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Tahrir. Liberation Square (2011)

[ Italia, Francia 2011, Documentario, durata 90']   Regia di Stefano Savona



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Tahrir. Liberation Square: assente
Ritmo ritmo in Tahrir. Liberation Square: presente
Impegno impegno in Tahrir. Liberation Square: forte
Tensione tensione in Tahrir. Liberation Square: assente
Erotismo erotismo in Tahrir. Liberation Square: assente

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FilmTV assegna il voto sufficiente a Tahrir. Liberation Square

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Tahrir. Liberation Square Trailer originale | Sottotitoli franceseplay

La trama

Nel febbraio 2011, in Egitto, la protesta contro il presidente Mubarak porta i manifestanti a presidiare giorno e notte le piazze della città del Cairo, resistendo eroicamente agli attacchi delle forze militari e dei mercenari assoldati per reprimere le proteste. Il centro della rivoluzione è Piazza Tahrir, dove si resiste  sfidando l'esercito e curando i feriti, lottando con pietre e slogan. 

Dopo il premiato _Piazza delle Aquile_, il documentarista Stefano Savona s'insinua nella folla di manifestanti armato di videocamera per raccontare la Primavera Araba attraverso i volti, i pensieri e le azioni dei giovani Elsayed, Noha e Ahmed, fornendo così una cronaca pressoché in tempo reale degli eventi.

L'opinione più votata

Di tafo scritta il 27/01/2012 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Un anno fa il problema dell'Egitto era Mubarak, in Italia la nipote. Oggi in Egitto Mubarak è stato costretto alle dimissioni, la nipote non era la nipote anche se qualcuno in Italia non ne è ancora convinto. Il 2011 sarà ricordato per le rivolte arabe dei popoli del mediterraneo e per la caduta di molti dittatori decennali. Il regista entra nella protesta di piazza raccogliendo le speranze e i dubbi dei giovani egiziani, il loro esaltare facebook e il timore per il ruolo possibile dei fratelli musulmani. Da una parte la disorganizzazione organizzata senza leader riconosciuti, dove l'importante è avere voglia di cantare contro il regime presidiando la piazza. Dall'altra parte l'organizzazione politica dei musulmani più strutturati degli altri e per questo più capaci di sfruttare il movimento per arrivare al potere. La rivolta è fatta da giovani istruiti che vogliono per il dopo Mubarak uno stato laico, il primo obiettivo deve essere quello delle dimissioni del dittatore al potere da trenta anni che viene invitato ad andarsene da un popolo egiziano che sa essere anche ironico verso il despota. Il regista ci fa entrare nella piazza, usa mezzi tecnici agili che gli permettono di stare vicinissimo all'azione. Il film è fatto di slogan di speranza per un futuro che dovrà essere diverso dal passato. Il film è fatto dei discorsi dei giovani egiziani che nel 2011 sono ottimisti sulla loro rivoluzione ma anche realisti  sul fatto che il difficile verrà dopo Mubarak. Non è cosa da poco fare uscire di scena un dittatore ma è cosa più difficile gestire la transizione di un potere dei militari che dura ancora oggi come anche la paura che in caso di elezioni si affermino i fratelli musulmani e il tanto desiderato stato laico diventi uno stato religioso.
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SI

Opinioni su Tahrir. Liberation Square


27 gennaio 2012 Opinione di tafo su "Tahrir. Liberation Square"
tafo

Un anno fa il problema dell'Egitto era Mubarak, in Italia la nipote. Oggi in Egitto Mubarak è stato costretto alle dimissioni, la nipote non era la nipote anche se qualcuno in Italia non ne è ancora convinto. Il 2011 sarà ricordato per le rivolte arabe dei popoli del mediterraneo e per la caduta di molti dittatori decennali. Il regista entra nella protesta di piazza raccogliendo le speranze e i dubbi dei giovani egiziani, il loro esaltare facebook e il timore per il ruolo possibile dei...

voto al film: tafo assegna il voto buono a Tahrir. Liberation Square (2011)

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