Il mostro di Magendorf (1958)
Con Heinz Rühmann, Sigfrit Steiner, Siegfried Lowitz, Michel Simon, Heinrich Gretler, Gert Fröbe, Berta Drews, Ewald Balser, Roger Livesey, María Rosa Salgado
La trama
In Svizzera una bambina viene trovata uccisa a coltellate nel bosco vicino a un paese. È l'inizio di una concitata indagine da parte della polizia cantonale, assunta nella fattispecie da un commissario (Heinz Rühmann) a cavallo del pensionamento. I sospetti cadono su un venditore ambulante (Michel Simon), che viene incarcerato e interrogato, e che poi si suicida. Il commissario è tuttavia l'unico convinto della sua innocenza. Andato in pensione, decide di scovare comunque il maniaco omicida, perché teme fondatamente che uccida ancora. Collega così l'omicidio con altri delitti simili perpetrati nella stessa vallata e lentamente raccoglie minuscoli indizi, mettendosi persino a fare il benzinaio sulla strada dove sospetta che l'assassino passi spesso. Ma la macchina indagatoria che ha messo in piedi rischia pericolosamente di sfuggirgli di mano.
L'opinione più votata
Di Baliverna scritta il 04/10/2011 - utile per 2 utenti
Voto al film: 
Il fatto che il commissario pensionato in qualche modo si serva di un'altra bambina per scovare il maniaco assassino sembra instillare nel film una certa ambiguità morale, che consisterebbe nell'usare il male per giungere al bene. Tale ambiguità secondo me però non è tale. E' diversa, ad esempio, da certi film come La Jena di Robert Wise. Il protagonsita afferma infatti di aver sottovalutato i rischi a cui esponeva la bambina, che calcolava di poter proteggere con sicurezza. Si pente anche della sua sottovalutazione del pericolo; ed ecco che l'accusa di ambiguità morale secondo me deve cadere.
Il film apre anche una piccola finestra sulla chiusura e sui pregiudizi delle piccole comunità montane nella perfetta Svizzera, che vogliono linciare il sospettato, e condannano all'ostracismo mamma e figlia solo perché piantate dall'uomo che avrebbe dovuto stare con loro.
La vicenda ci tiene col fiato sospeso, nonostante lo spettatore scopra l'assassino prima del protagonista, fino a giungere ad un finale di grande tensione. Bravissimo Heinz Rühmann, ma molto bravi anche gli altri principali attori, persino la bambina. Lo stesso romanzo fu portato sullo schermo altre volte, l'ultima da Sean Penn con "La promessa" (2001). Considerato l'alto livello artistico del film, proprio non si capisce perché in Italia sia sparito dalla circolazione.
4 ottobre 2011 Opinione di Baliverna su "Il mostro di Magendorf"
Bellissimo questo giallo ambientato tra le valli e le montagne elvetiche. Il regista di "Marcellino pane e vino" stupisce per lo stile e la fermezza nel condurre una vicenda che non scricchiola mai, e non conosce momenti di stanca. Con il film che ha reso famoso Ladislao Vajda questa pellicola ha in comune solo l'argomento dell'infanzia innocente, qui però minacciata da un individuo che non potrebbe essere più odioso. Vengono pure messe in luce le dinamiche psicologiche dentro di lui che...
voto al film: 
-
Voto:












