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Regarde la mer (1997)

[Regarde la mer, Francia 1997, Thriller, durata 52']   Regia di François Ozon
Con Sasha Hails, Marina de Van, Samantha, Paul Raoux



I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Regarde la mer: assente
Ritmo ritmo in Regarde la mer: assente
Impegno impegno in Regarde la mer: assente
Tensione tensione in Regarde la mer: assente
Erotismo erotismo in Regarde la mer: assente

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La trama

Una giovane mamma, una bambina piccola, una villetta sul mare, una spiaggia solitaria. E una campeggiatrice sconosciuta, che viene a piantare la sua tenda proprio davanti alla porta di casa. 

Primo mediometraggio di François Ozon.

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 25/08/2011 - utile per 8 utenti

Voto al film: voto buono

Dopo una serie di cortometraggi, il ventinovenne François Ozon debutta “in lungo” con questo singolare film: un dramma silenzioso, che, per tutti i cinquantadue minuti della sua durata, si mantiene diabolicamente sospeso tra il carisma della seduzione ed il terrore della follia. Il quadro, apparentemente pacifico, di una giovane donna che trascorre una vacanza al mare con la figlioletta di pochi mesi, sembra destinato fin dall’inizio ad essere turbato da un timore indefinibile: un senso del pericolo incombente, che riempie il vuoto di quel luogo solitario e appartato con la stessa invasiva intensità del sole, del vento, dell’odore di salsedine. Il tutto e il niente si incontrano in quello scenario tranquillo e luminoso che, da un lato, sembra interamente occupato dalla grandezza dell’amore materno, dall’esclusiva magia che governa il rapporto tra una madre e la sua bambina; dall’altro sembra troppo bello, innocente ed indifeso per sfuggire allo sguardo avido ed eternamente vigile del male. Felicità e bontà sono concetti fragili, che nella realtà sono costantemente sotto assedio, minacciati internamente dalle tentazioni dell’istinto, ed esternamente da invidie, gelosie e perfidie di varia natura. La famiglia è un involucro soffice e tenero, tenuto insieme da legami che si possono spezzare da un momento all’altro: occorre diffidare del mondo, come di se stessi, perché basta una piccola, fugace ispirazione per far deviare l’individuo dall’abituale retta via. L’ambiguità è la forma e la sostanza di quell’insidia strisciante, che assume sia la veste passiva dell’incertezza sia quella attiva della finzione, risultando così presente su entrambi i versanti del confronto, sia nel cuore della vittima, sia nella mente del carnefice. L’universo di Ozon è pieno di figure che si muovono sul sottilissimo crinale che separa gli opposti, sia perché, loro malgrado, sono in bilico tra due possibili identità (come il protagonista del corto Une robe d’été, che forse ama gli uomini, e/o forse le donne) o si trovano al confine tra due dimensioni contigue e contrastanti (la vita e la morte, come  Romain ne Le temps qui reste),  o, al contrario, perché, intenzionalmente, praticano la falsità e conducono una doppia vita (come i personaggi di Otto donne e un mistero). In questo suo primo mediometraggio, la trama si basa unicamente su un fine gioco di indeterminatezza, una leggerissima danza di equilibri precari che tracciano un percorso oscillante, senza però mai veramente sbandare. Il dualismo tra le due protagoniste della storia - la madre della bambina e una vagabonda sconosciuta che si sistema  nel suo giardino con una tenda canadese – è l’origine di una tensione palpabile, però dal carattere imprecisato, che segna le differenze senza decidere la direzione da prendere. ESPANDI +
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SI

Opinioni su Regarde la mer


25 agosto 2011 Opinione di OGM su "Regarde la mer"
OGM

Dopo una serie di cortometraggi, il ventinovenne François Ozon debutta “in lungo” con questo singolare film: un dramma silenzioso, che, per tutti i cinquantadue minuti della sua durata, si mantiene diabolicamente sospeso tra il carisma della seduzione ed il terrore della follia. Il quadro, apparentemente pacifico, di una giovane donna che trascorre una vacanza al mare con la figlioletta di pochi mesi, sembra destinato fin dall’inizio ad essere turbato da un timore...

voto al film: OGM assegna il voto buono a Regarde la mer (1997)

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