I più grandi di tutti (2011)
Con Claudia Pandolfi, Alessandro Roja, Marco Cocci, Corrado Fortuna, Frankie Hi-Nrg, Dario Cappanera, Catherine Spaak, Claudia Potenza
28/11/2011
Dal TFF, I più grandi di tutti - La band rock di Claudia Pandolfi
Piccoli fratelli crescono cercando di liberarsi dell'ingombrante ombra dei fratelli maggiori, riconosciuti come nuovi maestri del cinema italiano. È il caso di Carlo, ad esempio....
di Spaggy
La trama
Gli amici Loris (Alessandro Roya), Sabrina (Claudia Pandolfi), Rino (Dario Cappanera) e Maurilio (Marco Cocci) suonavano per diletto la loro musica rock quando con la loro band, i Pluto, hanno conosciuto una straordinaria stagione di successo, che a metà degli anni Novanta li ha portati da Livorno a scalare le classifiche di vendita e a esibirsi in giro per il mondo. In seguito, per una serie di incomprensioni successive, si sono divisi, perdendosi di vista e abbandonando la musica, fino a venir dimenticati. Un giorno però Loris riceve un’e-mail dal loro unico fan, un ragazzo disabile, che li invita a ricostituire il gruppo per un concerto speciale.
Leggero nel tocco “indie alla livornese” ma impietoso nel radiografare la pochezza dei nostri eroi e idoli, Virzì sdogana in un sol colpo la flatulenza femminile e la banalità del successo. Sono solo canzonette demenziali come gli autori, che hanno battezzato la band col nome di un cane mentre i fan pensavano al Pianeta Nano. Il film mutua le ingenuità di chi non ha mai guardato il cielo con la farsa molto italiana del ritrovare la felicità con i piedi ancorati alla terra. E tutti vissero cafoni e contenti, come (gran) parte delle nostre “rockstar”.
La recensione di FilmTv
Di Chiara Bruno - FilmTV n. 14/2012
L'opinione più votata
Di M Valdemar scritta il 10/04/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Marco Cocci (prima che attore, cantante e leader dei Malfunk, band nata sulla scia dell’esplosione grunge negli anni novanta), performer nato, si dimena e s’agita schizzato, sfacciato, con voce potente, a intonare - o meglio, (e)ruttare - versi non proprio oxfordiani dal cavallo di battaglia “Vado al mare” (l’inizio così recita: “Io d’estate mi rompo i coglioni, mi faccio i cazzi miei!” e ancora “Sputo in faccia al bagnino e gli fotto il pattino!”).
Sezione ritmica affidata al batterista - perennemente perplesso/spaesato - Alessandro Roja e a Claudia Pandolfi, sexy bassista dal fascino non tipicamente femminile, il cui atteggiamento richiama celebri icone dello strumento come Kim Gordon o D’arcy Wretzky.
Ad innalzare il muro del suono oltre i confini della buona creanza auditiva ci pensa la rocciosa chitarra ebbra d’iniezioni semidivine seminfernali di Dario Kappa Cappanera: d’obbligo lasciarsi trascinare verso il vortice generato dai suoi letali riff e assoli.
Del resto, egli è un “vero” musicista: suona negli Strana Officina, band heavy metal di Livorno, tra le poche italiane a poter competere con le ben più note realtà straniere.
Non è il solo “prestito”: i pezzi inediti dei Pluto sono stati eseguiti da un supergruppo nato per l’occasione e composto dal batterista, sempre degli Strana Officina, Rolando Cappanera, dallo stesso regista, Carlo Virzì, al basso, e dai già citati Dario Kappa Cappanera e Marco Cocci.
Le musiche, ovviamente, sono del regista, in questa veste già autore per diversi film del fratello Paolo, nonché membro del gruppo indie pop rock livornese Snaporaz.
Non è un caso, infatti, se la qualità principale della pellicola è l’evidente conoscenza del sottobosco musicale animato da realtà e personaggi poco conosciuti, lontani dall’immagine “maledetta” e “pericolosa” che il termine “rock” immediatamente fa associare alla massa.
Conoscenza dispiegata con sincerità, partecipazione, autoironia, volontà di affrontare e proporre qualcosa di realmente diverso dall’attuale produzione cinematografica: chi è che fa film sul rock oggi?
