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Napoleon (1927)

[Napoléon vu par Abel Gance, Francia 1927, Biografico, durata 110', b/n]   Regia di Abel Gance
Con Albert Dieudonné, Annabella, Antonin Artaud, Abel Gance



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Napoleon: assente
Ritmo ritmo in Napoleon: presente
Impegno impegno in Napoleon: presente
Tensione tensione in Napoleon: presente
Erotismo erotismo in Napoleon: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto sufficiente a Napoleon

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto sufficiente a Napoleon (voti: 10 media: 4,00) 10

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locandina di Napoleon

La trama

Episodi della vita di Bonaparte rievocati dopo la caduta dell'Imperatore

Nella tipografia di Crécy alcuni personaggi che ne furono testimoni o protagonisti (Stendhal, Béranger e altri) rievocano la carriera di Napoleone, dai tempi dell'Accademia militare fino all'inizio della campagna d'Italia. La scuola militare di Brienne, l'arrivo a Parigi dell'Armata del Reno, la nascita della Marsigliese, la marcia del popolo sulle Tuileries, la Repubblica, l'assedio di Tolone, ecc. Due anni di riprese per una produzione molto ridimensionata rispetto al progetto originale (6 lunometraggi); grandi innovazioni di ripresa e di montaggio. Un delirio, l'equivalente francese della magniloquenza griffithiana. Celebre l'uso delle sovrimpressioni multiple per narrare contemporanemante avvenimenti distanti nello spazio. Musica originale di Arthur Honneger. Antonin Artaud interpreta Marat. L'edizione considerata oggi integrale (4 ore) è stata approntata negli anni '70. 

L'opinione più recente

Di sasso67 scritta il 16/06/2007

Voto al film: voto buono

Non tutti i monumenti sono capolavori, come viene da pensare guardando il Vittoriano di Roma. E così pure "Napoléon", che è certamente un monumento, per certi versi anche geniale, ma non è un capolavoro. È ovvio che una biografia titanica come quella di Napoleone Bonaparte non poteva che ispirare opere monumentali come questa. Fra l'altro, le quasi quattro ore del Napoléon di Gance dovevano rappresentare la prima parte di un'opera che, se fosse stata realizzata, sarebbe stata davvero ciclopica. Mancano infatti all'appello gli ultimi 25 anni, quelli più intendi della vicenda umana di Napoleone e della vicenda politica dell'Europa intera, dal Manzanarre al Reno, verrebbe da dire. Sono narrati, in questo film, alcuni grandi blocchi della vita del còrso più famoso della storia. Si comincia con l'adolescenza, trascorsa nel collegio militare di Brienne, e poi si passa agli anni durissimi della Rivoluzione, quando il Bonaparte non è certo uno degli attori principali. In questo momento i protagonisti sono Marat, Danton, Robespierre, Saint-Just, gli artefici della Rivoluzione, i responsabili del Terrore giacobino. Le varie vicende della Rivoluzione fanno da sfondo alla carriera di Napoleone, che si sviluppa nell'ambito delle guerre di difesa della Rivoluzione stessa. Vediamo così Napoleone al vittorioso assedio di Tolone, e poi cadere in disgrazia - come in quel periodo sarà capitato diecimila volte, specialmente a persone di un certo rango - e risalire la china, soprattutto in virtù delle sue qualità strategiche militari. Nel carcere di Antibes s'imbatterà in Josephine de Beauharnais, scampata alla ghigliottina grazie al nobile gesto di suo marito, che accede al patibolo al posto suo. E grazie a questa donna, che diverrà la sua prima moglie, otterrà dal potente Barras l'incarico di condurre un'armata alla conquista dell'Italia. E qui - siamo nel 1796 - il film si arresta, non prima, però, che Napoleone abbia galvanizzato le truppe con parole veramente rivoluzionarie, che infiammano i cuori dei soldati. Ho già detto troppo: uno spettacolo del genere va guardato immergendosi nel flusso delle immagini. Resta il ritratto del grande uomo, che al tempo della Rivoluzione fu un formidabile generale che ne seppe interpretare lo spirito, e oggi sarebbe, guarda caso, un grande artista (un regista?). E poi restano gli espedienti tecnici, molto arditi, per l'epoca, come lo schermo triplicato (che riproduce, in una sorta di gioco di specchi, le possibilità del grandangolo), nonché le soggettive della macchina da presa, messa nei posti più disparati. E poi certe soluzioni, come quella di mostrare il grand'uomo favorito anche dagli eventi atmosferici: durante l'assedio di Tolone, ad esempio, morti tutto i tamburini, è la grandine che, cadendo con violenza sui tamburi, suona la carica.
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SI

Opinioni su Napoleon


16 giugno 2007 Opinione di sasso67 su "Napoleon"
sasso67

Non tutti i monumenti sono capolavori, come viene da pensare guardando il Vittoriano di Roma. E così pure "Napoléon", che è certamente un monumento, per certi versi anche geniale, ma non è un capolavoro. È ovvio che una biografia titanica come quella di Napoleone Bonaparte non poteva che ispirare opere monumentali come questa. Fra l'altro, le quasi quattro ore del Napoléon di Gance dovevano rappresentare la prima parte di un'opera che, se fosse stata realizzata, sarebbe stata davvero...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a Napoleon (1927)


6 dicembre 2006 Opinione di kurosawa su "Napoleon"
kurosawa

Decisamente importante come innovazioni apportate( spleet screen, sovrapposizioni ecc..) quindi sotto questo punto risulta fondamentale per l'intera storia del cinema, ma risulta anche eccessivamente lungo (senza una vera motivazione) e alla lunga l'insistito ed acceso patriottismo di Gance può stancare. voto: 7

voto al film: kurosawa assegna il voto buono a Napoleon (1927)



8 febbraio 2006 Opinione di tylerdurden87 su "Napoleon"
tylerdurden87

incredebilmente geniale la trovata della proiezione su tre schermi diversi per descrivere azioni contemporanee ma distanti nello spazio. ma 4 ore di muto così non li pù reggere nessuno. peggio di Nascita di una nazione

voto al film: tylerdurden87 assegna il voto sufficiente a Napoleon (1927)


14 novembre 2003 Opinione di Dr.Lynch su "Napoleon"
Dr.Lynch

i film muti sono troppo noiosi, questo no fa eccezione

voto al film: Dr.Lynch assegna il voto sufficiente a Napoleon (1927)




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