Albert Nobbs (2011)
Con Glenn Close, Mia Wasikowska, Aaron Johnson, Jonathan Rhys Meyers, Brendan Gleeson, Maria Doyle Kennedy, Brenda Fricker, Janet McTeer, Pauline Collins, Bronagh Gallagher
08/10/2011
Glenn Close: "Basta donne cattive,questa volta ho interpretato la parte di un uomo!"
Glenn Close,cinque volte candidata all'Oscar,due Golden Globe e due Tony Award per i suoi lavori in palcoscenico a Broadway,ha finalmente realizzato un sogno che coltivava da una ventina...
di angelina
La trama
Sul finire dell’Ottocento, all’interno di un lussuoso albergo irlandese, si dipana un insolito triangolo amoroso tra il maggiordomo di mezza età Albert Nobbs, la giovane cameriera Helen e il neoassunto Joe, ragazzo tuttofare dallo sguardo tenebroso. Ispirato dal comportamento di un famoso pittore parigino, ospite dell’hotel per un paio di giorni, Nobbs vorrebbe finalmente crearsi una famiglia e vivere una vita normale, senza rivelare la sua vera identità: nonostante tutti lo credano un uomo rispettabile e impeccabile, Albert è in realtà una donna che per sfuggire alla miseria e trovare un lavoro si è inventata una nuova identità maschile, il cui peso con il passare degli anni è diventato sempre più insopportabile.
Ispirato dall'omonima piece teatrale, portata in scena durante i primi anni Ottanta proprio dall'attrice Glenn Close.
L'opinione più votata
Di PompiereFI scritta il 14/02/2012 - utile per 15 utenti
Voto al film: 
Per Nobbs è molto più facile svolgere il proprio lavoro camuffando la sua vera anima che presenziare a un ballo in maschera dove gli uomini possono per una sera diventar donne e viceversa. E per lui, senza poter aprire quel bustino che ne soffoca il torace, è una sofferenza evidente. Un avvilimento che nel primo tempo è ben evidenziato dal clima nel quale il regista Garcìa relega il cameriere “tutto d’un pezzo”.
Inizio cinematografico difficile questo del 2012, con opere fino a qui pressoché dimenticabili e mediocri, anche questa non sfugge a una certa improvvisata sciatteria che la fa cadere in un vortice inevitabile di facili tornaconti. Come tutta la parte dedicata alla corte nei confronti del personaggio della Wasikowska, o come le parentesi consacrate ai sogni non omologati di Albert, improvvisamente bisognoso di una vita propria dopo un’esistenza inaridita sentimentalmente anche da un bruttissimo episodio legato alla prima giovinezza.
In tutto questo tourbillon che prende svelto il via per irrigidirsi quasi subito, si avverte molto poco di un confronto con la morale, col senso di indigenza del periodo e con una classe borghese un po’ troppo sfuggente che si esibisce tra le camere e i salottini dell’albergo. Quando la condizione esistenziale dell’Albert Nobbs donna si fa terminale, il film inciampa, pasticciando su quelle opportunità che la storia avrebbe offerto per mettere a segno un’ultima stoccata viscerale.
Glenn Close, attrice dal fascino enigmatico che già 30 anni fa vestì a teatro i panni di Nobbs, eccede in un “effetto stoccafisso”, lineamenti cocciuti sottolineati dal trucco, che sa un po’ di maniera. Nonostante gli adiacenti impegni produttivi e di scrittura (la Close è co-produttrice e co-sceneggiatrice), la pellicola risulta interessante quando in scena c’è la figura eccitante dell’imbianchino: il decoratore d’ambienti dipinge di divertite pagine colorate molte inquadrature, ne esalta i loro piccoli contenuti da commedia e stempera in gesti semplici e pur tuttavia devastanti i freni inibitori dettati dalle classi sociali dell’epoca.
Alla fine ci si ritrova in modo un po’ effettistico e casuale nel cortile dell’hotel, tra i panni stesi battuti dal vento. Da quale direzione arrivino queste raffiche, e che senso diano alla storia (rappresentano la sepoltura di Albert o la sua aggiornata rinascita?), restano punti interrogativi grigi e un po’ temerari.
- negative [2]
- sufficienti [7]
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25 marzo 2012 Opinione di gabricocchi su "Albert Nobbs"
Sarò cinico, ma alla fine vedere morire Albert Nobbs sbattendo la testa è quasi un sollievo. Resistere all'uggia che ti assale nella tua poltroncina è una prova da stoici consumati, e verrebbe quasi da applaudire fervidamente l'avvedutezza degli sceneggiatori nel levare prontamente di torno Albert dopo tante ciance insopportabili. E' proprio uno sfortunato periodo questo, tante sono le pellicole soffocate dalla smanceria dei buoni sentimenti e deliziosi, che appaga sì lo spettatore...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di fefy su "Albert Nobbs"
Albert Nobbs, già interpretato dalla stessa Close a teatro tre decenni fa, appare qui nel film di Rodrigo Garcia per la prima volta al cinema. Il soggetto è di grande interesse, una trama drammatica sullo sfondo quanto mai realistico dell'Irlanda del XIX secolo. Glenn Close, già forte dell'esperienza teatrale, riesce in un'interpretazione indimenticabile, anche perché fortemente voluta (è anche produttrice). Un trucco assolutamente disarmante l'accompagna durante il film... Un'opera...
