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Diaz (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Diaz: assente
Ritmo ritmo in Diaz: forte
Impegno impegno in Diaz: molto forte
Tensione tensione in Diaz: molto forte
Erotismo erotismo in Diaz: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Diaz

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Diaz (voti: 58 media: 3,95) 58

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locandina di Diaz

Trailer ufficiale

Diaz Trailer ufficialeplay

10/02/2012

Speciale Diaz - Daniele Vicari svela il suo film sul G8 di Genova

 Come tutti ormai sapete, Diaz di Daniele Vicari avrà la sua anteprima al Festival di Berlino nella sezione Panorama, in un focus dedicato al G8 di Genova del 2001, per poi approdare...

di Spaggy

La trama

Il 21 luglio 2001 è la giornata più nera del G8 di Genova, a causa di inspiegabili gesti di violenza provocati dai dissidenti più facinorosi, i cosiddetti black bloc. Per reprimere i disordini e placare le contestazioni, le forze dell'ordine assaltano durante la notte la scuola Diaz, divenuta il dormitorio di 93 manifestanti, lasciandosi andare in sanguinosi pestaggi di cui nessuno sembra capirne le motivazioni e aprendo la via a una serie di dubbi sull'operato della polizia, in concomitanza con gli abusi perpetrati da alcuni funzionari nei confronti di persone trattenute nella caserma Bolzaneto. Agli episodi, cui seguono dei processi giudiziari, assistono il giornalista Luca Gualtieri (Elio Germano) e il poliziotto Max Flamini (Claudio Santamaria), che ferma il pestaggio definito da lui stesso "macelleria messicana". 

Mettendo il silenziatore alle inevitabili polemiche e puntualizzazioni, Vicari ha realizzato un’opera la cui tenuta emotiva e spettacolare è davvero encomiabile Nessuna traccia del pauperismo da volontariato tipico del cinema politico italiano. E, soprattutto, zero riduzione di complessità. Risultato: un robustissimo thriller metropolitano nel quale confluiscono il Castellari di I guerrieri del Bronx, echi del Carpenter di Distretto 13. Le brigate della morte e di 1997. Fuga da New York, tracce di Costa-Gavras e di Petri. Rispetto al cinema politico di una volta, Vicari si muove a tutto campo: ciò che conta è il racconto e non le ricette precotte. Diaz è, a conti fatti, il nostro Fragole e sangue.

La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 15/2012

Al netto di tutte le considerazioni, Diaz è un film notevole. Mettendo il silenziatore alle inevitabili polemiche e puntualizzazioni, Vicari ha realizzato un’opera la cui tenuta emotiva e spettacolare è davvero encomiabile (e chi non è stato a Genova si cerchi le immagini realizzate da Andrea Pastor per avere un’idea del sapore di quei giorni). Nessuna traccia del pauperismo da volontariato tipico del cinema politico italiano. E, soprattutto, zero riduzione di complessità. Risultato: un robustissimo thriller metropolitano nel quale confluiscono il Castellari di I guerrieri del Bronx, echi del Carpenter di Distretto 13. ESPANDI +

