Gli occhiali d'oro (1987)
Con Philippe Noiret, Rupert Everett, Valeria Golino, Stefania Sandrelli
La trama
A Ferrara, nel 1938, Davide Lattes (Everett) è uno studente universitario ebreo innamorato di Nora (Golino). Lei però, intuendo il vento del razzismo montante, decide di mettersi al sicuro e sposa un potente gerarca. Contemporaneamente, Davide è testimone di un'altra storia di emarginazione, perché il protagonista di cui diventa amico, il maturo dottor Athos Fadigati (Noiret), è omosessuale.
Il romanzo di Bassani da cui il film è tratto è un capolavoro di finezza. Giuliano Montaldo, benché mostri buona volontà, adatta in modo timido e piatto. Cast ottimo, specie Noiret.
L'opinione più votata
Di SaintlySinner scritta il 02/02/2012 - utile per 1 utenti
Voto al film: 
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24 marzo 2012 Opinione di almodovariana su "Gli occhiali d'oro"
Atmosfere malinconiche e una colonna sonora bellissima per il film di Montaldo tratto da un tristissimo romanzo di Bassani
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2 febbraio 2012 Opinione di SaintlySinner su "Gli occhiali d'oro"
Tratto dal romanzo omonimo di Giorgio Bassani, "Gli occhiali d'oro" è un film dove la vergogna del fascismo è solo sullo sfondo perchè in realtà è principalmente un film di solitudine, di emarginazione e di disperazione. Lascia un profondo senso di tristezza. Gran bella prova di Philippe Noiret che interpreta l'omosessuale professor Fadigati. Molto belle le musiche di Ennio Morricone.
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10 febbraio 2011 Opinione di Lina su "Gli occhiali d'oro"
Un film profondo, amaro e toccante sul pregiudizio, ambientato in Italia durante la fine degli anni trenta. E' ben fatto, anche se la sceneggiatura compone una trama che scorre un po' lenta e tediosa. Racconta con uno stile antico e malinconico, alcune interessanti vicende che hanno per protagonisti un medico omosessuale ed una coppia di ebrei che si ama proprio durante il periodo della persecuzione fascista. In questo caso, tutti i risvolti sono tristi e drammatici, ma la chiara ed...
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15 gennaio 2010 Opinione di mm40 su "Gli occhiali d'oro"
Un altro tassello dell'Italia vissuta in prima persona da Montaldo (classe 1930) e che il regista, qui pure sceneggiatore con Nicola Badalucco ed Antonella Grassi, mette in scena per scongiurare che la storia possa ripetersi. Solitudine e paura sono gli elementi che uniscono i due protagonisti, il professore e lo studente. Il romanzo da cui proviene la vicenda è di Giorgio Bassani e le affinità con Il giardino dei Finzi-Contini si notano prepotenti: la media borghesia ferrarese...
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1 settembre 2009 Opinione di antonio de curtis su "Gli occhiali d'oro"
Un grande Noiret in un buon film
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18 giugno 2009 Opinione di nip76 su "Gli occhiali d'oro"
Buon film,scorrevole e a tratti toccante.Bella ricostruzione d'epoca e ottimo il cast internazionale.A volte forse un pò retorico è comunque da vedere per capire quanto le leggi razziali e la mentalità maschilista abbiano influito sulla provincia italiana durante il periodo fascista italiano.
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16 febbraio 2009 Opinione di kotrab su "Gli occhiali d'oro"
Montaldo dirige, a mio modesto parere, un discreto film curato, ben scorrevole e a volte anche commovente (ricordo già gli essenziali e mesti titoli di testa). Inutile sottolineare la bravura di tutto il cast, in particolare P. Noiret - con la sua malinconia delicata - ed R. Everett - l'ebreo idealista che non si rassegna. Buona la fotografia, con immagini spesso dominate da tonalità azzurre. 7
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7 aprile 2007 Opinione di Dalton su "Gli occhiali d'oro"
Noiret da oscar e la storia funziona (tratta dallo stesso autore de IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI)
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25 gennaio 2007 Opinione di emmepi8 su "Gli occhiali d'oro"
Da un doppio racconto di Bassani, e su una rielaborazione di sceneggiatura già esistente di Badalucco, Medioli e Valerio Zurlini, che avrebbe anche dovuto dirigere (una sfortuna immensa , questa assenza!!), Montaldo ha appiattito il racconto ed organizzandolo con un altro che non riesce comunque ad amalgare insieme. La bellezza del romanzo di Bassani è immensa, ed è un vero peccato che qui viene persa , con una mano quasi ritrosa, come è il è il personaggio bisbetico della Sandrelli,...
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6 maggio 2006 Opinione di deva suravi su "Gli occhiali d'oro"
il film invece è fatto molto bene, non è patetico e si respira un'aria di grande solitudine senza vittimismi. è un film che torna in mente perchè va nel profondo
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