voto al film: 
25 febbraio 2012 Opinione di leporello su "Albert Nobbs"
Parliamoci chiaro: chi ha visto (o vedrà) Albert Nobbs in un cinema normale, non ha/avrà mai visto Albert Nobbs. Albert Nobbs è Glenn Close, e viceversa. E Albert Nobbs con la voce della prima-che-capita non è né Albert Nobbs, né tantomeno Glenn Close. E’ vergognoso che, almeno in circostanze particolari (come in questo che è un film “particolare”), distribuzione e sale non trovino il modo e/o il coraggio di ridare all’attore/attrice quella caratteristica fondamentale di sé...
voto al film: 
17 febbraio 2012 Opinione di SaintlySinner su "Albert Nobbs"
Un pò come per "The Iron Lady" il film si regge sulla figura della sua protagonista. Gleen Close regala un interpretazione formidabile, un personaggio fortemente voluto dall'attrice. Dalla sua interpretazione si percepisce tutta la sofferenza e il disagio di Albert Nobbs che altra vita non ha avuto se non quella di un cameriere in un albergo di Dublino, nella seconda metà dell'800, una vita da uomo. E la bravura della Close si evince anche dalla sua assenza di movenze femminili, represse...
voto al film: 
16 febbraio 2012 Opinione di LorCio su "Albert Nobbs"
Al di là di ogni discussione sul valore effettivo del film, ciò che esalta un film esangue e dolorosissimo come Albert Nobbs è la sua anima, incarnata dal corpo sofferto e volontariamente represso dal(la) protagonista. Ma la cosa che colpisce ancor di più sono gli occhi di Albert Nobbs, uniche espressioni di una vita soffocata raffigurate in un volto diafano e spigoloso che non lasciano alcuna possibilità ai muscoli di aver anch’essi un qualche ruolo fondamentali. Gli occhi, solo gli...
voto al film: 
14 febbraio 2012 Opinione di PompiereFI su "Albert Nobbs"
Per Mia Wasikowska l’imprevedibile è sempre dietro l’angolo. Se un paio di anni fa ha avuto a che fare con i bizzarri personaggi digitali e fiabeschi nell’ “Alice” di Burton, l’anno scorso è stata la volta della coppia lesbica che prima la tira poi la molla ne “I ragazzi stanno bene”, mentre quest’anno è giunta l’ora del travestitismo ai piani alti del Morrison’s Hotel, quelli destinati alla servitù. Siamo nella Dublino di fine Ottocento e i maggiordomi del...
voto al film: 
13 febbraio 2012 Opinione di bufera su "Albert Nobbs"
Il film è tanto di medio livello, quanto singolare nel tema, molto più adatto al teatro per cui era nato. E' evidente che qui Glenn Close ha fatto da padrona per un vecchio sogno-puntiglio che covava da tempo e per ottenere una rivincita agli Oscar, ma si è incartata, trascinandoci anche il regista, nel modello teatrale ormai vecchio della recitazione e nello svolgimento della storia, legata ad un testo di George Moore, ma arricchibile come sceneggiatura della quale lei stessa è...
voto al film: 
12 febbraio 2012 Opinione di marlucche su "Albert Nobbs"
Difficilmente potrà capitare di vedere in questo 2012 un film più brutto di Albert Nobbs. Un immane spreco di energie e di talenti come raramente si è visto. Inguardabile Glenn Close nel suo travestimento maschile basato sull'essere al naturale come quando si sveglia la mattina e sul essersi infilata una scopa nel culo, tanto è imbalsamata e rigida. La gamma di espressioni poi sembra ispirarsi alle celebri due espressioni di Derek Zoolander: la Magnum e la Blue Steel (per altro...
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12 febbraio 2012 Opinione di Dantom su "Albert Nobbs"
un po' lento in alcune parti, un po' poveri i dialoghi la mimica facciale e del corpo di Glenn Close è però straordinaria e come si suol dire vale il Film.
voto al film: 
4 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "Albert Nobbs"
TFF 2011 - Festa Mobile - Figure nel paesaggio. Albert Nobbs e' il film della vita per la meravigliosa Glenn Close, e questa e' una ragione sufficiente a promuovere l'opera voluta da oltre un trentennio da una delle tre attrici americane viventi che piu' preferisco (subito dopo Kathleen Turner, immediatamente prima a Sigourney Weaver, per accontentare chi volesse conoscere le mie preferenze). Il film era in previsione gia' da molti anni e la Close - attrice teatrale passata al cinema...
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