John Carter (2012)
Con Mark Strong, Bryan Cranston, Taylor Kitsch, Dominic West, Willem Dafoe, Ciarán Hinds, Lynn Collins, James Purefoy, Daryl Sabara, Polly Walker, Samantha Morton, Thomas Haden Church
06/03/2012
Gli incontri del Circolo Providence - Edgar Rice Burroughs dalla giungla africana alle lune di Marte
Incoraggiati dal successo ottenuto dall'incontro dedicato a Robert Ervin Howard, il Circolo Providence decide di promuovere una nuova “chiaccherata”. Il tema questa volta è...
di GIANNISV66
La trama
Il soldato sudista John Carter (Taylor Kitsch) si risveglia senza un'apparente spiegazione sul pianeta Marte. Si trova in una terra piena di rigogliosa vegetazione e popolata da due razze di creature diverse: i giganteschi e guerrafondai marziani verdi e i pacifici marziani rossi, da sempre in lotta per il potere. Scappato dalle grinfie dei primi, che lo avevano catturato, John incontra la principessa Dejah (Lynn Collins), che ha un bisogno disperato di trovare un salvatore per il suo regno di marziani rossi, e ha accettato di mettere le proprie forze al servizio di un nuovo ed epico conflitto.
Andrew Stanton tratta il muscoloso eroe come un cartoon, e nelle sequenze migliori il granitico veterano sudista diventa, nelle mani del regista, un pupazzo sballottato dall’assenza di gravità e da barbari alieni verdi. Purtroppo Stanton riesce raramente a far emergere la sua vena giocosa e divertita: la sottotrama romantica, che comprende estenuanti spiegoni sulle modalità di “teletrasporto” di Carter dalla Terra a Marte, sprofonda il film nella noia (colpa, anche, di due interpreti privi di carisma) e l’immaginario evocato (da Conan il barbaro a Prince of Persia. Le sabbie del tempo, passando per Star Wars) fa sembrare la pellicola una copia opaca di blockbuster già visti.
DALLA PENNA DEL PAPÀ DI TARZAN
L'universo di riferimento di John Carter è La principessa di Marte, il primo degli 11 libri della saga scritta da Edgar Rice Burroughs. Burroughs ha 36 anni quando nel 1911, a corto di soldi e sull'orlo del fallimento, inizia a scrivere il suo primo romanzo a puntate da pubblicare su alcune riviste di genere. Al centro della storia vi sono le vicende di un uomo che approda su Marte e si ritrova a vivere un'avventura di cappa e spada. Convinto che il suo nome non attiri l'attenzione del pubblico, lo scrittore usa lo pseudonimo di Norman Bean ma il successo è tale che, dopo aver esaurito la storia, decide di riunire il corpus delle puntate e farne un libro.
UNA STORIA DI CAPPA E SPADA
I romanzi di Burroughs non sono altro che avventure romantico-scientifiche. La molla che scatena le storie è sempre la stessa: un uomo e una donna vengono separati e l'uomo è costretto ad affrontare infinite prove per ricongiungersi a lei. Nell'affrontare i suoi nemici sul pianeta Marte, John Carter incontra strane creature, come il "cane da guardia alto quanto i pony", che diventa suo amico, o la pericolosa Scimmia Bianca, "alta come una giraffa e feroce come un leone", con cui dare spettacolo attraverso combattimenti di altissimo livello senza necessariamente ricorrere a soluzioni ardimentose.
PRIMO VIAGGIO SU MARTE
Barsoom, come gli abitanti del pianeta chiamano Marte, è un mondo morente. I suoi oceani sono da tempo prosciugati e le coste sono punteggiate da città abbandonate. I famosi canali sono l'ombra di quello che erano e l'atmosfera è mantenuta vivibile solo attraverso una grande cappa di protezione. Ad essere più che viva, invece, è la civiltà marziana, sotto il controllo di orde di nomadi semi barbari, alti più di 3 metri e con quattro braccia, i Marziani verdi, in costante guerra con la razza umanoide dei Marziani rossi. La fantasia di Burroughs ha contribuito ad armarli di tecnologia utile a massimizzare l'azione.
MAMMA, LI MARZIANI!
