J. Edgar (2011)
Con Leonardo DiCaprio, Naomi Watts, Josh Lucas, Lea Thompson, Ed Westwick, Armie Hammer, Dermot Mulroney, Judi Dench, Jeffrey Donovan, Stephen Root
30/11/2011
Il cinema che verrà: Giornate professionali di Sorrento
Sono in corso in questi giorni a Sorrento le giornate professionali di cinema, tradizionale appuntamento prenatalizio per presentare in grande stile il cinema che verrà.Diverse le...
di degoffro
La trama
La vita di J. Edgar Hoover, direttore dell’FBI per oltre mezzo secolo, è caratterizzata da un lato dal suo operato pubblico e dall’altro dalla complessa e chiacchierata vita privata. Circondato sempre dalla fedele segretaria Helen e consigliato dalla rigida madre Anne Marie, Hoover contribuisce a creare il mito dell’organizzazione investigativa federale americana, occupandosi in prima persona di riorganizzarne struttura e metodi applicativi e di condurre la lotta contro il mondo dei gangster. Mentre il suo potere cresce a dismisura, fino a intimorire anche i presidenti americani, molte voci cominciano a insinuare dubbi sul vero legame che intercorre con il braccio destro Tolson, sospettato di essere il suo amante.
Una seduta spiritica, ecco cos’è J. Edgar, ennesimo capolavoro dell’autunno eastwoodiano. Il grande libro dei morti di Clint s’arricchisce di una pagina fondamentale, dove si affronta di petto il cuore di tenebra che ha dato vita a Dirty Harry. In una vertigine nella quale la memoria si ripiega su stessa, dove la verità diventa indistinguibile dalla realtà, il gesto filmico di Eastwood tocca vette d’inaudita libertà.
La recensione di FilmTv
Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 1/2012
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 05/01/2012 - utile per 28 utenti
Voto al film: 
Film cupo, sporco, deviante, angosciante, serrato, intimista e pieno di sterco.
Un’opera cadenzata di livore e di amore verso il proprio paese; senza nessuno sconto, la storia di Edgar è la storia degli Stati Uniti. L’altra faccia della medaglia (ma anche la stessa) ritratta all’interno di una famiglia, di un ufficio, di un’indagine, di un potere, di un servilismo, di una sudditanza, di un amore nascosto e di una passione viscerale. Un uomo incontra il suo destino per notorietà intrinseca e per combattere (sempre) il nemico di turno: in ogni dove, tragitto, luogo e presidente, Edgar incontra il piacere di se stesso, la viltà americana e il successo della vittoria (della prima pagina comunque).
Il racconto della sua vita diventa epitaffio di una nazione (dentro decenni di avvenimenti e cambi presidenziali) mai doma di se stessa che sberleffa ogni storia criminale (non volutamente) con una Hollywood impietosa e sagace. E le pellicole di James Cagney sono il marchio di fabbrica di una morte avvenuta prima del cambio finale e della parabola di vita di un personaggio invidiabile, facinoroso, teatrante e frustrato dal comando (ordinato).
L’attesa nella pre-sala della stanza ovale dà la sensazione di un antidoto perenne ad ogni cambio di potere quando il potere (stesso) conferma se stesso fino ad un epilogo morale e civile che sconquassa l’intero paese. Il Vietnam e lo scandalo Watergate delineano la fine de(i) (un) sogno(i).
Il discorso e la faccia rappresenta un oltre disciplinato e recitato, ma l’interiorità del potere è frustrante, fangosa, putrida, infamante e destabilizzante
Siamo di fronte all’Fbi nascente, all’epigono cronologico di un mistero, di un fantasma che s’insinua nello star-politic americano per lustri inaspettati, di un’oscurità latente che diventa morbo dentro la Casa Bianca (per ben otto presidenti), di un morto vivente che cammina tra muraglie e visi pallidi, di uno statuario uomo che dimena libertà al suo Paese ma dimentica i diritti di tutti, di un santo anarchico che disprezza la gioia tra condanne, uccisioni, complotti e attentati eccellenti.
Un’America spudorata e taciturna, dove il fratello sa (molto) meno di un estraneo e dove la sconfitta giornaliera è specchio di masturbazioni politiche, vivacità culturali ed opposizioni radicali schiumate di rabbia e di candore filmico (del bianco e nero).
Ma la vera calligrafia (estetica) e la bellezza ortografica (inerme) spaventano per le loro elucubrazioni mentali: tutto pieno di pietà morta e falsità vive. Un’avvicendarsi di scenografie e di chiaroscuri lancinanti per raccontare la (morte) nazione e la voglia di (purgarla) spennarla.
Il Cinema di Clint racconta ultimamente i cieli plumbei e le parabole discendenti di personaggi (veri e plastificati) e dei loro modi di tratteggiarsi. ESPANDI +
- negative [11]
- sufficienti [19]
- positive [44]
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21 maggio 2012 Opinione di Lord Holy su "J. Edgar"
Misero insuccesso nel riuscire a coinvolgermi per tutta la sua eccessiva durata (spreco di tempo). Di solito so apprezzare i thriller politici o comunque dal ritmo blando. Basta però che siano ben realizzati. Ma questo film è invece semplicemente troppo lento e noioso, ai limiti del sopportabile. La narrazione doveva essere più vivace. Avrebbe così contribuito a frenare la mia ripetuta tentazione di guardare l'orologio, di certo non un buon segno. Purtroppo hanno avuto la brillante...
