Il pescatore di sogni (2011)
Con Emily Blunt, Ewan McGregor, Kristin Scott Thomas, Tom Mison, Rachael Stirling, Pippa Andre, Amr Waked, Catherine Steadman, Jill Baker, Dixie Arnold
La trama
Harriet (Emily Blunt) lavora come portavoce britannica di uno sceicco yemenita convinto che la pesca dei salmoni crei una forte connessione spirituale tra l'uomo e la natura. Seguendo il desiderio dell'uomo di esportare la disciplina scozzese nelle sue terre, Harriet contatta Fred Jones (Ewan McGregor), un accademico esperto di pesca che lavora per il governo britannico, e lo invita a trasferirsi in Medio Oriente per un po' di tempo. Dapprima reticente all'idea, Fred è costretto a rivedere la sua posizione.
Purtroppo si incaglia l’ultimo film di Lasse Hallström, che cerca ancora la favola attingendo stavolta da un libro pregno di satira e denso di scrittura. Le conversazioni al vetriolo, lì dipanate in forma di mail e lettere, diventano il pretesto per una storia romantica, che congiunge due anime votate ad altari diversi sotto l’egida del buon pescatore. È un’opera sul superamento degli steccati innalzati dal pregiudizio, dalla convenzione, dall’abitudine. Come tale trova i suoi momenti più felici negli scambi di sguardi e parole tra McGregor e Blunt. Solo una perfida Kristin Scott Thomas, ufficio stampa del Primo Ministro, inquina con sporadici interventi lo zucchero. Uno zucchero più semplice, privo di retrogusti irrisolti, ne avrebbe fatto un film più onesto, migliore.
SATIRA E COMMEDIA
Nel 2006 lo scrittore Paul Torday pubblica La pesca al samone nello Yemen, un romanzo che impressiona i critici per il suo geniale mix di commedia, dramma, romanticismo, humour inglese e pungente satira politica. A partire sin dall'ossimorico titolo, Torday dimostra nella sua storia come spesso ciò che all'apparenza sembra impossibile si trasformi in qualcosa di attuabile e in grado di rivoluzionare non solo l'ordine del mondo ma anche quello dei sentimenti umani. Una volta letto il lavoro di Torday, il produttore Paul Webster ha manifestato l'interesse di realizzarne un adattamento cinematografico, consapevole di essere di fronte a una grande sfida.
IL SALMONE DELLA FEDE
Per lo sceicco yemenita al centro del racconto, il salmone assume una connotazione mitica. Andando controcorrente, il salmone risale dal mare il corso di un fiume per raggiungerne la sorgente: allegoricamente, quindi, è il simbolo del cammino della gente alla ricerca della perfezione spirituale. Il desiderio di trapiantare un allevamento di salmoni nello Yemen è dunque più di ogni altra cosa una questione di fede, la stessa fede che invece manca in Alfred, lo scienziato chiamato a trasferirsi da Londra in Medio Oriente. Mentre nel romanzo di Torday Alfred è un uomo sulla cinquantina, nel film è più giovane.
INONDAZIONI E SICCITÀ SUL SET
Le vicende del film si svolgono in tre luoghi molto differenti: la città di Londra dove vive l'anonimo Arnold, le Highlands scozzesi per la residenza inglese dello sceicco e, ovviamente, i deserti dello Yemen. Dal momento che girare nello Yemen non era consigliabile, la produzione ha ricercato i posti più adatti in Giordania e Marocco, optando per la città di Ouarzazate, una zona montuosa a ridosso del Sahara, che ben ha accolto il set e che in passato ha ospitato produzioni hollywoodiane come Lawrence d'Arabia, Il tè nel deserto e Kundun.
La recensione di FilmTv
Di Chiara Bruno - FilmTV n. 20/2012
L'opinione più votata
Di lorenzodg scritta il 19/05/2012 - utile per 9 utenti
Voto al film: 
Una pellicola evocativa fin dal titolo (anzi quello italiano è ben riuscito nonostante il libro di provenienza di quello originale), spiritosa, evanescente ed irridente. Un miscuglio, non sempre ben combinato, tra sentimento(alismo) e commedia (ironico-graffiante).
“Non sono la puttanella del quartiere popolare…sono tua madre cazzo!” dice l’ufficio stampa del Primo Ministro a uno dei suoi figlioli (ritenuto poco educato nel coprirsi la testa col cappuccio della sua felpa) mentre il fido padre aspetta per accompagnarli a scuola. Nel frattempo la signora Patricia Maxwell (Kristin Scott Thomas) riceve una telefonata sulla notizia ‘sovversiva’ di una pesca al salmone nello stato dello Yemen. E che notizia! Deve far leva sul suo Capo che di pesca ne capisce ben poco. Ma per la politica si fa tutto anche l’imponderabile entra nella cerchia della notizia e del fatto da esaltare.
Alfred Jones (Ewan McGregor) è un personaggio sui-generis alle dipendenze del Ministero della Pesca e dell’Agricoltura. Un uomo poco avvezzo alle concreto semplice e alle scappatelle di primo pelo (ops... di prima serata). E tra uffici tristi e refrattari e una moglie saccente e poco amante (del marito), il dottor Jones (qui le peripezie del famoso archeologo sono mentali e poco più) non ne può più: appena gli capita l’occasione più stramba e sghemba della sua vita (rincoglionita e zerbinata) prende subito il largo e…controcorrente come i salmoni. E il salmone Alfred ammanta ogni riserva e manda in ammollo la politica del n° 10 di Downing Street!
