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Opinione di clario su La notte





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09/10/2010 voto al film: voto sufficiente

Sul film

La notte è un film sul lato esistenzialista della borghesia negli anni del boom economico. L'esistenzialismo è un atteggiamento tipicamente moderno (non contemporaneo) caratterizzato dall'introspezione e dall'elucubrazione, sostanzialmente da una noia di esistere strettamente legata a una forma di solipsismo ed egotismo accentuati. Trasposta nell'ambiente della borghesia, dei benestanti, l'esistenzialismo raggiunge la sua forma più meschina, diventa un capriccio, tra i tanti di chi a causa della ricchezza, o a ricchezza acquisita, ha perso il mordente nell'agire quotidiano, e si racchiude in un mondo narcisistico e improntato al soliloquio, dove niente dà soddisfazione a parte parlare di sé. I personaggi, intellettuali e ricchi, che appaiono nel film vivono ognuno a suo modo questo stato di abbandono, risultando nonostante la bella parvenza, brutti e ancor più poveri (in senso lato) della parte ignorante della popolazione, che appare nel film intenta in prosaiche attività per accentuare il divario con i primi. Ma l'ambiente intellettuale e borghese raggiungendo la perfezione civile formale ha perso la genuinità del sentimento, che diventa artificioso, dove le parole vengono pensate ma non dette e assumo, sempre per una ricercatezza formale, un carattere inconsistente e vacuo. Come le esistenze dei protagonisti, che si muovono in un mondo perfetto anche nella sua vacuità, persi nell'ampollosità del loro narcisismo, e incapaci di ritrovarsi perché ormai anche i mezzo principale per ritrovare qualcosa di vero, la comunicazione, risulta artificiosa e sterile. Arrivati al punto di non riconoscersi neanche nel proprio passato, quantomai nel presente, il futuro appare come qualcosa di angoscioso e temibile.


SI

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