Nessuna pietà per Ulzana (1972)
Con Burt Lancaster, Bruce Davison, Jorge Luke, Richard Jaeckel
La trama
Ulzana, famoso capo Apache, si è ribellato al potere dei bianchi ed è fuggito dalla riserva con un manipolo di fedeli guerrieri. Il giovane tenente De Buine, che odia la violenza, viene inviato all'inseguimento con un gruppo di soldati e una guida indiana. È quest'ultima a spiegare che le torture imposte dai pellerossa alle loro vittime sono un rito sacro: per il loro tramite, la forza del vinto si trasmette al vincitore. Ma Ulzana è sempre più solo, abbandonato anche dai suoi uomini...
Aldrich dirige un western vigoroso (scritto da Alan Sharp), in linea col revisionismo filo-indiano dell'epoca. Appassionante e con un energico Lancaster.
L'opinione più votata
Di sasso67 scritta il 04/02/2007 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
- negative [1]
- sufficienti [1]
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5 febbraio 2012 Opinione di armonica1996 su "Nessuna pietà per Ulzana"
Un buon film, che raffigura la cattiveria del bianco sul povero indiano.
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5 giugno 2010 Opinione di emmepi8 su "Nessuna pietà per Ulzana"
Un western quasi crepuscolare, dato il personaggio di Lancaster, una storia ben costruita e ottimamente diretta, che con le sue sfumature riflessive centra perfettamente il bersaglio. Il titolo italiano naturalmente enfatizza una situazione quasi estranea e che non colpisce nel verso giusto: la violenza è messa ferocemente alla berlina. La vecchia problematica fra bianchi ed indiani è presa dal verso giusto e con tasselli inediti e senza dolciastre rifinitura, il che...
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21 giugno 2009 Opinione di orsoaudace su "Nessuna pietà per Ulzana"
Il film più violento che abbia mai visto. I primi dieci minuti sono insostenibili. Io, nel 1973, ero a Londra e mi ostinavo ad andare al cinema benchè non sapessi l'inglese. Questo ha sicuramente contribuito alla mia reazione. Mi sono alzato e me ne sono andato, non ce la facevo più a sopportare le scene tremende che si susseguivano. No, non era un film horror, era insostenibile proprio perchè maledettamente realistico. Il soldato che spara in fronte alla donna per evitarle la cattura e...
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8 maggio 2009 Opinione di jonas su "Nessuna pietà per Ulzana"
Un gruppo di Apache fugge dalla riserva e si mette a razziare spietatamente le fattorie vicine. Un plotone di soldati, guidato da un tenentino al primo comando (Bruce Davison) ma rafforzato da uno scout disilluso (Burt Lancaster) e da un esperto indiano, cognato del capo ribelle, gli dà la caccia. Un western che si colloca in una fase di transizione fra il classicismo alla Ford e il revisionismo circolante a partire dalla fine degli anni ’60. Come in Soldato blu (1970) di Ralph...
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5 aprile 2009 Opinione di PP su "Nessuna pietà per Ulzana"
Voto 5,5. Lancaster primeggia, ma il resto del cast è spaesato e clamorosamente non all’altezza. Intenzioni valide, con la volontà di non darci la solita immagine degli indiani ad una dimensione ma il risultato è fiacco. [03.04.2009]
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29 marzo 2009 Opinione di wang yu su "Nessuna pietà per Ulzana"
discreto, di lancaster ho film migliori.
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4 febbraio 2007 Opinione di sasso67 su "Nessuna pietà per Ulzana"
Domanda: perché gli indiani sono così cattivi? Risposta: per i soldati in uniforme blu lo sono per costituzione genetica ed etnica, per natura, perché sono dei selvaggi. Non sono minimamente sfiorati dal dubbio, che invece sembra instillare Aldrich, che gli Apache non avevano altra scelta, dopo che i bianchi li avevano cacciati dalle loro terre e confinati nelle riserve, ormai prive di bisonti, sterminati per fare posto alla strada ferrata. Figurativamente Aldrich si ispira, per quello...
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30 ottobre 2005 Opinione di bondjamesbond su "Nessuna pietà per Ulzana"
**1/2 Interessante anche se un pò faticoso,il western politico e amaro di Aldrich racconta la lotta invisibile e sofferta tra i fuggiaschi apache e l'autorità costituita con una certa durezza ed evidenti riferimenti al Vietnam ed al Medio Oriente.
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8 maggio 2005 Opinione di scream su "Nessuna pietà per Ulzana"
Western teso e molto coinvolgente.
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16 dicembre 2002 Opinione di ed wood su "Nessuna pietà per Ulzana"
ruvido (contro)western di Aldrich, e' una pellicola che vive di sottili paradossi: da un lato e' decisamente filo-indiano ma dall'altro puo' apparire reazionario; ed e' sempre sospero sul filo che divide la violenza (necessaria e irrazionale) dall'astuzia tattica e strategica (necessaria e razionale). E' anche un film sulla sopraffazione e l'autodistruzione. Senza speranza
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