Ti stimo fratello (2012)
Con Giovanni Vernia, Maurizio Micheli, Diego Abatantuono, Susy Laude, Stella Egitto, Carmela Vincenti, Bebo Storti, Massimo Olcese
La trama
Per volere del padre che lo spinge a partecipare a un concorso per entrare nel corpo della guardia di finanza, Jonny raggiunge a sorpresa il fratello Giovanni, un ingegnere elettronico che vive a Milano e conduce una vita pacifica, lontano dalle discoteche che Jonny ama tanto frequentare. Affascinato dalla vita notturna della città, Jonny scopre il Gilez, un locale notturno molto alla moda. Nell'arco di breve tempo ne diventa una star indiscussa e conosce la giovane cameriera Alice, di cui si invaghisce. Nonostante sia fidanzato con Federica, la figlia del titolare dell'agenzia per cui lavora, anche Giovanni ha una cotta per Alice, ma la presenza di Jonny sovverte ogni suo piano.
Jonny, rincoglionito oltre i confini dell’ipotizzabile, si esprime a versi in un italiano stentato, vive in discoteca ripetendo autisticamente il tormentone “essiamonoi”. Il resto è difficilmente analizzabile con categorie critiche: la storia non esiste; nelle inquadrature in split screen i gemelli guardano nel vuoto; i raccordi di montaggio prevedono campi senza bicchiere e controcampi con bicchiere in mano; i sottotesti di denuncia (il precariato, la corruzione) sembrano infiltrazioni in sede di scrittura (?) di un bimbo che non sopporta le donne e i venditori ambulanti di rose, fastidiosamente spernacchiati.
ESSIAMONOI!!
Per realizzare Ti stimo fratello, Giovanni Vernia ha preso spunto dalla sua vita privata mettendo in scene il percorso che si è ritrovato ad affrontare dopo essersi laureato a Genova in ingegneria. Per certi versi, il suo debutto cinematografico potrebbe definirsi autobiografico visto che i gemelli Giovanni e Jonny non sono altro che le due differenti facce della stessa persona. Trasferendosi a Milano per lavoro, infatti, Giovanni comincia a conoscere anche la frenetica vita notturna della città, rimanendo colpito da coloro che la vivono pur senza dedicarsi agli eccessi di droga e alcol. Rimanendo lontano dai cliché che vedono la figura del "discotecaro" sempre al limite dell'illegalità, il personaggio di Jonny Groove è il simbolo di coloro che si dedicano alle discoteche e alla musica house per pura passione.
Portato in scena sul palcoscenico dello Zelig, prima celebre tempio del milanese di cabaret e poi programma televisivo dagli alti ascolti, Jonny Groove è stato prima al centro di numerose iniziative editoriali e musicali dal buon successo che hanno convinto Giovanni Vernia e Paolo Uzzi a mettere in scena lo spettacolo teatrale Essiamonoi, in cui si ripercorreva la genesi del personaggio e che ha fatto da spunto per il film.
ZELIG E CINEMA, AMORE E ODIO
Approdando al cinema, Jonny Groove va ad arricchire la schiera di personaggi comici che dal palcoscenico dello Zelig è passata sul grande schermo nella speranza di mantenere inalterati fama e successo. Del resto, lo Zelig è nato a Milano come locale di cabaret strizzando l'occhio al cinema, a partire dal nome scelto in omaggio alla comicità di Woody Allen, e avendo tra i cofondatori Gabriele Salvatores, futuro premio Oscar per Mediterraneo. Nonostante le fila del tendone di viale Monza abbiano ospitato nel corso degli anni i primi passi di comici divenuti in seguito capisaldi della commedia e della televisione italiana tra gli Anni Novanta e Duemila, come Antonio Albanese, Luciana Littizzetto, Silvio Orlando, Paolo Rossi, Claudio Bisio, Lella Costa, Aldo, Giovanni e Giacomo e Angela Finocchiaro, si deve alla programmazione televisiva dello show, registrato per Mediaset, il successo di molti personaggi che lì hanno iniziato a farsi conoscere.
