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L'era legale (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'era legale: presente
Ritmo ritmo in L'era legale: presente
Impegno impegno in L'era legale: presente
Tensione tensione in L'era legale: assente
Erotismo erotismo in L'era legale: assente

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto mediocre a L'era legale

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La trama

Napoli, 2020. Partendo dal basso dei Quartieri Spagnoli, Nicolino Amore riesce a farsi eleggere sindaco di Napoli e, come quasi tutti i suoi predecessori, pensa solo al proprio benessere economico fino a quando un'improvvisa crisi gli apre gli occhi, portandolo a interessarsi del benessere della città e dei suoi abitanti, da sempre alla mercé della camorra. Per battere la malavita, ha un'idea geniale: legalizzare le droghe e considerare i tossicodipendenti alla stregua di malati. In questo modo, riduce gli introiti della camorra, che si ritrova con le spalle al mondo, e in breve tempo Napoli diventa una delle città più efficienti al mondo. 

Enrico Caria ritorna con una sbrindellata pseudo docufiction che ha il bizzarro sapore di uno scalcinato apologo zavattiniano. Commentata da personaggi come Tano Grasso e Giancarlo De Cataldo, la parabola del sindaco Amore evoca alcuni scandali dell’ex primo cittadino napoletano Iervolino (le conversazioni registrate) e, inevitabilmente, sembra in ritardo rispetto agli exploit berlusconiani. Cavalcando l’onda dell’ottimismo generata dall’insediamento di De Magistris in consiglio comunale, Caria realizza un film che assomiglia a uno zapping fra le Tv private campane (con Canale 21 a farla da padrone). Cialtrone e sincero, L’era legale è un film populista e provocatorio.

La recensione di FilmTv

Di Giona A. Nazzaro - FilmTV n. 2/2012

Enrico Caria ritorna con una sbrindellata pseudo docufiction che ha il bizzarro sapore di uno scalcinato apologo zavattiniano. La premessa fantascientifica del film, prodotto da Renzo Rossellini, è che nell’anno 2020 nel capoluogo campano la camorra è stata sconfitta. Dietro questa impresa erculea si cela un piccolo uomo ridicolo, il sindaco Nicolino Amore (il Patrizio Rispo di Un posto al sole). Sottoproletario che si fa largo fra le maglie della società dello spettacolo, come un Masaniello televisivo diventa sindaco e, al momento opportuno, fa la cosa giusta. ESPANDI +

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