A.C.A.B. - All Cops Are Bastards (2011)
Con Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti, Roberta Spagnuolo, Domenico Diele, Eradis Josende Oberto
10/01/2012
ACAB: l'odio dei celerini nel trailer completo - I personaggi
Torniamo ad occuparci nuovamente di ACAB - All Cops Are Bastards, film d'esordio di Stefano Sollima, nelle sale a partire dal prossimo 27 gennaio. Dopo averne visto il teaser trailer e le immagini...
di Spaggy
La trama
Per Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini), essere celerini, agenti della Sezione Mobile, è uno dei lavori più ingrati che possano esistere. Perennemente per la strada e bersaglio continuo dei protagonisti di numerosi episodi di guerriglia urbana, dagli scontri del G8 di Genova ai continui e sanguinosi scontri fuori dagli stadi, i tre sono costretti anche a guardarsi dalla diffidenza dei colleghi della polizia, non sempre favorevoli ai loro metodi spesso violenti e carichi d’odio, e a confrontarsi con una vita privata fortemente compromessa. Un giorno poi, mentre i tre sono impegnati con le loro vite private ormai allo sbando, nella loro sezione arriva Adriano (Domenico Diele), una nuova recluta da addestrare e a cui impartire le regole base dei celerini.
Tratto dal romanzo omonimo di Carlo Bonini, il film mette in scena anche molti episodi di violenza urbana accaduti in Italia nel corso dei primi anni Duemila.
All Cop Are Bastards, la voce agli sceneggiatori
Interpretato da Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Filippo Nigro e Domenico Diele, ACAB è liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Carlo Bonini, giornalista di Repubblica, come tendono a specificare gli sceneggiatori Daniele Cesarano, Barbara Petronio, Leonardi Valenti, che si sono ritrovati a faticare non poco per renderlo fluibile e filmabile, per restituire il clima di odio che permea il carattere di tutti i personaggi in scena:
«Per trarne un film ci sono due problemi, almeno per noi, il primo è che non ha un andamento facilmente raccontabile e il secondo è che ci sono troppi punti di vista. Partiamo allora concentrandoci sul punto di vista dei celerini, via tutte le parti del libro che riguardano i tifosi. Ora siamo più a fuoco, ma non basta. Il libro ha tre poliziotti protagonisti, Fournier, Drago e Sciatto. Decidiamo di eliminare Fournier, è il loro capo ed è un personaggio straordinario ma ci porta fuori racconto, vogliamo stare il più possibile col celerino, quello di strada. Siamo sempre più convinti che il particolare renda meglio il tema universale. Il senso del racconto ci è chiaro ma ancora ci manca un filo narrativo. E qui la svolta.
Decidiamo di sacrificare il personaggio di Sciatto, e inventiamo Adriano, un giovane poliziotto che entra a far parte del reparto celere, è lui che ci introduce nel mondo della celere. Drago infine lo dividiamo in tre personaggi: Cobra, Mazinga e Negro. Sono tre reduci da Genova. Ognuno con caratteristiche diverse ma uniti da un forte senso di fratellanza, ed ognuno col suo carico di sconfitta: sono dei perdenti. Ai tre personaggi attribuiamo biografie in parte inventate e in parte rubate dalla vita dei protagonisti del libro. Il film inizia a prendere una sua fisionomia.
Non sono poliziotti comuni, non fanno indagini, ma sono sempre in prima fila a proteggere la sicurezza delle persone allo stadio, a sgombrare un campo rom, o una casa occupata, a bloccare le proteste di studenti o di operai…Sono sempre in prima a fila a prendere le botte e a volte a darle. Sono spugne da 1400 euro al mese, spugne che assorbono l’odio del mondo che ci circonda e a volte lo scaricano.
Il resto è storia. Iniziamo a sceneggiare...».
All Cops Are Bastards - Parla il regista Stefano Sollima
«Si alternano momenti spettacolari e grandiosi a quelli più intimi e privati, senza alcuna retorica o demagogia. Le vicende pubbliche e private di Cobra, Negro e Mazinga — tre celerini storici — e della giovane recluta Adriano mi hanno permesso di raccontare il controverso “reparto mobile” con un inedito sguardo dall’interno, sullo sfondo dei più sconcertanti episodi di violenza urbana accaduti in Italia negli ultimi anni.
Sotto l’ombra inquietante di quanto successo al G8 di Genova nel 2001 si susseguono infatti la morte dell’Ispettore Filippo Raciti, il 2 febbraio 2007, il caso di Giovanna Reggiani, aggredita, violentata ed uccisa da un romeno nei pressi della stazione di Tor Di Quinto il 30 ottobre 2007 e infine, la morte di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio che l’11 novembre 2007 venne ucciso in una stazione di servizio da un colpo di pistola esploso dall’agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella.
