Alcuni giorni nella vita di Oblomov (1980)
Con Oleg Tabakov, Elena Solovei, Andrei Popov, Yury Bogatyrev
La trama
Oblomov è un aristocratico proprietario terriero che ha in noia il mondo e preferisce dormire e rifugiarsi nei suoi sogni. Ha rinunciato alla carriera, a scontrarsi con le grettezze della vita sociale, e nemmeno l'amore per la bella Olga potrà strapparlo alla sua scelta. Bel film di Michalkov, dal romanzo di Goncarov: vasti paesaggi, accurata ricostruzione d'ambiente, ispirata adesione al personaggio.
L'opinione più votata
Di angelina scritta il 19/02/2012 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
"Liberatosi dalle preoccupazioni lavorative,Oblòmov amava sprofondare nel mondo da lui stesso creato.
Gli erano consone le delizie di elevati intenti e non era estraneo alle afflizioni comuni all'umanità tutta.Nel profondo dell'anima piangeva amaramente,a volte,sulle disgrazie dell'umanità;provava sofferenze oscure,senza nome,e malinconia,e aspirazione a qualcosa di remoto,a quel mondo,verosimilmente,verso il quale era solito trascinarlo Stolz.Dolci lacrime gli scorrevano lungo le guance..."
Ivan Aleksandrovic Goncarov "Oblòmov",1858
Il'ià Il'ic Oblòmov (Oleg Tabakov),nobile di nascita,possidente terriero di una proprietà di trecentocinquanta anime,Oblòmovka,in una provincia ai confini con l'Asia,dove ha trascorso la sua infanzia sognante e incantata,vive ormai da lungo tempo a Pietroburgo,dove passa le giornate steso su un divano,in una stanza polverosa e ingombra di oggetti,accudito dal fedele,devoto e lamentoso Zachar (Andrej Popov).
"Stare disteso per Il'jà Il'ic non era nè una necessità,come per un malato o per una persona che vuol dormire,nè un fatto contingente,come per chi è stanco,nè un piacere,come per un pigro:per lui era una condizione normale."
Solo l'amico d'infanzia Andrej Stolz (Jurij Bogatyrev),a cui è profondamente legato,riesce a scuoterlo dalla sua apatia,e a trascinarlo,pur controvoglia,nel turbine della sua vita dinamica e affaccendata.
E' in un elegante salotto pietroburghese che Andrej gli presenta l'incantevole Olga Illinskaja (Elena Solovej),che canta divinamente e di cui lui stesso è apertamente invaghito.
"Per tutta la settimana successiva quasi non si separarono.Olga con loro si sentiva completamente a proprio agio,come con nessun altro.Conosceva bene Andrej Stolz,lo considerava suo amico,lo amava perchè la divertiva sempre e non permetteva che si annoiasse,ma lo temeva anche un pò,poichè si sentiva troppo bambina rispetto a lui.Stolz la ammirava in modo disinteressato.Ella era ai suoi occhi soltanto una fanciulla adorabile,che dava grandi speranze.
Com'era tutto bello,come si erano affiatati tutti e tre,in che modo naturale aveva fatto la conoscenza di Oblòmov.Oblòmov era più semplice di Stolz,più buono,non la faceva ridere come lui,in compenso la faceva ridere di se stesso e perdonava così presto le burle..."
Stolz,in procinto di partire per l'estero affida l'amico alle cure di Olga,con il compito di vincere la sua maliconica indolenza e restituirlo alla vita.Arriva l'estate, Oblòmov affitta una dacia vicino a quella di Olga e trascorre insieme a lei tutte le sue giornate.
Adesso conduce una vita attiva,si alza presto,legge i libri che Olga gli consiglia,fa progetti di cambiamenti per la sua tenuta di Oblòmovka e ricambia con tenerezza il suo amore.
Ma è una breve illusione.Prima in modo confuso,poi sempre più chiaramente,Il'ja Il'ic comprende che non potrà mai dare ad Olga quella pienezza di vita di cui la sua anima ha bisogno di nutrirsi e,al ritorno di Stolz,lascia immediatamente la campagna e torna a Pietroburgo,dove si insedia con Zachar nel periferico rione di Vyborg,nella modesta casetta di Agàfja Matveevna,una giovane vedova,dolce e operosissima,che lo circonderà di ogni cura e attenzione e gli permetterà di ritornare alla quieta,appartata vita di sempre,ricordando con tenerezza,ma senza nostalgia, quell'incantevole estate. ESPANDI +
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19 febbraio 2012 Opinione di angelina su "Alcuni giorni nella vita di Oblomov"
"Liberatosi dalle preoccupazioni lavorative,Oblòmov amava sprofondare nel mondo da lui stesso creato. Gli erano consone le delizie di elevati intenti e non era estraneo alle afflizioni comuni all'umanità tutta.Nel profondo dell'anima piangeva amaramente,a volte,sulle disgrazie dell'umanità;provava sofferenze oscure,senza nome,e malinconia,e aspirazione a qualcosa di remoto,a quel mondo,verosimilmente,verso il quale era solito trascinarlo Stolz.Dolci lacrime gli scorrevano lungo le...
voto al film: 
26 novembre 2010 Opinione di almodovariana su "Alcuni giorni nella vita di Oblomov"
Un bellissimo film molto fedele al romanzo di Goncarov con ottimi interpreti e immagini suggestive; belli i flashback sull'infanzia di Ilja Ilic e le immagini di San Pietroburgo sotto la neve. Consigliato a chi ha amato "Fanny e Alexander" di Bergman
voto al film: 
27 aprile 2010 Opinione di chribio1 su "Alcuni giorni nella vita di Oblomov"
film che mi ha spiazzato in molti punti.L'ho trovato stranamente e non me l'aspettavo,simile a "Picnic ad Hanging Rock" del '76,specialmente nei primissimi 5' e nei flashback seguenti nei quali si vedeva il piccolo Oblomov e si sentiva in sottofondo della musica che mi ha ricordato molto da vicino il film sopracitato x intenderci musica spaziale alla Tangerine Dream che bene si mescolava alle sequenze del piccolo bambino e non la musica del flauto di Pan di Zamfir sempre del film...
voto al film: 
17 giugno 2009 Opinione di kotrab su "Alcuni giorni nella vita di Oblomov"
Un grande film sotto ogni aspetto: Mikhalkov dosa benissimo gli umori del patetico, del comico e di un leggero carattere grottesco ogni tanto, in una vicenda di decadenza che trova qualche scossa briosa nell'amicizia e una meta travagliata nell'amore. Stupendi in particolare la sequenza passionale durante un temporale nel parco e il finale immerso nel verde. 8
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18 settembre 2003 Opinione di ed wood su "Alcuni giorni nella vita di Oblomov"
intenso e profondo ritratto di un "inetto a vivere", raccoglie alla meglio lo spirito di tanta letteratura decadente del tardo 800. Oscilla tra il grottesco e l'amaro, e attraverso il personaggio del protagonista filtra un'acuta critica della nobilta', anche di quella apparentemente piu' attiva e vitale. Ma e' anche e soprattutto una riflessione su temi alti come il senso della vita, la memoria e l'oblio, l'opportunita' di dare una svolta alla propria vita e infine l'amore.
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