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L'angelo azzurro (1930)

[Der Blaue Engel, Germania 1930, Drammatico, durata 107', b/n]   Regia di Josef Von Sternberg
Con Marlene Dietrich, Emil Jannings, Kurt Gerron, Hans Albers



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'angelo azzurro: minimo
Ritmo ritmo in L'angelo azzurro: presente
Impegno impegno in L'angelo azzurro: presente
Tensione tensione in L'angelo azzurro: forte
Erotismo erotismo in L'angelo azzurro: forte

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a L'angelo azzurro

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a L'angelo azzurro (voti: 42 media: 4,14) 42

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La trama

Professore integerrimo perde la testa e il rispetto di sé per una cantante.

Il professor Unrat si innamora della cantante Lola-Lola che si esibisce al cabaret "L'Angelo azzurro". Riesce a sposarla per seguirla nelle tournée, affrontando vergogna e umiliazioni. Di ritorno due anni dopo all'"Angelo azzurro", dapprima si rifiuta di dare spettacolo di fronte agli ex allievi che affollano la sala, e poi vinto dalla gelosia tenta di strozzare Lola-Lola. 

Uno dei film più famosi della storia del cinema, nonché pietra miliare nell'edificazione della leggenda personale di Marlene Dietrich. Vi si respira un erotismo vicino a quello dei dipinti di Toulouse-Lautrec. Il quadro della provincia tedesca è dipinto senza pietà.

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L'opinione più votata

Di LorCio scritta il 2008-09-22 20:28:20 - utile per 3 utenti

Voto al film: voto buono

Come rappresentare il declino di una nazione? Di un paese che di lì a pochi anni avrebbe conosciuto il male assoluto? Quasi come a voler presagire la caduta morale di un popolo e di uno stato smarrito, c’è la trasmigrazione dell’anima collettiva nel vissuto individuale. Il professor Emanuele Unrat altri non è che l’espressione singola del sentimento generale. Certo, non bisogna assolutamente sottovalutare l’aspetto melodrammaticamente disperato del film, ma il risvolto social-politico, per quanto sottile, è affascinante. È anche questo. Ed anche molte atre cose. È soprattutto il film che ha consacrato Marlene. “L’angelo azzurro” è il nome del locale in cui si esibisce, ma metafisicamente è lei. Il titolo esplicita il personaggio, pur non essendolo. Marlene è un angelo, non tanto perché buona e cara, quanto proprio per la sua eterea fisicità, per quel modus vivendi fuori dal comune, dall’ordinario del quotidiano, al di sopra delle beghe dei mortali. Con la sua Lola, la Dietrich entra nei territori dell’immortalità, si erge ad elemento di desiderio pericoloso e turgido. “L’angelo azzurro” è la storia di una passione ossessiva. Per Marlene. È lei l’oggetto dell’ossessione. La vittima che cade nella sua trappola persuasiva è, appunto, Unrat, che azzera se stesso in nome dell’inseguimento di un sogno. L’utopia di un’esistenza accanto ad una donna al di là del comune lo esalta, lo fa rendere importante agli occhi di un mondo che fino a quel momento l’ha ignorato. Ma, essendo un’ossessione, l’epilogo non può che essere lentamente decadente, terribilmente drammatico. Truccato da clown perché la compagnia di Lola tira le cinghia, messo di fronte a spettatori che fino a pochi mesi prima erano suoi concittadini, Unrat viene umiliato, offeso, deriso. È una scena struggente, pateticamente tragica: l’urlo scoraggiato e dolente del professore non si può dimenticare, è la manifestazione esplosiva e crepuscolare del triste viale del tramonto di un uomo fondamentalmente solo e sconfitto, ingannato dall’illusione della bellezza e dell’immaginazione che si fa corpo. E poi, tornando al valore metaforico del personaggio di Unrat, il suo gridolino di fronte al pubblico esplicita la condizione vitale di un certo ceto intellettuale, imbelle in balia del cambiamento devastante, impaurito dei mutamenti politici e culturali, perso nei suoi labirinti esistenziali. Il finale è la sconfitta, inevitabile – ma ciò non significa che Marlene è la raffigurazione anticipata del regime, anzi, tutt’altro: non può esserlo perché è al di là di esso, è un personaggio che arriva, crea scompiglio, e se ne va, non impone la sua presenza per sempre (o con questo proposito, almeno), ammaglia perché fa di necessità (i soldi, non il benessere economico, che è lontano) virtù (il fascino). “L’angelo azzurro” è un film spartiacque e di frontiera, rapido e veloce nella sua messinscena catalizzante e impetuosa, senza speranza.
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SI

Opinioni su L'angelo azzurro


2011-03-09 13:23:01 Opinione di SaintlySinner su "L'angelo azzurro"
SaintlySinner

Capolavoro della cinematografia tedesca degli anni '30. Toccante il finale, fatto di degradazione, umiliazione, dove il professore perde tutta la sua dignità. Marlene Dietrich è perfetta per incarnare quel ruolo, con una voce intensa. Film che lascia una grande tristezza.

voto al film: SaintlySinner assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)

nessun commento
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2009-10-26 19:17:27 Opinione di jonas su "L'angelo azzurro"
jonas