L'opinione più votata

Di Spaggy scritta il 03/04/2012 - utile per 30 utenti

Voto al film: voto buono

C’è una frase che rimane impressa dopo aver assistito a Diaz e che inevitabilmente tormenta i pensieri: sul finire del film, un cartello ci informa che nessuno degli agenti coinvolti nel pestaggio della scuola e della caserma Bolzaneto è stato sospeso o allontanato dal servizio. Com’è possibile che la sicurezza di una città o di una nazione passi dalle mani di chi è stato capace in una lunga notte di follie di abbattersi con estrema furia su giovani, anziani e donne incinte? La costituzione italiana ricorda che l’esercizio della forza fisica appartiene allo Stato ma ciò implica anche che, a differenza di un comune cittadino, lo Stato esca inerme dall’abuso di tale potere? Ci si chiede come sia possibile, ad esempio, che nessuno degli agenti, degli ispettori e dei funzionari coinvolti abbia sollevato un dubbio sulle modalità di azione: anche chi, in seguito, si accorge della cazzata commessa in realtà appare molto superficiale nelle sue conclusioni, quasi come se in una ponziopilatesca presa di coscienza continuasse a sottovalutare il grado di azzeramento di ogni forma di diritto. E, per diritto, non è da intendersi solo qualcosa che inerisce ai diritti civili di libertà (dal pensiero all’associazione) ma anche (e soprattutto) alle più semplici e umane forme di sopravvivenza. Se da un lato è possibile provare a dare delle spiegazioni sociopsicologiche all’assalto alla Diaz, dall’altro appare senza spiegazione quello che si consuma alla Bolzaneto: l’arancia meccanica dello Stato continua paradossalmente a manifestarsi senza alcuno scrupolo di reticenza o pietà e coinvolge anche secondini, medici e infermieri. Era il luglio del 2001, non era ancora arrivata la tragedia del 9 settembre e le immagini di Guantanamo sarebbero arrivate solo qualche anno dopo ma, nella piccola e parca Genova, la strategia del terrore, dell’umiliazione corporea e della limitazione di pensiero di berlusconiana impronta poneva le basi di ciò che per anni sarebbe diventato il diktat dominante: nessuna pietà per il sospetto nemico.

Daniele Vicari firma un film duro, a tratti violento, ma difficilmente dimenticabile: non fraintendiamo, non siamo di fronte però a un capolavoro. Cinematograficamente parlando, Diaz ha molti difetti. Primo tra tutti, quello di essere moralmente ricattatorio e a tesi unica (nonostante il tentativo di approfondire i diversi punti di vista, ricorrendo, grazie a una soluzione tecnico-visiva che inorridisce per la sua provenienza da fiction televisiva, a un lancio di una bottiglia che, quasi come nel contemporaneo Romanzo di una strage, segna il cambio di prospettiva in un trittico di sequenze che alterna la linearità del racconto, interrompendola quasi sempre all’inizio della scena clou che poi impegnerà tutta la seconda parte del film) ma è un film utile, necessario a riflettere su una pagina di storia ancora viva nei nostri occhi. Con un processo ancora in corso e di cui si attende il pronunciamento della Cassazione nel prossimo giugno, Vicari non fornisce risposte ma lascia domande disseminate lungo le due ore e passa della pellicola. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Diaz


21 maggio 2012 Opinione di matteo5 su "Diaz"
matteo5

Partendo dal presupposto che sono sicuro che il regista non ha esagerato con la violenza, non mi è piaciuto assolutamente. Quando l'ho visto dopo mezz'ora avevo la nausea, perchè la violenza più la consapevolezza del realmente accaduto è troppo. A mio parere non si sarebbe mai dovuto fare questo film perchè dopo mille documentari e testimonianze non c'era bisogno di vedere un'altra cosa uguale. Infine in 2 ore di film non è bello vedere 1 ora di pestaggi e torture, me l'aspettavo più...

voto al film: matteo5 assegna il voto mediocre a Diaz (2012)


13 maggio 2012 Opinione di solerosso82 su "Diaz"
solerosso82

Una bottiglia di vetro vuota, forse di birra o, di qualche bibita refrigerante dal caldo insopportabile di quei giorni di luglio che sconvolsero Genova. Vola la botttiglia, per infrangersi sul tettuccio di un'auto della polizia. Siamo alla Diaz, la scuola ospitante il Genova Social Forum, la mattina antecedente la notte della "mattanza cilena". Quella bottiglia, che rivedremo al rallenty più volte, è la metafora stessa del G8: il principio di azione-reazione, la provocazione che...

voto al film: solerosso82 assegna il voto buono a Diaz (2012)

nessun commento
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10 maggio 2012 Opinione di panunzio su "Diaz"
panunzio

INDAGINE SULLA DIAZ Considerazioni intorno al film di Vicari prima di leggere commenti e recensioni conservati nelle settimane scorse … Per scoprire che l’Italia fosse un paese “di merda”, parafrasando una battuta di un operaio de i compagni di Monicelli, non avevamo bisogno di assistere a Diaz. Un film magari non pienamente riuscito ma le considerazioni prettamente cinematografiche passano in secondo piano, di fronte ad un’opera che non è retorico definire, ASSOLUTAMENTE...