voto al film: 
10 maggio 2012 Opinione di manuel88 su "J. Edgar"
Bellissimo film di Clint Eastwood interpretato magistralmente da L.DiCaprio...E' la biografia del direttore dell'FBI John Edgar Hoover che è stato uno degli uomini più potenti degli Stati Uniti. E' stato a capo dell'Fbi per cinquant'anni fino alla sua morte nel 1972. Non si è fermato davanti a nulla pur di proteggere i cittadini americani dalla mafia e dal comunismo. Grazie a lui nuove tecniche di investigazione sono state istituite (come le impronte digitali) e così anche le leggi (se...
voto al film: 
8 maggio 2012 Opinione di canaja su "J. Edgar"
“Dobbiamo essere liberi dalla paura. Non è il potere che corrompe, ma la paura” . (Aung San Suu Kyi) J. Edgar, diretto da Clint Eastwood e sceneggiato da Dustin Lance Black, racconta le gesta di John Edgar Hoover dagli inizi della carriera all'FBI fino alla nomina di direttore del Bureau, che ricoprirà per quasi 50 anni. Hoover cambierà profondamente lo stile investigativo della polizia federale ottenendo sia notevoli risultati che forti critiche per i suoi metodi poco ortodossi e...
voto al film: 
6 maggio 2012 Opinione di Mulligan71 su "J. Edgar"
Il Cinema puro di Eastwood rimane una sicurezza, una certezza. Non svolazza, non inventa, non è pop, non sghemba la cinepresa. Se ne sta lì, sicuro, sulle sue gambe antiche e forti e racconta una storia: quella di J. Edgar Hoover, discusso e discutibile mentore dell'FBI e lo fa in maniera appassionata e intima. Chissà come poi sono andate realmente le cose, ma poco importa. La Storia è lì a giudicare. E Di Caprio è eccezionale.
voto al film: 
9 aprile 2012 Opinione di kubritch su "J. Edgar"
J. Edgar e' una figura centrale e rivelatrice della storia statunitense contemporanea. Il fatto che questo film non abbia ricevuto nemmeno una nomination agli ultimi Academy Awards la dice lunga sulla scomodita' dell'argomento e dell'angolazione narrativa scelta da Eastwood nonche' sulla trasparenza di certi eventi mondani. Tanto basta per fare di questo un bel film? Resto dell'idea che Eastwood, per quanto icona incontestabile del cinema mondiale, sia un po' sopravvalutato come regista. Non...
voto al film: 
7 aprile 2012 Opinione di Argan su "J. Edgar"
Ottimo film di Clint Eastwood, ma purtroppo la narrazione è troppo lenta e porta a volte lo spettatore ad annoiarsi, l'arte ed il talento di Clint Eastwood che abbiamo potuto apprezzare in Gran Torino, Changeling e soprattutto in Mystic River, non possiamo apprezzarlo in "J. Edgar", poichè l'arte del regista viene limitata dal genere del film, che dovendosi limitare a narrare la vita di un personaggio non può evolvere in situazioni diverse dalla storia reale del protagonista, questo...
voto al film: 
25 marzo 2012 Opinione di ico su "J. Edgar"
Sostenere che J. EDGAR sia l'ennesimo capolavoro di Eastwood mi sembra alquanto azzardato, io francamente non scambierei una sequenza di GRAN TORINO o GLI SPIETATI con questo ritratto. Non uso a caso la parola ritratto perché, il problema principale è la sceneggiatura, troppo sul personaggio, assillante e asfissiante, ma superficiale poi nel descrivere gli effetti di questo caratteraccio sugli altri personaggi, figure esili e ingiustificatamente trasparenti poiché depositarie del rancore...
voto al film: 
22 marzo 2012 Opinione di giorgiobarbarotta su "J. Edgar"
Eastwood gira ormai a memoria. Qualunque suo film è palesemente condotto con mano sicura ed esperta. Pesano in questo episodio uno spirito spiccatamente americano che pervade la pellicola in ogni suo aspetto e gravano sulla stessa scelte che ne condizionano la visione. Mi riferisco ai piani temporali sfalsati con gli stessi attori (giovani) ad affrontare le parti dei personaggi da vecchi. Impossibile non essere condizionati nella totale perdita di verosimiglianza del film. Incide non poco...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di solerosso82 su "J. Edgar"
Eastwood riesce a commuovere raccontando la storia di un personaggio controverso come J. Edgar, l'uomo che ha guidato per mezzo secolo la temuta, disprezzata, odiata FBI. Simbolo dell'era maccartista, paladino degli ideali americani, schierato contro tutti, senza distinzione di rango sociale o politico: presidenti donnaioli (Kennedy) o corrotti (Nixon), filo-comunisti o klu-klux-clan, gangster o eroi dei diritti civili (Martin Luther King). Edgar, magnificamente interpretato da Di...
voto al film: 
4 marzo 2012 Opinione di Lina su "J. Edgar"
Andrò pure contro corrente nel dirlo, ma questo film sulla vita di Edgar J. Hoover mi ha annoiata a morte. Riconosco che molto dipende dal fatto che le argomentazioni storico-politiche non hanno mai destato in me un grande interesse, ma quest'opera è andata oltre ogni mia capacità di sopportazione. Benchè non si possa negare il suo valore biografico che offre un ottimo quadretto di quella che era appunto la situazione storico-politica americana negli anni trenta, la trama appare priva di...
voto al film: 
- negative [11]
- sufficienti [19]
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