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Secondo cerchio (1990)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Secondo cerchio: assente
Ritmo ritmo in Secondo cerchio: assente
Impegno impegno in Secondo cerchio: molto forte
Tensione tensione in Secondo cerchio: forte
Erotismo erotismo in Secondo cerchio: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto buono a Secondo cerchio

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto buono a Secondo cerchio (voti: 2 media: 3,50) 2

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La trama

Un ragazzo torna a casa, nel Nord della Russia, dopo aver ricevuto la notizia della morte improvvisa del padre, ufficiale in pensione. Il giovane, dopo aver sbrigato con facilità la questione ereditaria, inizia la preparazione delle esequie dell'uomo, fra l'indifferenza generale, scontrandosi con la fastidiosa burocrazia rappresentata da un pubblico ufficiale irritante e puntiglioso. 

Al quarto film narrativo Sokurov mette in scena la ritualità della morte e delle antiche usanze che ancora vivono, concentrandosi sui silenzi e sulla semplicità dei piccoli gesti per ricostruire la storia di una famiglia spezzata e creare una connessione fra un la storia di un popolo e il suo passato.

L'opinione più votata

Di ed wood scritta il 16/10/2011 - utile per 6 utenti

Voto al film: voto buono

Azzardo a dire che questa opera "giovanile" di Sokurov risulta ai miei occhi più ispirata e creativa di certi suoi blasonati capolavori degli ultimi anni, ossia il suo periodo d'oro ("Padre e Figlio", "Toro"). In questo "Secondo cerchio" alberga una visione di cinema come arte pittorica in movimento: arte dei chiaroscuri e della prospettiva, resa ancora più complessa e sfaccettata da lenti ma significativi movimenti di macchina. C'è l'influsso dell'espressionismo, ma ci sono anche tracce di pittura romantica quando non di Caravaggio o Mantegna. C'è l'astrattismo di oggetti inanimati, sospesi fra un simbolismo tutto materialista e la poesia di un'illuminazione divina. Come in Tarkovskij, impareggiabile "scultore del tempo" nonchè primo referente filmico per Sokurov, lo sforzo poetico è dato proprio da questa disperata ricerca di un elemento metafisico nella mesta concretezza di foschi cubicoli annebbiati dal pulviscolo, di spoglie arrugginite, di lavandini e vasche da bagno inagibili, di cadaveri spiati dall'anticamera. Profonda riflessione sull'incomprensibilità della Morte, tocca il suo apice nella sequenza in cui il volto del padre, inquadrato e illuminato in primissimo piano, pare quasi prendere vita: ecco la metafisica, ecco lo sguardo soggettivo, ecco il cinema intimista e spiritualista rivendicato dai grandi cineasti russi, dal Disgelo ai nostri giorni.
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SI

Opinioni su Secondo cerchio


16 ottobre 2011 Opinione di ed wood su "Secondo cerchio"
ed wood

Azzardo a dire che questa opera "giovanile" di Sokurov risulta ai miei occhi più ispirata e creativa di certi suoi blasonati capolavori degli ultimi anni, ossia il suo periodo d'oro ("Padre e Figlio", "Toro"). In questo "Secondo cerchio" alberga una visione di cinema come arte pittorica in movimento: arte dei chiaroscuri e della prospettiva, resa ancora più complessa e sfaccettata da lenti ma significativi movimenti di macchina. C'è l'influsso dell'espressionismo, ma ci sono anche tracce...

voto al film: ed wood assegna il voto buono a Secondo cerchio (1990)

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