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La notte (1960)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in La notte: assente
Ritmo ritmo in La notte: minimo
Impegno impegno in La notte: presente
Tensione tensione in La notte: presente
Erotismo erotismo in La notte: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a La notte

Il voto degli utenti

Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a La notte (voti: 57 media: 4,04) 57

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La trama

L'unione dello scrittore Giovanni e di sua moglie Lidia è ormai arrivata a un punto morto. Tra noia, flirt abbozzati e vagabondaggi senza meta, i due, a volte insieme, a volte separati, passano una giornata grigia, attanagliati dal loro malessere interiore. L'alba del giorno dopo li sorprende però in un attimo fugace di felicità.  

Secondo capitolo della cosiddetta trilogia esistenziale ("L'avventura", 1960 e "L'eclisse", 1962). Datato nei temi e nell'humus, il film si salva nella magistrale regia di Antonioni, e Jeanne Moreau è in stato di grazia. Nelle sequenze della festa si riconoscono Salvatore Quasimodo, Valentino Bompiani e un giovanissimo Umberto Eco.

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L'opinione più votata

Di Snaporaz68 scritta il 20/12/2010 - utile per 9 utenti

Voto al film: voto ottimo

Le decisioni e i propositi di un uomo sono una semplice oscillazione tra fuga e desiderio
 
 Dopo i climi caldi de l”Avventura” Antonioni si getta nelle acque gelide della padania in un apologo tra esistenzialismo e nichilismo. Facciamo una piccola escursione letteraria: nel film la giovane Valentina (Monica Vitti, splendida attrice non protagonista) figlia di un industrialotto padano, legge la famosa trilogia I Sonnambuli di Hermann Broch(anche lui figlio di un industriale che rinnegherà la sua carriera nella fabbrichetta e si darà alla letteratura e alla saggistica). Bene, la trilogia di Broch è composta da: 1888: Pasenow o il romanticismo , 1903: Esch o l'anarchia , 1918: Huguenau o il realismo. Nel primo capitolo, il protagonista Joachim Pasenow è costretto a lasciare l'affascinante Ruzena per sposare Elisabeth, fanciulla nobile a lui predestinata dalla famiglia. Joachim si adegua, pur nella confusa percezione che il mondo patriarcale dell'aristocrazia è ormai condannato. Nel secondo capitolo protagonista è Esch, contabile licenziato da una ditta di Colonia. Cercando nuovi lavori, vive con sgomento l'espansione industriale, le lotte sociali, l'organizzazione operaia che gli sembrano contrassegni del mondo in disordine e dell'anarchia.. Pasenow e Esch si ritrovano nella terza parte, ambientata in una cittadina renana a ridosso del fronte. Perplessi e fuori gioco assistono all'ascesa di Huguenau, disertore e affarista, uomo dei tempi nuovi, esempio di quei "morti viventi" destinati forse a dominare il mondo. Tutti e tre agiscono senza coscienza, più portati alla deriva dalle correnti del caso, come sonnambuli. Fra i tre il vincitore sarà proprio il più cinico e il più afinalistico, un vero e proprio Berlusconi ante litteram.
 
E alla deriva, sonnambuli, svolazzanti come foglie morte sono i due coniugi in crisi, lo scrittore Giovanni Pontano (un Marcello Mastroianni meno brillante del solito) e la moglie Lidia (Jeanne Moreau che rimane comunque al di sotto della prestazione di Monica Vitti) sullo sfondo di un paesaggio industriale caotico, assordante e disumano. Un vero pantano dell’anima dove la verticalità (pensate alla lunga inquadratura di Milano dall’ascensore) non è sinonimo di grandezza ma solo di nauseabonda vertigine.
Il film si apre con l’agonia di Tommaso, il migliore amico della coppia (e da sempre innamorato di Lidia), costretto a letto da una malattia incurabile, trattato con morfina e che ha ancora la forza e l’autoironia per esclamare “L’operazione è riuscita, ma il paziente è morto”. La reazione di Lidia e Giovanni a questa imago mortis è differente: la prima non regge e fugge via a piangere in disparte, il secondo si getta tra le braccia di una degente dello stesso piano della clinica. Giovanni continua a fingere, continua la sua fuga dalle responsabilità, è scontento di tutto anche del suo successo come scrittore. ESPANDI +
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SI

Opinioni su La notte


27 maggio 2012 Opinione di sasso67 su "La notte"
sasso67

Chi sono "i vivi e i morti" (è il titolo che Lidia suggerisce a Giovanni, dopo l'incontro di quest'ultimo con una ragazza ninfomane) nella società che Antonioni descrive? Sono davvero vivi tutti quei personaggi che si muovono come zombi alla festa dell'industriale Gherardini, pronti ad animarsi di una vitalità animalesca solo allo scoppio di un temporale, come i non-morti risvegliati da un'improvvisa scarica elettrica? La notte è il momento di confrontarsi con fatti fondamentali, come la...

voto al film: sasso67 assegna il voto buono a La notte (1960)

nessun commento
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28 novembre 2011 Opinione di mm40 su "La notte"
mm40

Questa raccontata da Antonioni è La notte e non semplicemente Una notte, perchè si tratta di un'esperienza condivisa da innumerevoli coppie, è l'imparziale ritratto della silenziosa, quasi impercettibile decadenza di una relazione che ha esaurito gli stimoli per proseguire: qualcosa di molto preciso e comunemente noto. Il regista de L'avventura torna sul disfacimento dei sentimenti e dei desideri, sull'equivocabilità degli stessi e sulle rinnovate necessità emotive dell'individuo nella...

