Reality (2011)
Con Aniello Arena, Claudia Gerini, Loredana Simioli, Nunzia Schiano, Ciro Petrone, Angelica Borghese, Nando Paone, Paola Minaccioni, Arturo Gambardella
26/05/2012
Caro Nanni, puoi rifarti: basta dare un occhio al "Reality"...
Correva l'anno 1977. Si era nel pieno degli anni di piombo. E, a maggio, c'era il Festival di Cannes. Ciò che ricordo discretamente accadde il 27 maggio: in sala, tra tanti accaldati...
di maurri 63
La trama
Per mantenere la moglie e i due figli e soddisfare i bisogni indotti dalla modernità, il napoletano Luciano (Aniello Arena) fa il pescivendolo insieme al cugino e si districa tra piccole truffe. Nel suo piccolo, ha però un grande desiderio: sogna di partecipare al reality Grande Fratello, con la speranza di avere un ritorno economico dall'avventura televisiva che gli permetterebbe di cambiare vita e futuro e di assecondare una certa dose di narcisismo insita in lui. Divenendo ossessionato dall'idea, finisce con il perdere il senso della realtà, distorcendo la percezione di ciò che lo circonda.
Grand Prix al Festival di Cannes 2012.
NOTE DI REGIA
Dal pressbook divulgato in occasione del Festival di Cannes, riportiamo le note di regia che offrono alcuni spunti interessanti per collocare quest'opera e comprendere l'approccio che Garrone ha avuto nei confronti del film.
"Dopo Gomorra (2008) volevo cambiare registro e affrontare un tipo di film differente. Per questo ho deciso di girare una commedia.
Reality è nato da una storia semplice ma vera che abbiamo trasformato per riflettere sul panorama della contemporaneità. È un viaggio fatto di anticipazioni, di speranze, di sogni. Si svolge su due livelli: il primo è esterno, geografico; il secondo è invece interno e psicologico. Questi due livelli sono tuttavia intimamente connessi e il paesaggio culturale è precisamente ciò che dà corpo ai personaggi che animano la nostra storia.
Reality è un film che parla di come noi percepiamo il reale: è la storia di un uomo che abbandona la realtà per entrare in una sua dimensione fittizia e personale. Penso a Luciano, il protagonista, come a un Pinocchio dei giorni nostri, un uomo innocente e naïf.
L'ho seguito con la mia macchina da presa come se lui stesse vivendo un'avventura fantastica. Durante le riprese ero costantemente alla ricerca di quel delicato equilibrio tra il sogno e la realtà. Ero sempre alla ricerca, anche da un punto di vista figurativo, di una certa qualità fiabesca, una sorta di realismo magico."
L'opinione più votata
Di Tato88 scritta il 19/05/2012 - utile per 6 utenti
Voto al film: 
Non mancano certo episodi ironici, dovuti soprattutto alla stravaganza del protagonista dal momento in cui inizia a sentirsi osservato, spiato e messo alla prova da una rete televisiva fantasma (?) e passando da una vita retta ad una eccessivamente prodiga (credo che Dante abbia riservato un cerchio dell’inferno a questa categoria). Il finale poi è particolarmente emozionante, colmo di suspense a limite del sopportabile e al contempo disturbante ed estremamente commovente.
Ricordo la citazione, credo attribuibile a Bigazzi, con cui mi presentarono tanto tempo fa il cinema di Garrone: “La più grande differenza tra Sorrentino e Garrone è che il primo sa sempre dove mettere la macchina da presa, il secondo no”. Ebbene, credo che questa affermazione debba essere rivista perché di certo Reality non è un film che si improvvisa. Piuttosto (almeno per questo film) direi che Paolo predilige carrelli e dolly per realizzare i suoi piani sequenza, mentre Matteo usa una più “semplice” camera a spalla, che concede quel tocco di concretezza a questa fiaba di decadenza utile a mantenere un delicatissimo e sottile equilibrio tra immaginazione e realtà.
Come accade per l’episodio siciliano di Paisà, è buffo constatare di essere noi italiani (o almeno quelli centro-settentrionali) ad essere stati quelli più in difficoltà per comprendere i dialoghi degli attori nostrani quando, spesso, parlano in napoletano stretto (vi erano sottotioli in inglese e francese). Per i distributori italiani, nel caso fosse necessario ricordarlo:metteteli anche in italiano.
19 maggio 2012 Opinione di Tato88 su "Reality"
Italiani, quest’anno a Cannes siate fieri di esserlo! Come promesso Matteo Garrone evita quasi del tutto la denuncia sociale e ci regala un film di una delicatezza e forza emotiva di rara efficacia. Spostando (questo però con poca determinazione) l’ago della bilancia sulla tragedia piuttosto che sulla commedia, Matteo realizza un film importante per comprendere che direzione sta prendendo il nostro presente. Incastonandosi tra le opere “spiriti del tempo”, Reality è la risposta...
voto al film: 
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