A Simple Life (2011)
Con Andy Lau, Deanie Yip, Anthony Wong, Tsui Hark
La trama
Il commovente rapporto tra il giovane maestro Roger (Andy Lau) e Ah Tao (Deanie Yip), la governante di famiglia, accanto a lui sin dai primi anni dell'infanzia. Dopo sessant'anni di convivenza, però, i due sono costretti a separasi quando le condizioni della governante si aggravano in seguito a un ictus che ha la forza di mostrare loro quanto forte sia l'affetto che li lega.
Se il film vive della luminosa interpretazione di Deannie Yip, meritatissima Coppa Volpi a Venezia 2011, i personaggi di contorno sono tratteggiati con la medesima cura e con ironia aggraziata: dagli anziani della casa di riposo dove Ah Tao si ritira, ognuno dolcemente aggrappato a senili infantilismi, alla goliardica compagnia di amici di Roger, fino ai brevi siparietti nel dietro le quinte del cinema (dove veri cineasti come Tsui Hark e Sammo Hung giocano a interpretare se stessi). Non è da meno il divo Andy Lau, che smette i panni della star dell’action per calarsi in quelli di uomo qualunque, perfino un po’ impacciato nello scoprire l’affetto che lo lega all’anziana che l’ha cresciuto: impara sulla sua pelle, insieme allo spettatore, che anche l’amore può essere una cosa semplice.
La recensione di FilmTv
Di Ilaria Feole - FilmTV n. 10/2012
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 18/03/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
Un’opera di una delicatezza estrema, poco tangibile agli sguardi distolti e, soprattutto, di un’interiorità e sensibilità che raramente vediamo sugli schermi. Qui si parla di vita vissuta, di contatti umani, di interni scevri, di ardimenti celati: tutto viene ripreso con timore e leggerezza, con vergogna e parsimonia di movimenti (di camera). Nel finale si osservano due piccole carrellate (interne) per dar segno al passo della vita e ai ricordi mesti. Un ardire di segnali sommessi, di convenevoli modi di bassissimo profilo che indicano la via da seguire per persone con una dignità piena di speranza e di spirito di fede. La dignità di una donna perdente dà lo stile a un film di una parsimonia inequivocabile ed efficace. Una purezza indecifrabile e impalpabile. I gesti di ogni giorno e i visi consunti danno la grandezza di questa piccola perla cinematografica.
Tratto da una storia vera il film racconta la vita di una donna (serva per sessanta anni del produttore Roger Lee) di nome Chung Chun-Tao, chiamata Ah Tao, che a causa della morte del padre adottivo durante l’occupazione giapponese, sua madre gli destina un lavoro di ‘amah’ (serva) presso la famiglia Leung. Diverse generazioni attraversano il suo lavoro fatto di piccoli gesti, lavori umili, servigi costanti e atteggiamenti amorevoli. Una vita grama e riservata che riceve nella sua vecchiaia l’attenzione costante del suo padrone Roger, il quale un giorno ne ritrova il corpo per terra. E’ malata, portata in ospedale ma Roger per nulla al mondo l’abbandona. Lei si sente un peso (al contrario), cerca di mostrarsi poco, allontana l’altrui servizio, ma riceve affetto benevolo e dolcezza sincera. Una donna semplice, umile, servizio vele e incantevole nei modi. Quando andava al mercato per la spesa tutti, con grazia, l’aspettavano: ‘eccola, arriva’. Una dolcezza salutare ed encomiabile. Il suo cucinare è mestizia con sapore e l’inquadratura della sua pentola e gli ingredienti dà risalto alla veridicità del tutto, dell’inutilità dello spreco e della essenziale cibo povero. Tutto è in ‘agrumato’ e il cibo in riso sapiente. Tant’è che Roger quando la sua dolce serva è in ospedale e poi nella casa di riposo (a sue spese) deve mangiare fuori (ricordando ai suoi amici commensali le semplici bontà di Ah Tao).
Il lavoro di Roger (sul cinema) è visto in seconda battuta: il suo vivere quotidiano è quello di far visita alla sua ‘amica’ Tao. Lei si schernisce ogni volta che parla con il suo ‘padrone’ e non vuole tante attenzioni nonostante la malattia e la vecchiaia. Dice Roger : ‘ora tocca a me sorvegliarla e accudirla perché quando sono stato male per il cuore lei mi ha tenuto vivo’. ESPANDI +
- negative [1]
- sufficienti [1]
- positive [10]
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21 maggio 2012 Opinione di fefy su "A Simple Life"
Ecco l'altro gioiellino di film che gira da qualche settimana: A SIMPLE OF LIFE” della cinese Ann Hui, accolto con grande entusiasmo e commozione durante la scorsa Mostra del Cinema di Venezia distribuito dalla Tucker Film che è riuscito in questo... difficilissimo intento. Il film racconta la vicenda di Ah Tao (Deanie Ip, una meritatissima Coppa Volpi), anziana amah, domestica di una ricca famiglia borghese, e il suo profondo legame affettivo con Roger (Andy Lau), primogenito della...
