Opinione di Baliverna su La donna di picche
Con Dita Parlo, Michel Subor, Simone Bach, André Charpak, Jean Negroni, Katharina Renn, Philippe Lemaire, Franz Hubler, Bernard Tiphaine, Jacqueline Monsigny
- positive [2]
- leggi tutte le opinioni
Attenzione! quando vedi questo simbolo
significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
E' un film piuttosto particolare, dal ritmo lento (voluto, non come difetto) e dall'atmosfera grigia e apatica. Ha una vaga aria di teatro, ma è cinema. Richiede un pizzico di buona volontà, ma la visione vale la pena. Il regista predilige i campi lunghi ai mezzi piani, mentre mancano del tutto i primi piani. La macchina da presa piuttosto statica inquadra lungamente gli ambienti - quasi sempre interni - in cui si dipana l'azione. Anche la recitazione degli attori ha un che di stranito. In particolare l'episodio della partita a carte con in palio il visto ha un aura come di sogno e straniamento, nonostante la drammaticità dell'azione.
La classe nobiliare viene presentata come un gruppo di persone annoiate e inutili, che cerca di affogare la noia nel gioco d'azzardo, spesso con forti somme di denaro. E spesso vi è chi dilapida tutto il patrimonio tra una mano di carte e l'altra. Forse la pellicola è uno studio sulla febbre del gioco, sulla smania di vincere, e sull'insaziabile appetito del giocatore, che lo porta a rompere i patti più seri e pericolosi. Il giocatore è altresì disposto a qualunque sotterfugio, anche il più vile, pur di carpire il segreto per vincere. In fin dei conti nessuno riesce a mantenere il segreto (forse neanche la contessa) e neppure a rispettare i patti stipulati quando lo riceve. Ogni giocatore viene divorato dall'insana passione, che in un modo o nell'altro lo conduce alla rovina.
Molti conoscono Dita Parlo bella e giovane dalle immagini dell'Atalante, che tra l'altro sono anche la sigla di Fuori Orario la quale ce l'ha stampata in mente così. Qui è invecchiata e non tanto bene secondo me, ma forse anche per questo è adatta al ruolo della contessa stanca e triste. Infatti qui tra l'altro non sorride mai, espressione che invece nell'Atalante la caratterizza così tanto.
Mi piacerebbe leggere il racconto di Puskin (e andrò a cercarmelo) per capire meglio certi aspetti che non vengono sviscerati bene nel film. Di che gioco di carte si tratta, ad esempio? E' vera la storia delle tre carte o è un'invenzione artistica? Per altre domande ancora più specifiche e di anticipazione sul film dovrò contattare Angelina in separata sede, che mi pare molto preparata sul tema.
Commenti
-
1 febbraio 2012, 07:21 di spopola
Ti consiglio di provare a recuperare anche la versione che dello stesso racconto di Puskin ne fece nel 1949 Thorold Dickinson . Gli interpreti erano Anton Walbrook e un a straordinaria Edith Evans A mio avviso ancora più interessante e "allucinato"
cancella commento cancella commento e blacklista spopola -
1 febbraio 2012, 11:59 di Baliverna
Grazie del consiglio, spopola, perché questo racconto mi ha intrigato. Terrò presente il film e cercherò il racconto di Puskin.
cancella commento
Lascia un commento
Per poter commentare occorre essere iscritti. Se non sei iscritto registrati, atrimenti fai login nel box in alto a destra
dal 21/5 al 27/5
- 1 Men in Black 3 2.591.957,00
- 2 Dark Shadows 1.122.660,00
- 3 The Avengers 457.344,00
- 4 Quella casa nel bosco 457.100,00
- 5 American Pie: Ancora insieme 450.594,00
- 6 Cosmopolis 330.899,00
- 7 La fredda luce del giorno 245.995,00
- 8 Molto forte incredibilmente vicino 239.484,00