Dal romanzo Professor Unrat di Heinrich Mann (fratello maggiore di Thomas): un professore di liceo, perdutamente innamorato di una ballerina equivoca, lascia il lavoro e accetta di degradarsi facendo il clown in uno spettacolo di cabaret itinerante. Tornato nella sua città di origine e ormai deluso dalla donna, che lo tradisce e lo umilia, va a morire nella sua vecchia scuola. Il film dà il via al sodalizio artistico e umano fra Sternberg e la Dietrich, che però qui...

voto al film: jonas assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)



2009-09-18 19:45:39 Opinione di sasso67 su "L'angelo azzurro"
sasso67

Una storia di degradazione, forse a causa di una donna, ma più probabilmente a causa di un inconscio desiderio di abiezione insito allo stesso protagonista, descritto all’inizio come un professore liceale fin troppo austero. Sternberg, viennese che si era fatto le ossa nel cinema, anche di genere, americano, sa trarre profitto dalla lezione dell’espressionismo, nonché dalla presenza scenica di due interpreti d’eccezione: il grande attore del muto Emil Jannings...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)

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2008-10-20 00:45:11 Opinione di tika su "L'angelo azzurro"
tika

Bello è bello, però è un film che mi ha profondamente intristito. Mentre all’inizio ti fai due risate sull’imbranataggine del professore ed il suo essere fuori luogo nel cabaret dove si esibisce Lola-Lola, alla fine vederlo impoverito, preso in giro ed umiliato ti fa capire che non c’è niente di divertente ma soltanto di tragico. E allora capisci il senso del film e non puoi far altro che dire che è triste.

voto al film: tika assegna il voto sufficiente a L'angelo azzurro (1930)



2008-09-22 20:28:20 Opinione di LorCio su "L'angelo azzurro"
LorCio

Come rappresentare il declino di una nazione? Di un paese che di lì a pochi anni avrebbe conosciuto il male assoluto? Quasi come a voler presagire la caduta morale di un popolo e di uno stato smarrito, c’è la trasmigrazione dell’anima collettiva nel vissuto individuale. Il professor Emanuele Unrat altri non è che l’espressione singola del sentimento generale. Certo, non bisogna assolutamente sottovalutare l’aspetto melodrammaticamente disperato del film, ma il risvolto...

voto al film: LorCio assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)

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2007-05-23 00:15:36 Opinione di arcarsenal su "L'angelo azzurro"
arcarsenal

7

voto al film: arcarsenal assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)

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2007-04-23 23:38:31 Opinione di howl su "L'angelo azzurro"
howl

konsiderato uno dei kapolavori della storia del cinema di tutti i tempi, di kui fa parte la konsakrazione della Dietrich nella Walk of Fame mondiale.Ciò ke mi ha kolpito è l'anno di realizzazione del film:1930!Lola kon cappello a cilindro, calze e giarrettiere nere, boa di piume è un personaggio senza tempo;l'innovazione espressionistika tinge d'immortalità la pellikola,rendendola unika anke x il suo finale sospeso e inimitabile.

voto al film: howl assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)

1 commento
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2006-08-07 11:38:10 Opinione di okkio su "L'angelo azzurro"
okkio

Il soggetto non è dei più originali: "L'angelo azzurro" porta in scena la storia di una donna fatale (che mi ha ricordato molto da vicino la protagonista di "Adolescenza torbida" - ma in "Der Blaue Engel" non c'è il tocco ironico di Bunuel - o di "Seduzione mortale" di Preminger) che riesce, senza troppe difficoltà, ad assogettare alla suo volere un pover uomo, ricco di cultura (è un professore di ginnasio civico) ma povero di esperienza e di forza di volontà: un debole, in definitiva....

voto al film: okkio assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)

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2005-05-27 18:12:31 Opinione di Voltaire su "L'angelo azzurro"
Voltaire

Il film narra le vicende dell'austero Prof. Rath il quale si invaghisce di Lola (Marlene Dietrich) una cantante che si esibisce nell'equivoco locale notturno di cui al titolo del film. La relazione porterà alla completa rovina il maturo e sprovveduto insegnante. La storia é tratta dal libro "Il prof. Unrat" di Heinrich Mann fratello del famoso scrittore Thomas. Gli studenti storpiano il nome del prof Rath in "Unrat" che significa in tedesco spazzatura. Nella versione italiana...

voto al film: Voltaire assegna il voto ottimo a L'angelo azzurro (1930)

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2005-05-08 18:04:58 Opinione di chinaski su "L'angelo azzurro"
chinaski

Nel destino del professor Unrat possiamo intravedere il declino dei valori borghesi da lui incarnati e allo stesso tempo il declino della sua dignità di uomo. Il professor Unrat, infatti, si scaglia come un paladino della moralità contro i suoi alunni che vanno a vedere spettacoli equivoci all’ Angelo Azzuro, un locale poco rispettabile nelle vicinanze del porto. Qui si esibisce Lola-Lola, il personaggio interpretato dalla stupenda Marlene Dietrich. Lola Lola rappresenta una...

voto al film: chinaski assegna il voto buono a L'angelo azzurro (1930)




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