passione per il cinema ha dovuto scontrarsi con questo nuovo regime di vita, sopportandone qualche limitazione. In...
voto al film: 
28 maggio 2012 Opinione di marlucche su "Cosmopolis"
Le architetture dei massimi sistemi dipendono da una prostata asimmetrica. I flussi possono essere solo interpretati, essere in sintonia per comprendere e cavalcare l'onda diventando uno degli uomini più ricchi del mondo al contempo schiavo virtuale di una catena di montaggio senza padroni. Governando il suo impero dall'interno di una Limousine insonorizzata, filtro e scudo della vita che scorre al di fuori nella sua inutilità, l'ex vampiro glitterato, con quella faccia da rincoglionito...
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di miss brown su "Cosmopolis"
Cronenberg non è mai stato regista facile o commerciale, piuttosto visionario e profetico: come in questo film, lungo, difficile, e purtroppo imperfetto. Andrebbe visto almeno 3-4 volte per percepirne in pieno i dialoghi densissimi e spesso involuti, in una lingua colta, aspra, poco realistica ma bellissima. Il giovane Robert Pattinson è inaspettatamente eccellente.
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di mosez su "Cosmopolis"
Film di una noia mortale, non so come ho fatto a rimanere in sala fino alla fine, forse perchè speravo che prima o poi accadesse qualcosa di interessante. Dialoghi banali, quasi sempre sussurrati, mai un brivido, un'emozione, una situazione un po'divertente. Ho fatto fatica a tenere gl' occhi aperti.
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di Carlo Ceruti su "Cosmopolis"
Cronenberg non mi dispiace, ma questo suo "Cosmopolis" non l'ho apprezzato appieno, anche se credo che qui il regista canadese aspirasse all'ennesimo capolavoro. Tratta alcuni temi parecchio importanti della vita di oggi: la sfrenata corsa all'arricchimento, l'alienazione dal presente e dalla natura dell'uomo, l'avanzata del capitalismo che genera la mania di controllare ogni singola parte di ciò che ci circonda con rigide leggi matematiche (come il tempo perché anche il tempo è denaro)...
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di maxiri su "Cosmopolis"
Dovrebbe essere ormai chiaro per tutti che il cinema è il cinema. Se si vuole fare cinema, si fa cinema. Se si vuole scrivere un pamplet contro il capitalismo (e io lo controfirmo per primo), si fa un pamphlet contro il capitalismo. Se si vuole fare un comizio contro gli orrori della finanza di borsa (ed io sarei il primo ad ascoltarlo), si fa un comizio contro gli orrori della finanza di borsa. Se si vuole scrivere un saggio sul cinismo della globalizzazione finanziaria (ed io lo leggerei...
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di Gabriele X su "Cosmopolis"
Noioso , schizzato con dialoghi surreali e ridicoli ma con una parvenza di opera d'arte che puo senzaltro suscitare simpatia in qualche annoiato critico cinematografico. La paraventata di utilizzare una delle "stelle" di Twilight" per attrarre un pubblico giovanile non si batte. Pessimo e lo dice una persona che ha amato alcuni film di Cronenberg e che ha appena acquistato pochi giorni fa un altro libro di Don Delillo dal cui romanzo è tratto il film. In sala la gente ridacchiava isterica...
voto al film: 
27 maggio 2012 Opinione di zooooomk3 su "Cosmopolis"
potessi darei mezza stella..molte persone sono uscite prima dalla sala..uno dei film peggiori e piu' noiosi mai visti..invito tutti a dare otto euro a chi ha bisogno..invece di dormire un ora e mezzo in al cinema..ciao!
voto al film: 
26 maggio 2012 Opinione di davidestanzione su "Cosmopolis"
Un adattamento estremamente fedele fin dalla citazione di apertura, quello che David Cronenberg ci offre di “Cosmopolis”,odisseico e allucinatorio racconto lungo (più che un romanzo breve) di Don De Lillo, opera dagli echi profondamenti attuali, addirittura più legati alle nostre odierne contingenze storiche rispetto ai tempi in cui il testo, una sorta di aggiornamento cibernetico-hi tech dell’ Ullisse di Joyce, fu scritto, nell’ormai “lontano” 2003. Materia cronenberghiana...
voto al film: 
26 maggio 2012 Opinione di bufera su "Cosmopolis"
Mai come questa volta sento il gap imbarazzante tra parlare di un'opera di Cronenberg e dare un'opinione sul film che nè è derivato. David Cronenberg è una personalità enorme, di immensa cultura sia letteraria che scientifica, con importanti incursioni nella metafisica, nella filosofia e nello studio delle tecnologie in continua evoluzione. Accanto a questa macchina iperpensante c'è, però, l'artista grande visionario, il generoso ricercatore di nuovi modi e nuovi settori per...
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