La cultura dominante di Barsoom è quella dei Marziani rossi. Organizzati in un sistema di città-stato, sono i discendenti degli antichi Marziani Gialli, un incrocio tra i Marziani bianchi e i Marziani neri, che vivono ancora in alcune aree isolate del pianeta, come le estremità polari. La loro presenza sul pianeta è aumentata quando i mari di Barsoom hanno cominciato a prosciugarsi, nella speranza di creare una forte razza in grado di sopravvivere nel nuovo ambiente. Sono altamente civilizzati, rispettano la proprietà privata, aderiscono a un codice d'onore e hanno un forte senso di equità, garantito anche da un sistema di leggi. Dotati di tecnologie all'avanguardia, sono capaci di amare e costituiscono nuclei familiari.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 11/2012
L'opinione più votata
Di GIANNISV66 scritta il 14/03/2012 - utile per 17 utenti
Voto al film: 
Burroughs, come ho avuto modo di scrivere su Cinerepublic nel post che gli ho dedicato, non ambiva a fare alta letteratura ma a produrre del sano divertimento, cosa che gli riuscì molto bene visto il largo consenso che ottenne fra i lettori.
Come ben ha osservato il critico ed esperto di fantascienza Sam Moskowitz, E.R. Burroughs fu in realtà uno scrittore di qualità superiore a quella che gli vollero riconoscere i critici suoi contemporanei e persino di quella che lo stesso autore si attribuiva, con caratterizzazioni dei personaggi tutt'altro che superficiali.
Ora il film diretto da Andrew Stanton non passerà alla storia per aver saputo delineare personaggi con il pennello dell'artista, ma va incontro a quella che era la motivazione principale della scrittura di Burroughs, e cioé portare il lettore in un mondo fantastico e fargli vivere avventure incredibilmente avvincenti.
Non manca qualche passaggio a vuoto, il prologo appare forse un po' troppo lungo e da un punto di vista filologico la fedeltà al romanzo di base (ovvero A Princess of Mars, pubblicato inizialmente come Under The Moons of Mars) lascia abbastanza a desiderare con l'introduzione di elementi ideati dagli sceneggiatori e del tutto assenti nel testo d'origine. Nonostante tutto questo,alla fine però John Carter riesce a catturare l'attenzione dello spettatore regalandogli quella avventura fantastica che è poi quello che cerca chi si siede sulla poltroncina e indossa gli occhialini del 3D (non strabiliante a mio modesto parere).
Taylor Kitsch non eccelle in recitazione ma dà una prova nel complesso sufficiente nei panni dell'eroe, Lynn Collins rende benissimo nei panni discinti (ma mai quanto quelli del romanzo) di Deja Thoris; ma le figure più accattivanti sono i Tharks, mostri verdi a quattro braccia che suscitano molta più simpatia degli uomini rossi di Marte (o meglio di Barsoom). Merito del buon lavoro di Willem Dafoe e Samantha Morton che con il motion capture costruiscono forse i due personaggi più credibili dell'intera storia.
Finale assolutamente aperto e, almeno in parte, fedele a quello ideato da Edgar Rice Burroughs, allora per tenere aperta la possibilità di un seguito a quel suo primo romanzo, oggi per un probabile sequel (almeno se gli incassi daranno ragione al lavoro di Stanton).
Un pellicola dunque a cui mi sento di attribuire una buona valutazione, anche in considerazione dei risultati ottenuti in tempi recenti quando il mondo del cinema si è appropriato di icone della letteratura fantastica, con risultati nel migliore dei casi discreti ma non esaltanti (Solomon Kane) se non addirittura pessimi (Conan The Barbarian).
- negative [5]
- sufficienti [4]
- positive [2]
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28 maggio 2012 Opinione di buran su "John Carter"
Bojata incredibile: con tutti i mezzi tecnologici a disposizione era quasi impossibile fare un film così scarso, e invece.... Una specie di Avatar inconsapevolmente trash, scopiazzato alla bell'e meglio infilandoci anche pezzetti di Guerre Stellari, Ritorno al futuro, Stargate, Il Gladiatore, Robin Hood etc., il tutto messo nel frullatore. Trama confusa, anzi caotica e a tratti incomprensibile, personaggi senza il minimo spessore e capacità di coinvolgimento. L'unico che si salva è il...
