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Amore carne (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Amore carne: assente
Ritmo ritmo in Amore carne: assente
Impegno impegno in Amore carne: assente
Tensione tensione in Amore carne: assente
Erotismo erotismo in Amore carne: assente

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La trama

Armato di piccola telecamera (a volte anche nascosta) o semplicemente di telefonino, durante il corso di alcuni viaggi, il regista Pippo Delbono riprende alcuni momenti unici e incontri con personaggi famosi o ordinari per descrivere il mondo di ieri, il presente e le aspettative future, avendo come filo conduttore il tema dell'amore e della carne, con tutte le connotazioni che comportano e con le conseguenze che lui stesso vive sulla propria pelle a causa della sieropositività al virus dell'Hiv. La passione, il dolore, la tragedia o l'umorismo vengono rappresentati tramite le riprese delle camere di albergo di Parigi o di Budapest in cui il regista alloggia, dagli attimi che precedono il terremoto a L'Aquila o dai ricordi legati al campo di concentramento di Birkenau, passando per la musica del compositore Balanescu o la danza dell'étoile Gillot. Il percorso affrontato è aiutato anche dalle parole dei familiari e degli amici o quelle dell'attrice Iréne Jacob, a cui fanno da contraltare i silenzi dell'attore sordomuto Bobò, dell'attrice Marisa Berenson e dell'artista Sophie Calle. 

L'opinione più votata

Di shadgie scritta il 17/11/2011 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto mediocre

Forse bisognerebbe mostrare severità, insieme al rispetto. Severità di pubblico assopito, dormiente ma anche sveglio, iperstimolato. Delbono, noto autore e attore teatrale che diversi anni fa diede vita ad un interessante progetto di lavoro con attori disabili, non gira con Amore carne il suo primo lungometraggio. La sua opera ultima, girata con un cellulare come (scopriamo) altre, somiglia a ciò che si agita nei filmaker mancati, in quelli che avrebbero avuto molto da dire ma per vergogna, disorganizzazione, rabbia o semplice incapacità non ce l'hanno fatta. Le opere mai nate risorgono redivive, sanguinarie, con la realizzazione concreta di Delbono. Amore carne sembra plasmata dal non detto, dall'agitazione che trama in ognuno di noi. Una giustapposizione di imamgini ma anche delle tracce di percorso lineare, a inquadratura fissa, la delineano. All'inizio del film c'è la morte dell'amata "carne" danzante, Pina Baush, i fiori così invasivi a saturare il campo. Poi c'è la morte da comunicare: Delbono finge di essere un uomo che per la prima volta si sottopone al test HIV, e lo fa inquadrando il camice di una dottoressa e la sua mano che scrive, ma anche fornendo i dati di un altro sé. La sua sieropositività, già nota, è il pretesto per parlare delle sue ossessioni dolciastre, dei suoi totem, dei suoi luoghi. Ed è qui che la ripresa, spesso, si fa barcollante. Insegue attrici famose, coglie la quiete prima di terremoti sradicanti, si incanta in suggesitoni nordiche (tra le città e le stanze d'albergo, anche lande scandinave). L'amore stride con la povera e parca quotidianità dei discorsi materni, di una banalità magistralmente indagata ma, forse, non tematizzata. Poche situazioni, pochi dialoghi lasciano subito spazio alla voce over del regista, che rigetta una raggia genuina ma generica su musiche vibranti, rimbombando sull'immagine e facendosi presto "tesi". E' curioso constatare come l'estremo sperimentalismo di Delbono, qualche volta carmelobenesco, si invischi nella sgradevolezza programmatica di uno dei più classici stratagemmi del cinema narrativo. Parlando, urlando, decantando le sue urgenze, l'autore si fa oratore declamante di testi ridondanti e fragili, che affossano la potenza di (alcune) immagini. La ripetitività di testi e sequenze non segue le mode del lento di un cinema iper-riflessivo e accartocciato su se stesso, come tanta facile critica potrebbe affermare, ma è velocissima, sfiancante.Tritura la carne, la necessità fisica della bella immagine con le sue sostitute sgranate, ma anche l'amore, perso in rivoli evanescenti di sogno.
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SI

Opinioni su Amore carne


17 novembre 2011 Opinione di shadgie su "Amore carne"
shadgie

Forse bisognerebbe mostrare severità, insieme al rispetto. Severità di pubblico assopito, dormiente ma anche sveglio, iperstimolato. Delbono, noto autore e attore teatrale che diversi anni fa diede vita ad un interessante progetto di lavoro con attori disabili, non gira con Amore carne il suo primo lungometraggio. La sua opera ultima, girata con un cellulare come (scopriamo) altre, somiglia a ciò che si agita nei filmaker mancati, in quelli che avrebbero avuto molto da dire ma per...

voto al film: shadgie assegna il voto mediocre a Amore carne (2011)

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