Maternity Blues (2011)
Con Andrea Osvart, Monica Barladeanu, Chiara Martegiani, Marina Pennafina, Daniele Pecci, Pascal Zullino, Elodie Treccani, Lia Tanzi
29/04/2012
"Maternity Blues"...quando l'uscita di un film fa intrecciare più strade...
Quando un film può far riflettere, confrontare, parlare e pensare!Con l’uscita del film “Maternity Blues” si è aperta una serie di conferenze in giro per...
di maghella
La trama
Quattro donne, accomunate dall'aver ucciso i loro piccoli figli a causa della depressione post partum, espiano la loro colpa all'interno di un ospedale psichiatrico, devastate dal senso di colpa. Clara (Andrea Osvárt) è combattuta dall'accettare che il marito si sia ricreato un'altra vita lontano da lei, Eloisa (Monica Birladeanu) riversa il suo dolore nel cinismo che mostra alle altre, Rina (Chiara Martegiani) si è convinta che l'aver assassinato la sua bambina sia stato un atto d'amore, mentre Vincenza (Marina Pennafina), nonostante il forte credo religioso le dia conforto, non riesce a staccarsi dall'amore per gli altri due figli rimasti in vita, a cui continua a scrivere lettere mai spedite.
Fabrizio Cattani, già autore dell’inopinatamente acclamato Il rabdomante (2007), ha il passo della fiction televisiva, della quale non (ci) risparmia nulla: copione e dialoghi didascalici, colpi bassi nelle insopportabili sembianze di scene madri, sequenze involontariamente ridicole. Non l’aiutano le attrici (Osvárt, Birladeanu, Martegiani, Pennafina) concentrate in una recitazione rigida, da filodrammatica, incapace di regalare emozioni.
La recensione di FilmTv
Di Aldo Fittante - FilmTV n. 18/2012
L'opinione più votata
Di maghella scritta il 27/04/2012 - utile per 10 utenti
Voto al film: 
Le mie aspettative erano alte, motivate dal tema trattato nel film, il Maternity Blues, appunto, quella sindrome post partum che prende molte donne dopo aver partorito. La depressione dopo il parto può durare da pochi giorni, a settimane o mesi, nella peggiore delle ipotesi può arrivare a compromettere il rapporto con il proprio bambino o compagno. Il film in questione è in parte tratto da un’opera teatrale “From Medea” (con protagonista la brava Marina Pennafina), e infatti le 4 donne protagoniste di Maternity Blues sono un po’ quattro aspetti della femminilità di Medea: l’amante, la mamma, la figlia, la donna che sceglie la morte come soluzione alla solitudine e al senso di inadeguatezza. In effetti l’aspetto che più mi ha sorpreso della storia è proprio la struttura teatrale che ha: più che dei dialoghi ci sono dei veri e propri monologhi, che presentano le 4 protagoniste alle prese con la loro difficile storia.
Clara (Andrea Osvart) arriva all’ospedale psichiatrico giudiziario di un paese non ben precisato (il regista Fabrzio Cattani si è ispirato ad alcune vicende dell’O.P.G. Di Castiglione delle Stiviere ) perchè ha ucciso i suoi due bambini annegandoli, anche lei voleva uccidersi insieme alle sue creature, ma l’intervento di un passante la salva.
Nell’ O.P.G. Clara incontra altre tre donne che hanno, come lei, ucciso i propri bambini. La terapia vuole che le donne convivano, lavorino e si confrontino nelle proprie esperienze, evitando così l’isolamento e l’autolesionismo. Le tre compagne di Clara sono Eloisa (Monica Birladeanu), Vincenza (Marina Pennafina) e la giovanissima Rina (Chiara Martegiani), ben presto le tre storie si intrecciano con quella di Clara, facendo delle quattro donne quattro compagne di sventura.
Nella storia ha importanza anche la figura del marito di Clara (Daniele Pecci) che anche se con molta sofferenza e fatica, cerca di avere comunque un rapporto con la moglie.