Lo sceicco Muhammad tenta il tutto per tutto (e si sa che il denaro non conosce ostacoli) e coinvolge Alfred e Harriet Chetwode-Talbot (Emily Blunt) che diventa amica e oltre dello scienziato. La metafora è li a portata di mano ma il sensibile tocco del regista elimina alcuni difetti di base della sceneggiatura (forse troppo didascalica e fedele al testo di Paul Torday) e riesce a fantasticare il reale con dolcezza e arte soprannaturale. E sì che la pesca non è altro che un atto di fede: così lo sceicco verso il dottore (che di scienza si ispira) nel mentre un lauto pranzo rompe i convenevoli e brinda alla riuscita di un sogno. E la vita grama e repressa di Alfred prende vita e il represso istinto di amoreggiare con la natura ne imprime la gioia in un tirare la lenza della sua canna da pesca. E il Primo Ministro si ‘fa sempre una canna’ anche se non capisce un un fico secco di economia ittica. Che bella ufficio stampa che riesce a portarlo tra le terre dello sperduto Yemen dove sono in attesa elicotteri che trasportano vasche di salmoni (non quelli dei fiumi scozzesi ma…di allevamento alimentare per i poveri commensali del Regno Unito!).
La voglia sessuale gira per tutto il film non vedendosi l’ombra di un sentito orgasmo: solo l’istinto di un salmone che s’invola in alto dalle acque del fiume può liberare ogni schema e arricchire l’animo (represso) del dottore in vacanza premio. ESPANDI +
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23 maggio 2012 Opinione di AftertheFall su "Il pescatore di sogni"
film che vorrebbe incantare utilizzando la semplicità e i toni leggeri e patinati della favola, ma che invece tra recitazione e dialoghi affettati, e con le sue molte cadute di stile ("l'intromissione" dei terroristi, la ricongiunzione a mo' di carramba che sorpresa col fidanzato disperso, il finale colmo di speranza dopo la terribile catastrofe che manco michael bay...), finisce per mostrare presto il suo lato melenso e ruffiano.
voto al film: 
20 maggio 2012 Opinione di bufera su "Il pescatore di sogni"
Nulla da eccepire sulla regia di Lasse Hallstrom, funzionale per una storia tanto inverosimile eppur gradevole a prima vista, quanto furba e insincera ad un esame più profondo. Personaggi ingolfati nei loro problemi esistenziali in cerca di una svolta e con poco in comune vengono assemblati per far funzionare un progetto morto prima di nascere ( e chi di dovere lo sa bene). Assistiamo impotenti ad un susseguirsi di ovvietà (fantastiche? poetiche? necessarie per motivi...
voto al film: 
19 maggio 2012 Opinione di lorenzodg su "Il pescatore di sogni"
“Il pescatore di sogni” (Salmon Fishing in Yemen, 2012) è il diciannovesimo lungometraggio del regista svedese Lasse Hallstrom. Una pellicola evocativa fin dal titolo (anzi quello italiano è ben riuscito nonostante il libro di provenienza di quello originale), spiritosa, evanescente ed irridente. Un miscuglio, non sempre ben combinato, tra sentimento(alismo) e commedia (ironico-graffiante). “Non sono la puttanella del quartiere popolare…sono tua madre cazzo!” dice...
voto al film: 
10 maggio 2012 Opinione di miss brown su "Il pescatore di sogni"
Questo film è nato come una produzione televisiva per la BBC Films, di solito garanzia di qualità. Smentendo il titolo originale non è stato girato nello Yemen, per i turisti già infrequentabile da anni e sconvolto dal 2008 da rivolte e colpi di stato, ma nel più sicuro Marocco, presso la città di Ouarzazate e la diga sul fiume Draa. Durante la lavorazione il set è stato distrutto da violentissimi temporali e travolgenti piene per ben tre volte: ma i laici e positivisti occidentali,...
voto al film: 
10 maggio 2012 Opinione di marlucche su "Il pescatore di sogni"
Che bella cosa il pregiudizio! Ti permette di andare al cinema con le aspettative più funeste per poi dileguarsi con le prime immagini che appaiono sullo schermo. Il pescatore di sogni ha una trama così strampalata che ci avrei messo la mano sul fuoco sul fatto che fosse inguardabile. E ora mi sarei trovata come Muzio Scevola. Prodotto dalla sacrosanta BBC, che raramente sbaglia un colpo, racconta una storia che non teme di essere riassunta sinteticamente nel titolo "Salmon Fishing in...
voto al film: 
9 maggio 2012 Opinione di nickoftime su "Il pescatore di sogni"
Questa volta bisogna dargli ragione. Costantemente alla berlina per la disinvolta traduzione dei titoli che accompagnano l’uscita di pellicole straniere, il distributore italiano può andare fiero di quello assegnato all’ultimo film di Lasse Hallstrom. Un’ oculatezza derivata non solo dalla caratteristica fin troppo pragmatica di quello originale(Salmon Fishing in the Yemen)poco adatto ad una storia sintonizzata sulle frequenze del cuore e dell’amore, ma anche perché il suo...
voto al film: 
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