voto al film: 
11 maggio 2012 Opinione di ico su "John Carter"
Tutto già visto, tutto risaputo, dal punto di vista estetico. La storia di JOHN CARTER potrebbe essere avvincente, romantica, affascinante, lancinante, commovente...potrebbe. Invece è tutto "spento", scene credibili e ben fatte ma che rimandano troppo ad un universo riecheggiato (per dirna una) in STAR WARS, che "colorano" e "coronano" la storia ma che non offrono pathos, carnalità, sentimenti di terra (rossa). Il racconto prosegue senza sussulti, l'epica è inesistente, perfino l'amore...
voto al film: 
25 marzo 2012 Opinione di alan smithee su "John Carter"
Tratto come tutti sanno da un personaggio nato dalla fantasia entusiasmante del papa' di Tarzan, Edgar Rice Burroghs, John Carter e' una mega produzione hollywoodiana passata di mano a diversi registi e sceneggiatori prima di poter essere concretizzata per opera di un regista noto ed acclamato per alcune felici produzione di animazione di gran successo, (ricordo in particolare il capolavoro Wall-e) desideroso evidentemente, al pari di altri colleghi, di confrontarsi con gli attori in carne...
voto al film: 
23 marzo 2012 Opinione di Holger Danske su "John Carter"
OPINIONE DEL BARSOOMIANO. Sono andato a vedere questo film per pura devozione. Le ore di assoluto divertimento che ho trascorso su Barsoom da ragazzo, l'hanno avuta vinta sulla mia diffidenza nei confronti dei popcorn-movie. E così ho deciso di omaggiare E.R. Burroughs e sono andato al cinema. Il mio giudizio nei confronti del film si sposa perfettamente con quello di Film TV, e non starò a riscriverlo a parole mie. Ma invece di mettere insieme un tentativo di critica cinematografica,...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di M Valdemar su "John Carter"
John Carter della Terra … John Carter di Marte … uhmmm … John Carter di E.R.! Ecco, forse col dottorino della celeberrima serie tv medica si sarebbe potuto avere qualcosa di più intrigante. Già la vedo, in questi scenari fantastici stra-stravisti, la faccia simpatica di Noah Wyle … il quale, armato dell’infallibile sapere, prima diagnostica la cronicità di una malattia virulenta e contagiosa giunta ormai a un tremendo stadio d’irreversibilità (la deriva delle megaproduzioni...
voto al film: 
15 marzo 2012 Opinione di NCC1701 su "John Carter"
Un gran polpettone, troppo lungo, con una trama ridotta all'osso, dialoghi abbastanza penosi e attori non all'altezza. Rimane la spettacolarità delle ambientazioni, le scenografie, un 3D ben utilizzato e qualche scena di azione avvincente. Troppo poco pero' per farne un buon film.
voto al film: 
15 marzo 2012 Opinione di PompiereFI su "John Carter"
John Carter (un Taylor Kitsch anonimo alle prese con il suo primo grande ruolo) è un cavalleggero dedito alla fuga facile. Si dilegua dalla morsa dell’esercito durante la Guerra di Secessione Americana con la stessa caparbietà con la quale sgattaiola dagli indiani e da mostri alti e verdi che abitano su Marte. John è un pacifista incallito e, durante la ricerca di una cava d’oro, si imbatte in un artefatto bluastro che lo proietta dritto dritto su un altro pianeta. L’atterraggio...
voto al film: 
14 marzo 2012 Opinione di GIANNISV66 su "John Carter"
Da grande appassionato di Edgar Rice Burroughs, mi chiedevo se questo film avrebbe rispettato lo spirito originale del romanzo. Devo dire che alla fine della visione pur sentendomi in dovere di porre qualche osservazione e di non promuoverlo a pieni voti, questo John Carter si rivela come un buon prodotto in grado di regalare del sano intrattenimento e per tale motivo sono convinto che sarebbe piaciuto allo scrittore americano. Burroughs, come ho avuto modo di scrivere su Cinerepublic nel...
voto al film: 
13 marzo 2012 Opinione di SaintlySinner su "John Carter"
Se si va al cinema senza nessun tipo di aspettativa, col solo scopo di svagarsi, "John Carter" può fare al caso vostro, è un buon prodotto d'intrattenimento. Non conoscendo il ciclo di romanzi di Burroughs (il primo pubblicato nel 1912), non so quanto questa trasposizione sia fedele. So però che la storia appassiona e diverte: fin dai primi passi su Barsoom (o Marte) ci troviamo di fronte a situazioni e personaggi singolari. Simpatica la scena in cui Carter è alle prese con la nuova...
voto al film: 
- negative [5]
- sufficienti [4]
- positive [2]
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