voto al film: 
14 aprile 2012 Opinione di leporello su "A Simple Life"
Non mi sento di condividere gli entusiastici apprezzamenti di pubblico e critica per questo film, seppur nella convinzione che, per l’ennesima volta, il doppiaggio italiano abbia contribuito in maniera radicale e determinante a snaturare, svilendoli, gli attributi dei personaggi e degli attori. Per esplicitare la scelta di non drammatizzare e di non enfatizzare gli eventi, la regista sceglie di porsi ad una distanza che si rivela, a mio parere, controproducente rispetto alle...
voto al film: 
27 marzo 2012 Opinione di andreacrash su "A Simple Life"
storia: la sceneggiatura non è male La protagonista femminile: Immeritatissima la coppa volpi, voto 6 alla sua intepretazione ( e me ne fotto se sbatte ogni due minuti la manina per assomigliare ai gesti delle anzianotte orientali, non basta, non basta...e ripeto NON BASTA!) per il resto non ha dimostrato nulla che potesse valere un premio Andy Lau: e sì..allora la prossima volta anch'io posso fare l'attore, mi tengo l'aria dimessa ( tanto basta solo quella perchè le espressioni non...
voto al film: 
25 marzo 2012 Opinione di Aletheia75 su "A Simple Life"
Un film spoglio di retorica, realistico ed essenziale, che racconta una vita ai margini, non per questo priva di un significato per sé e per gli altri. Ho molto apprezzato la vicenda raccontata in modo delicato, attraverso dialoghi asciutti e dettagli apparentemente insignificanti, che talmente coinvolgono da annullare la distanza con quelle persone e quegli ambienti. Una regia attenta a sostenere l'attenzione dello spettatore, attraverso dei tempi giustamente dilatati e una precisa cura...
voto al film: 
24 marzo 2012 Opinione di vicky13 su "A Simple Life"
UNA VITA SEMPLICE La vita semplice, vera, del produttore cinematografico Roger Lee e della sua governante Chug Chung Tao, detta Ah Tao, a sevizio della famiglia Leung per più di sessant’ anni. Ah Tao ha conosciuto il nonno di Roger e quando tutta la famiglia si trasferisce a San Francisco in America Roger è l’unico a rimanere ad Hong Kong con Ah Tao ed a condividerne l’abitudinarietà della vita. Una vita , quella di Roger, dal tenore modesto, per una famiglia...
voto al film: 
19 marzo 2012 Opinione di zombi su "A Simple Life"
il film della hui non comincia con l'avvertimento: "TRATTO DA UNA STORIA VERA", poichè ancor prima della straordinarietà di questo atto d'affetto che dovrebbe essere naturale, normale e dovuto, esiste la realtà di un bel film. non interessa che tutto ciò sia vero, anche perchè il benvenuto nella casa di riposo è abbastanza crudo. la vecchiaia non è una bella cosa, soprattutto quando si ammanta di demenza o alzheimer o puzza di merda o piscio. non ha bisogno di quella frase evidenziata...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di lorenzodg su "A Simple Life"
“A simple life” (Tào Jie, 2011) è il venticinquesimo film della regista cinese Ann Hui. Cineasta di vaglia, molto conosciuta nel suo paese e ad Hong Kong dove il film si ambienta e si misura come metafora reale della vita e soppianto della morte. Un’opera di una delicatezza estrema, poco tangibile agli sguardi distolti e, soprattutto, di un’interiorità e sensibilità che raramente vediamo sugli schermi. Qui si parla di vita vissuta, di contatti umani, di interni scevri, di...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di alan smithee su "A Simple Life"
Il triste e inesorabile autunno della vita di una generosa e servizievole domestica che per oltre sessant'anni ha amorevolmente curato, allevato e accudito ben quattro generazioni di una famiglia di Hong Kong ormai quasi totalmente trasferitasi negli Stati Uniti, viene alleviato dalle cure, dapprima apparentemente frettolose ed impacciate, poi sempre piu' amorevoli e disinteressate che un produttore cinematografico, l'unico ad essere rimasto in citta' della sua numerosa famiglia, riserva a...
voto al film: 
16 marzo 2012 Opinione di pazuzu su "A Simple Life"
Nata a Taishan, in Cina, Chung Chun-tao vive ad Hong Kong dall'età di tredici anni, da quando la madre adottiva, dopo la morte del marito, decise di mandarla a lavorare come domestica per la famiglia Leung, alle cui dipendenze è poi rimasta per quattro generazioni ed oltre sessant'anni, al termine dei quali da accudire gli resta solo il quarantenne Roger, l'unico a non essersi stabilito negli Stati Uniti in quanto impiegato nella ricca industria cinematografica locale come produttore. Ma...
voto al film: 
11 marzo 2012 Opinione di giancarlo visitilli su "A Simple Life"
Chiedi alla polvere, in questo caso verrebbe in prestito per comprendere appieno qual è il senso di un film sul tempo che passa e ‘impolvera’ le cose e le persone, che prima erano sempre ‘pulite’, trasparenti. Anche nei sentimenti. Straordinaria storia, ispirata a fatti e persone reali, quella di Chung Chun-Tao, detta Ah Tao, nata a Taishan, in Cina, protagonista del film. Quando suo padre adottivo muore, durante l’occupazione giapponese, la madre la manda a lavorare....
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