In un’epoca in cui le menti già non molto attive dei giovani sono infestate e deviate dai falsi miti costruiti (a tavolino e con la plastica più inquinante che ci sia) da talent vari, amici di, sanremi - ed occhi ed orecchie infettate da proposte “musicali” tutte uguali tutte inutili (complici le radio che gareggiano a chi fa più schifo nella scelta della canzoni da mandare in onda) -, questo film è una boccata d’ossigeno per l’anima e un massaggio cardiaco benefico per cuori malandati, “colesterolizzati” da troppa fuffa sonora (basta guardare le classifiche, per quanto queste abbiano ancora senso).
Quante volte abbiamo pensato: - hey, ma che fine ha fatto quella band? ESPANDI +
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22 aprile 2012 Opinione di mm40 su "I più grandi di tutti"
Che i Pluto siano più i Malfunk (di Marco Cocci) o gli Snaporaz (di Carlo - fratello di Paolo - Virzì), poco cambia: nessuno di questi gruppetti di scarsa fama regionale negli anni '90 ebbe tanto risalto da poter essere denominati 'I più grandi di tutti', da cui il titolo di questo insipido lavoruccio. Potrebbe anzi sembrare una caricatura densa di ironia - ma non la è, figuriamoci se un prodottino di questo modesto calibro può avre pretese tanto raffinate - sulla parabola dei Litfiba,...
voto al film: 
13 aprile 2012 Opinione di bellahenry su "I più grandi di tutti"
la cosa che piu mi "è garbata" di questo film è che tutti possiamo sentirci dei pluto, tutti abbiamo episodi come i loro nella nostra gioventu da ricordare con piacere e magari un po abbelliti. ma la storia dopo un po stufa e l'interesse per le vicende va scemando, le volgarità dei protagonisti alla lunga annoiano e tutto si ripete un po. l'idea di partenza è buona ma non mi ha entusiamato.
voto al film: 
13 aprile 2012 Opinione di mc 5 su "I più grandi di tutti"
D'accordo. Questo è un piccolo film senza pretese. Di quelli che tempo due o tre settimane e non resteranno tracce. E questo a prescindere dal giudizio critico. Ma, cristo santo, non se ne può sballottare la distribuzione come è accaduto dalle mie parti e -suppongo- non solo nella mia Emilia. Sono infatti a conoscenza di almeno 3 multisale che ne avevano in programma la proiezione nello scorso weekend ma che -all'ultimissimo minuto- ne hanno annullato la programmazione. E posso aggiungere...
voto al film: 
10 aprile 2012 Opinione di M Valdemar su "I più grandi di tutti"
Bisogna aspettare il finale per vedere all’opera i Pluto, riunitisi per la prima volta sul palco dopo lo scioglimento di dieci anni addietro: rock grezzo, diretto, maleducato, sincero. Marco Cocci (prima che attore, cantante e leader dei Malfunk, band nata sulla scia dell’esplosione grunge negli anni novanta), performer nato, si dimena e s’agita schizzato, sfacciato, con voce potente, a intonare - o meglio, (e)ruttare - versi non proprio oxfordiani dal cavallo di battaglia “Vado al...
voto al film: 
8 aprile 2012 Opinione di diomede917 su "I più grandi di tutti"
Dieci anni fa una rockband molto disadatta e volgare faceva il bello e soprattutto il cattivo tempo in quel di Rosignano Solvay…..dopo dieci anni un fan che ha legato a doppio nodo la sua vita con quella del suo gruppo preferito decide di dedicargli uno spazio importante all’interno di un documentario sul Rock Italiano. Questa è l’idea di base dell’opera seconda di Carlo Virzì “I più grandi di tutti”. Essendo lui stesso leader degli Snaporaz, che hanno curato diverse...
voto al film: 
3 dicembre 2011 Opinione di alan smithee su "I più grandi di tutti"
TFF 2011 - Concorso Torna Virzi, fratello musicista di Paolo, al secondo film dopo "L'estate del mio primo bacio" del 2006. Torna e migliora in ritmo, tenuta di sceneggiatura, definizione dei personaggi per un film corale sulla rinascita, effimera e "taroccata", di una band rockettara strampalata anni '80, che un ricco e sfortunato ragazzo-bene vuole far rivivere per questioni legate ad un tragico avvenimento di una decina di anni prima. Il film si presenta brillante, ben interpretato da un...
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