In alcuni momenti il film appare scollegato nei vari racconti, non riesce a mantenere così il grado di tensione, alterna momenti bellissimi a scene quasi incomprensibili che risultano al limite dell’inutile, ma tutto sommato il film regge molto bene, e soprattutto i difficili momenti di ricordo delle donne riguardo ai propri bimbi sono molto toccanti, reali mai patetici.
Ottima la costruzione dei personaggi, si vede che alle spalle c’è stato uno studio attento delle difficili psicologie femminili, perciò non c’è stato bisogno di molti “salti nel passato o della memoria” per poter comprendere cosa queste quattro donne hanno vissuto. Bravissime tutte le attrici, ma soprattutto Andrea Osvart che ha dato una prova altissima, un personaggio pieno di sfumature, difficile, un ruolo davvero raro nel cinema italiano per una giovane attrice. ESPANDI +
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [4]
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1 maggio 2012 Opinione di bufera su "Maternity Blues"
Premetto che vai ribadito il massimo rispetto per il regista Fabrizio Cattani, il cast e la troupe per il coraggio e l'impegno con cui hanno affrontato un tema tanto delicato, doloroso, complesso, ancora in discussione al livello pschiatrico, criminologico e umano. C'è da immaginarsi quanto sia stato difficile ricreare sul set l'ambiente psichiatrico e orientare le relazioni tra donne tanto diverse, ognuna con un suo vissuto, narrato peraltro con estrema delicatezza...
voto al film: 
30 aprile 2012 Opinione di hitachi su "Maternity Blues"
Altro bel film da non lasciarsi scappare. Racconta una storia molto bella e profonda, io lo consiglierei a tutti gli amanti del cinema vero e serio e non di quello commerciale.
voto al film: 
29 aprile 2012 Opinione di alan smithee su "Maternity Blues"
Film come questo richiedono innanzi tutto un gran coraggio da parte di produttori illuminati, che oltre a credere nella efficacia di una sceneggiatura che centra subito il drammatico argomento in questione, ma non lo nasconde tergiversando o trovando attenuanti ad un atto che probabilmente supera ogni altro quanto a drammaticita' e innaturalezza, hanno saputo nel contempo riunire tutti gli elementi migliori, dal cast per nulla scontato ad una regia che si muove bene, insistente ma al tempo...
voto al film: 
28 aprile 2012 Opinione di leporello su "Maternity Blues"
Il film rimane abbastanza a galla fintanto che resta aggrappato alla pièce teatrale da cui ha origine, ma come se ne discosta affonda in maniera piuttosto vistosa. Salvabile l'ultima mezz'ora (il secondo tempo), dove alcune (ma poche) belle scene riequilibrano un po' il giudizio sulla regia, sostanzialmente poco felice e molto a corto di idee. Delle volonterose protagoniste, l'unica da promuovere è Monica Barladeanu, cui lo spiccato accento rumeno non fa difetto. Per le altre, diciamo...
voto al film: 
27 aprile 2012 Opinione di maghella su "Maternity Blues"
Maternity Blues è un film che ho amato molto prima della sua uscita in sala, grazie ad alcuni post di Spaggy su Cinerepublic, con relativi trailer, interviste e backstage, ho conosciuto questo progetto e condiviso in toto. Le mie aspettative erano alte, motivate dal tema trattato nel film, il Maternity Blues, appunto, quella sindrome post partum che prende molte donne dopo aver partorito. La depressione dopo il parto può durare da pochi giorni, a settimane o mesi, nella peggiore...
voto al film: 
30 ottobre 2011 Opinione di Mathiasparrow su "Maternity Blues"
Citando da fonti (si spera) affidabili: la maternity blues è una sindrome post-partum causata da sbalzi ormonali consistente in una sorta di malinconia. Quasi sempre se ne va di sua spontanea volontà, ma quando ciò non accade conseguenze e ripercussioni possono essere peggiori di quanto ogni uomo o donna riesca a immaginare. Il film - tratto dal testo From Medea di Grazia Versani - ripartisce il peso del soggetto in questione su quattro storie ad hoc e raschia con rispettosa perizia tra...
voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [4]
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