La recensione di FilmTv
Di Andrea Giorgi - FilmTV n. 4/2012
L'opinione più votata
Di hallorann scritta il 05/02/2012 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [4]
- positive [18]
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12 marzo 2012 Opinione di GIMON 82 su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Uscendo dalla sala dopo aver visto A.C.A.B. ho avuto dentro di me un moto di soddisfazione per un prodotto del cinema italiano che finalmente ti lascia senza quel retrogusto amaro in bocca che ti rimane dopo aver visto la solita commediola banale e volgare che ahime' il nostro cinema ci propina da molti anni.....e che il pubblico (sigh!!!!!) sembra molto apprezzare....A.C.A.B. e' un film svincolato dai luoghi comuni del politically correct anche se durante il film c'e' qualche accenno di...
voto al film: 
11 marzo 2012 Opinione di mau375 su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Finalmente un film italiano che vale la pena andare a vedere al cinema! vengono affrontati anche se a volte in maniera un pò superficiale alcuni problemi dell'italia di oggi, l'odio nei confronti delle forze dell'ordine, la violenza negli stadi, la difficile convivenza con gli immigrati, l'assenza delle istituzioni, ed altri ancora........ bello anche il cast!
voto al film: 
11 febbraio 2012 Opinione di Scappo24 su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Siamo abituati a serie come Distretto di Polizia o Carabinieri per vedere un prodotto di fiction italiano raccontato dal punto di vista della legge. Purtroppo (o per fortuna) questi prodotti semplici, buonistici e poco suggestivi adatti allo spettatore televisivo medio non hanno niente a che fare con il grande schermo. Per fortuna in soccorso del bene comune è accorso il regista di Romanzo Criminale – La Serie, Stefano Sollima, che racconta così l’altra faccia della medaglia.
voto al film: 
10 febbraio 2012 Opinione di bellahenry su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
A.C.A.B. e la rinascita del cinema italiano con le palle...potrebbe essere un titolo da film di avventura. in realtà si chiama solo ACAB, e non è poco, il sottotilo è mio e rappresenta ciò che significava questo film per me prima di andarlo a vedere. La storia parla di questo gruppo di celerini e delle loro avventure lavorative e non, dove e cmq sempre la violenza a farla da padrone. Senza entrare troppo negli episodi due cose in particolare hanno attratto la mia attenzione. La prima ,...
voto al film: 
7 febbraio 2012 Opinione di LorCio su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Di ACAB si è già detto di tutto. Ovviamente, come è costume di questo Paese, la si è buttata in politica, perché in Italia tutto è politica, anche come si mangia un piatto di spaghetti. Beninteso, per politica non mi riferisco a chissà quale alto modello, e senza nemmeno scadere nella più imperante e squallida demagogia populista, per politica intendo il tifo. E allora l’obiettivo principale dei commentatori dell’esordio cinematografico di Stefano Sollima era uno ed uno soltanto:...
voto al film: 
5 febbraio 2012 Opinione di hallorann su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Durante la visione di A.C.A.B. vengono in mente diversi aggettivi per descriverlo: apologetico, cazzuto, ambiguo, feroce, duro, eccessivo e si potrebbe proseguire. Lo stile di Stefano Sollima costituisce un corpus unico che va ben oltre il ristretto concetto di genere, scordiamoci gli anni settanta, qui si gettano le basi per un nuovo cinema de genere che mescola poliziesco, action e temi sociali. Proiettando le luci su quattro celerini il regista ci mostra ciò che sappiamo da sempre e che...
voto al film: 
4 febbraio 2012 Opinione di zombi su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
celerino figlo di puttana. la nostra capitale pare sempre di più un girone infernale. un posto in cui non ti vorresti mai venire a trovare, nemmeno per errore. sollima ci accompagna e poi ci abbandona in un universo filmico dove non è bello essere. in un posto dove non ci sono persone felici di essere dove sono. composto da persone che devono difendere l'ordine pubblico e si ritrovano a odiare tutto ciò che non appartiene al suolo italico. vorrebbero veramente rispedirlo indietro al...
voto al film: 
3 febbraio 2012 Opinione di bufera su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Questo film riconcilia con il cinema italiano,offrendoci non una commedia scacciapensieri, ma un'opera impegnata sul piano civico e umano che racconta, nello specifico ,la vita sempre in bilico dei "celerini "a confronto con realtà difficili bisognose di soluzioni immediate,quali lascompostezza straripante e talora aggressiva di tifoserie agli stadi, gruppi di extracomunitari occupanti abusivamente abitazioni dialtri, o surriscaldamenti di ambienti al limite della legalità e della...
voto al film: 
2 febbraio 2012 Opinione di will kane su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Il reparto Celere,fondato da Mario Scelba negli anni Cinquanta,è il braccio più armato della Polizia,viene tenuto pronto all'azione in stadi e piazze in cui si svolgono manifestazioni,e l'assetto di guerra,con scudo,manganello e casco è un discorso a parte,poco amato sia dagli altri poliziotti che in genere,per i metodi violenti:per il suo esordio in cinema,Stefano Sollima,dopo i molti consensi raccolti per l'adattamento televisivo di "Romanzo criminale",ha scelto un altra versione...
voto al film: 
2 febbraio 2012 Opinione di marcopolo30 su "A.C.A.B. - All Cops Are Bastards"
Film molto bello e (sfortunatamente) molto realista. Stefano Sollima è bravo a rendere su pellicola la vita di quattro celerini Romani, e metaforicamente, uno spaccato dell'intera società Italiana contemporanea. Buona anche la scelta delle musiche e l'interpretazione dei quattro, primo fra tutti un immenso Pierfrancesco Favino. Andando così a memoria direi che era da “Il Divo” di Sorrentino che non uscivo così soddisfatto dalla sala dopo la proiezione di un film nostrano.
voto al film: 
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