voto al film: mm40 assegna il voto buono a La notte (1960)

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20 dicembre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "La notte"
Snaporaz68

Le decisioni e i propositi di un uomo sono una semplice oscillazione tra fuga e desiderio    Dopo i climi caldi de l”Avventura” Antonioni si getta nelle acque gelide della padania in un apologo tra esistenzialismo e nichilismo. Facciamo una piccola escursione letteraria: nel film la giovane Valentina (Monica Vitti, splendida attrice non protagonista) figlia di un industrialotto padano, legge la famosa trilogia I Sonnambuli di Hermann Broch(anche lui figlio di un...

voto al film: Snaporaz68 assegna il voto ottimo a La notte (1960)

2 commenti
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9 ottobre 2010 Opinione di clario su "La notte"
clario

La notte è un film sul lato esistenzialista della borghesia negli anni del boom economico. L'esistenzialismo è un atteggiamento tipicamente moderno (non contemporaneo) caratterizzato dall'introspezione e dall'elucubrazione, sostanzialmente da una noia di esistere strettamente legata a una forma di solipsismo ed egotismo accentuati. Trasposta nell'ambiente della borghesia, dei benestanti, l'esistenzialismo raggiunge la sua forma più meschina, diventa un capriccio, tra i...

voto al film: clario assegna il voto sufficiente a La notte (1960)

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21 agosto 2010 Opinione di Utente rimosso (signor joshua) su "La notte"
Utente rimosso (signor joshua)

Ciò che non può essere comunicato, non può essere colto. Eppure Antonioni c'è riuscito a farlo cogliere, è riuscito nell'impresa titanica di creare una condizione accettabile per far trasparire uno stato d'animo che solo l'immagine pura può far trasparire a pieno, sottolineata da parole confuse, da concetti che possono essere compresi solo accompagnandoli dalle azioni dei personaggi che li pronunciano. Tutta la vicenda è classica, tutto...

voto al film: Utente rimosso (signor joshua) assegna il voto buono a La notte (1960)

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17 aprile 2010 Opinione di luca826 su "La notte"
luca826

VOTO 8+ FOLGORANTE Antonioni esprime tutta la sua poetica, può risultare anche compiaciuta e forzata, ma sicuramente non è mai banale e nella sua complessità spaventa ed affascina. L'incomunicabilità, la crisi dell'intellettuale, della borghesia (cinica, stupida, arrogante, volgare e decadente), il senso di sofferenza totale (grandissime le sequenze geometriche con la Moreau e gli edifici freddi, di cemento armato, in una Milano deserta), frasi memorabili ("Io...

voto al film: luca826 assegna il voto buono a La notte (1960)



29 dicembre 2009 Opinione di toni70 su "La notte"
toni70

Voto: 6/7. Milano e la sua borghesia negli anni 60 fanno da sfondo a questo secondo capitolo dedicato all'incomunicabilità. In questo film, a mio parere meno completo rispetto all'avventura, Antonioni prende spunto dall'annoiata vita matrimoniale di una normale coppia borghese per cercare di dare forma ad un sentimento alquanto sfuggevole: il consistente e pesantissimo vuoto che circonda la realtà in cui vivono e le persone di cui si circondano. E' una lenta e angosciante...

voto al film: toni70 assegna il voto sufficiente a La notte (1960)


21 settembre 2009 Opinione di OGM su "La notte"
OGM

Il mondo di Antonioni è un teatro lunare di personaggi legati dal vuoto, attratti dal buco nero del non detto. L'universo umano è una galassia, in cui i destini individuali si muovono come corpi celesti in rivoluzione. Ogni incontro è la momentanea sovrapposizione di due campi gravitazionali, che provoca una lieve deviazione della traiettoria, senza però sconvolgere le congiunzioni planetarie. Ognuno rimane vincolato alla propria orbita, che per Giovanni è...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a La notte (1960)

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11 marzo 2009 Opinione di jonas su "La notte"
jonas

Concettualmente è simile a La dolce vita: la noia esistenziale di una coppia viene scossa dalla morte di un amico, e alla fine l’alba porta un barlume di vita. Però tutto è raccontato alla Antonioni, ossia cercando di esasperare al massimo lo spettatore. Ci si salva in parte grazie agli interpreti Mastroianni e Moreau. Dato che l’umanista quattrocentesco Giovanni Pontano aveva celebrato nelle sue poesie le gioie della vita matrimoniale, la scelta di assegnare...

voto al film: jonas assegna il voto sufficiente a La notte (1960)

6 commenti

29 settembre 2008 Opinione di steno79 su "La notte"
steno79

Dramma dell'alienazione borghese all'interno della società neocapitalistica italiana degli anni '60 centrato su una coppia in crisi e sul suo breve percorso fra una visita a un amico morente e una festa in casa di un ricco industriale che sancirà definitivamente la fine del loro rapporto. Tra i due personaggi quello della moglie è il meglio costruito, grazie anche a una sensibile e intelligente interpretazione di Jeanne Moreau. (memorabile la sua passeggiata da sola per...

voto al film: steno79 assegna il voto buono a La notte (1960)




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