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In the Land of Blood and Honey (2011)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in In the Land of Blood and Honey: assente
Ritmo ritmo in In the Land of Blood and Honey: assente
Impegno impegno in In the Land of Blood and Honey: assente
Tensione tensione in In the Land of Blood and Honey: assente
Erotismo erotismo in In the Land of Blood and Honey: assente

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Trailer originale | Sottotitoli francese

In the Land of Blood and Honey Trailer originale | Sottotitoli franceseplay

05/12/2011

Angelina Jolie, sangue e miele

 Negli ultimi tempi nel parlare di Angelina Jolie si corre il rischio di finire prigionieri delle cronache dei settimanali di gossip, pronti a gridare l'ultimo vezzo della più...

di Spaggy

La trama

Prima che divampasse la guerra in Jugoslavia, Daniel e Ajla si sono amati. Con lo scoppio del conflitto, invece, si ritrovano su fronti opposti, sono nemici: lui è un soldato serbo mentre lei è una prigioniera bosniaca, tenuta rinchiusa nello stesso campo in cui Daniel si ritrova a far da guardia. Dei tempi del loro amore sembra passato un secolo e il violento scontro etnico generatosi ha rubato loro anche il futuro. Messi nuovamente uno di fronte all'altra, non possono però dimenticare quello che hanno vissuto e il loro rapporto si evolve, diventa più complesso e incerto, schiacciato dal peso terribile che la guerra addossa sulla gente comune come loro. 

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 04/03/2012 - utile per 5 utenti

Voto al film: voto sufficiente

L’esordio alla regia di Angelina Jolie non poteva essere diverso: da un’attrice di Hollywood da sempre impegnata in cause umanitarie non ci si poteva aspettare altro che un moderno melodramma d’amore e di guerra, incentrato sulla sofferenza femminile, di madri, mogli, amanti. Il recente conflitto nei Balcani fa da sfondo alla tormentata vicenda sentimentale tra Ajla, una giovane pittrice bosniaca di fede musulmana, e Danijel, un ufficiale dell’esercito serbo.  Un romanzo incentrato sulla più classica delle tragedie, alla quale non vuole rispettosamente aggiungere nulla: per questo motivo rinuncia alla riflessione morale, per puntare tutto sull’instabilità e sull’immediatezza delle emozioni. Anche l’approfondimento psicologico risulta incompiuto, e i caratteri dei personaggi appaiono indefiniti – e quindi, forse, tali da possedere connotati universali -  mentre il rapporto tra i due protagonisti assume le sembianze di un legame impalpabile,  inequivocabilmente presente ma impossibile da analizzare con argomenti razionali. Contrariamente a quanto polemicamente rilevato da una parte del pubblico americano, questo non è un film politico: il tenore del racconto è troppo dimesso e trattenuto per poter offrire lo spunto ad un dibattito. In questa storia gli autori dei genocidi sono i cattivi, però non ci sono i buoni: ci sono, inevitabilmente le loro vittime, ma, da una parte e dall’altra, mancano del tutto gli eroi. Non c’è materia a sufficienza per una presa di posizione. E nemmeno per capire se quell’amore sia vero o finto, giusto o sbagliato. Il responso deve per forza rimanere sospeso, come si addice alle questioni fondamentali che si pongono nei momenti in cui l’umanità è in crisi. Per narrarle, non si può fare a meno di assumere un determinato punto di vista, ma ci si può astenere dal giudicare il modo in cui essa vengono affrontate da chi ne è direttamente coinvolto. Una scelta dettata dalla prudenza o dall’ingenuità: difficile è, in questo caso, individuare esattamente l’origine di un approccio che, pur rivelando una sincera passione per la problematica,  si arresta in superficie. Ciononostante riesce a mantenere, dal primo all’ultimo istante, un buon livello di tensione,  ancorato all’incertezza e allo sconcerto provocati dall’inimmaginabile escalation della violenza in un contesto inizialmente pacifico. In the Land of Blood and Honey parla dei fatti che accadono  all’improvviso, e senza un perché,  e che diventano paradossali se inseriti in un quadro di generale caos, quando gli eventi creano inspiegabili divisioni e pericoli mortali. In un istante si compiono i destini, e la capacità di decidere va in tilt, innescando svolte inaspettate. Occorre agire subito e non c’è il tempo di pensare, soprattutto a ciò che si sta provando: forse, in certe situazioni estreme, la realtà è davvero come questo film. O forse, invece, è tutt’altra cosa.   
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SI

Opinioni su In the Land of Blood and Honey


4 marzo 2012 Opinione di OGM su "In the Land of Blood and Honey"
OGM

L’esordio alla regia di Angelina Jolie non poteva essere diverso: da un’attrice di Hollywood da sempre impegnata in cause umanitarie non ci si poteva aspettare altro che un moderno melodramma d’amore e di guerra, incentrato sulla sofferenza femminile, di madri, mogli, amanti. Il recente conflitto nei Balcani fa da sfondo alla tormentata vicenda sentimentale tra Ajla, una giovane pittrice bosniaca di fede musulmana, e Danijel, un ufficiale dell’esercito serbo.  Un romanzo incentrato...

voto al film: OGM assegna il voto sufficiente a In the Land of Blood and Honey (2011)

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