voto al film: panunzio assegna il voto buono a Diaz (2012)

2 commenti
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7 maggio 2012 Opinione di maghella su "Diaz"
maghella

Diaz è un film “di pancia”, che provoca tanta rabbia in chi conosce bene “i fatti di Genova” del G8 del 2001... Già “i fatti di Genova” purtroppo non vengono raccontati e nemmeno riassunti nel film, che comincia proprio dall’evento più terribile di quelle giornate infuocate: la morte di Carlo Giuliani. Bisogna ammettere che il titolo è rivelatore dell’obiettivo principale del film: Diaz, la scuola dove viene commesso uno degli atti più vergognosi e violenti e fascisti...

voto al film: maghella assegna il voto buono a Diaz (2012)

11 commenti
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30 aprile 2012 Opinione di spopola su "Diaz"
spopola

Fino a quando non ho letto gli atti del processo, avevo anch'io interpretato i fatti di Genova in senso politico, come la repressione di un movimento che si oppone a un sistema. Il che rientra anche in una certa logica, io mi ribello, lo Stato mi combatte. Ma quello che è accaduto lì dentro va ben oltre, riguarda la perdita della dignità di essere umano. (Daniele Vicari)   Il 21 luglio del 2001 con i suoi atti di terribile violenza, è una data che segnerà per sempre questa nostra...

voto al film: spopola assegna il voto buono a Diaz (2012)

5 commenti
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26 aprile 2012 Opinione di LorCio su "Diaz"
LorCio

Non so esattamente cos’altro si possa dire su un film del genere, di certo più commentato o criticato che visto (almeno così parla il box office alla seconda settimana di permanenza sugli schermi). Più che altro, non so cos’altro si possa dire (così come, giusto per fare un esempio recente, per quanto riguarda Romanzo di una strage) che non sia stato già detto o che, peggio ancora, sia retorico o semplicistico. Di fronte a Diaz si prova un unico sentimento comune, tanto di moda...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a Diaz (2012)

nessun commento
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25 aprile 2012 Opinione di bufera su "Diaz"
bufera

Con un bel ritardo sono andata a vedere questo film, che come genere non è dei miei preferiti, anche perchè altri precedenti mi avevano lasciata perplessa. L'impatto emotivo e visivo è molto forte e come cinema è cinema oltre che denuncia, Come è stato girato, pressante nei piani ravvicinati, impietoso nelle descrizioni,incalzante nei tempi, esemplare nel montaggio e costruzione con ripetizioni e sequenze all'inverso inserite sapientemente a rinforzare l'efficacia del racconto, ne fa un...

voto al film: bufera assegna il voto buono a Diaz (2012)

nessun commento
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24 aprile 2012 Opinione di antonio de curtis su "Diaz"
antonio de curtis

Buon film di denuncia degli abusi commessi a Genova durante il G8.Molto bene gli attori

voto al film: antonio de curtis assegna il voto buono a Diaz (2012)



24 aprile 2012 Opinione di VAJONT su "Diaz"
VAJONT

Il cinema italiano da difendere con i denti in questo periodo di vuoti artistici. Autori,come Vicari,Sollima e soprattutto Giordana ci hanno insegnato qualcosa in questi ultimi mesi e NOI dovremmo esserne grati.Peccato che poi,entrando in sala mi accorgo che siamo una ventina di persone a vedere questo tipo di film e allora capisco perchè viviamo in un periodo di "vuoti artistici" ....e che forse ci meritiamo le vacanze di natale a Cortina ogni mese..... :-((

voto al film: VAJONT assegna il voto ottimo a Diaz (2012)

3 commenti
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23 aprile 2012 Opinione di shiten su "Diaz"
shiten

la memoria storica collettiva ringrazia! ne avevamo bisogno! bello

voto al film: shiten assegna il voto buono a Diaz (2012)




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