Nel fare un excursus dei nomi consacratisi presso il grande pubblico anche attraverso il cinema non si può non partire dai conduttori. Sono loro i primi a cui la comicità ha giovato, rilanciando carriere che stentavano a decollare. Alla conduzione di Zelig, Claudio Bisio deve lo straordinario successo di Benvenuti al sud e del suo seguito, titoli nei quali ha potuto portare in scena la stessa comicità diretta e irriverente che usa sul palco, tant'è che quando tenta di staccarsi da quel tipo di schema conclamato che lo vede protagonista di sketch in cui recita a seconda delle occasioni la parte della vittima o del carnefice il pubblico delle sale sembra non rispondere (si pensi ad esempio allo scarso riscontro al botteghino di Bar Sport, di cui Bisio è protagonista).
La recensione di FilmTv
Di Claudio Bartolini - FilmTV n. 11/2012
L'opinione più votata
Di Simon Menika scritta il 11/03/2012 - utile per 3 utenti
Voto al film: 
25 marzo 2012 Opinione di danandre67 su "Ti stimo fratello"
credevo molto peggio ,la trama non e male, ma ci sarebbe voluto Zalone x rendere il tutto piu' divertente
voto al film: 
20 marzo 2012 Opinione di orsotenerone su "Ti stimo fratello"
Non sarà certo un film da ricordare negli annali, e non credo nemmeno sia tra gli obiettivi di chi lo ha prodotto, diretto ed interpretato. Il Fenomeno Giovanni Vernia, da Zelig al cinema, ha fatto un grande passo, ma ha dismostrato di avere stoffa, e di poter tenere bene il confronto con una pellicola. E nel futuro potremmo vederlo ancora all'opera anche in film più corposo, seppur magari sempre nel filone comico-commedia. Il film ha una trama molto leggera, ed è adatta per...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di kael80 su "Ti stimo fratello"
Male male: Jonny Groove, il doppio demente di Giovanni Vernia (che, ironia del caso, è più simpatico del suo interprete) è un personagigo studiato a tavolino per scimmiottare un pubblico in cerca di facile regressione. E il film lo dimostra: scarsa perizia tecnica (neanche ai livelli dei film di Zalone, ma per favore...), intrepreti poco convinti e convincenti (anche perché pre recitare alcune battute ci va più incoscienza che coraggio) e ovviamente sceneggiatura inconsistente....
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di Booh su "Ti stimo fratello"
La musica da discoteca probabilmente è la cosa più notevole, dal resto qualche risata la strappa, ma non così tante da meritarsi almeno la sufficienza, non mi è piaciuto e forse era meglio se non spendevo soldi per andarmelo a vedere.
voto al film: 
14 marzo 2012 Opinione di Gangs 87 su "Ti stimo fratello"
Non sempre un fenomeno riesce a dimostrare la sua fenomenalità, soprattutto quando non c'è. E' il caso, non poco curioso, di Giovanni Vernia, meglio conosciuto come Jonny Groove, che, in tv, riesce a dare il meglio di se (ammetto di sembrare un'idiota quando rido, piegata in due, alle sue battute) e che, al cinema, rende meglio di niente. Film fiacco, senza una trama coinvolgente, scorre lento e impastato rendendo, l'intera visione, pesante e insopportabile. Il ritmo s'impenna solo, ed...
voto al film: 
13 marzo 2012 Opinione di ico su "Ti stimo fratello"
Un personaggio come Johnny Groove poteva addirittura ambire ad uno studio sociologico sul quell' “amaro” sottobosco delle discoteche, dove denaro, droga e prostituzione la fanno da padrone; naturalmente sfruttando la vena surreale del soggetto o azzardare anche un filo di perfidia “pietosa” come negli “sconvolt quiz” de Le iene. Invece, come al solito, siamo dalle parti del cazzeggio duro e puro, di un Abatantuono al punto più basso della carriera, dei quadretti familiari...
voto al film: 
11 marzo 2012 Opinione di Simon Menika su "Ti stimo fratello"
Debutto al cinema per il comico di Zelig che interpretava il personaggio di Jonny Groove: Giovanni Vernia. Come esordio direi discreto, grazie al suo "doppio personaggio" idiota, ma allo stesso tempo simpatico e divertente. La trama di questo film è il riassunto della siua vita: nella realtà è un ingegniere elettronico, suo padre è originario dalla Puglia, è nato a Genova e si è trasferito a Milano per cercare lavoro... comunque è una trama "decente". Qui Vernia interpreta due ruoli...
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