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L'occhio che uccide (1960)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in L'occhio che uccide: assente
Ritmo ritmo in L'occhio che uccide: presente
Impegno impegno in L'occhio che uccide: presente
Tensione tensione in L'occhio che uccide: forte
Erotismo erotismo in L'occhio che uccide: minimo

Il voto di FilmTV

FilmTV assegna il voto ottimo a L'occhio che uccide

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Gli utenti di FilmTV assegnano il voto ottimo a L'occhio che uccide (voti: 44 media: 4,25) 44

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La trama

Il cineoperatore Mark Lewis uccide una serie di ragazze con una strana arma montata sulla cinepresa. Il rituale prevede che le vittime si vedano allo psecchio nell'attimo in cui muoiono. Le ragioni della sua perversione sono da rintracciare nella sua infanzia, sconvolta dalle abitudini sadiche del padre che lo utilizzava come cavia per esperimenti psicologici. Questo di Powell è un infinito capolavoro che si concentra sulle meccaniche della visione, del voyeurismo cinematografico, della morale comune, dell'arte (a cavallo fra morte e assoluto) di guardare. Da vedere e stravedere. 

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L'opinione più votata

Di kotrab scritta il 2010-10-16 12:06:59 - utile per 11 utenti

Voto al film: voto ottimo

M. Powell (1905-1990) è stato uno dei più importanti artigiani-autori mondiali, ma immancabilmente osteggiato nel patrio Regno Unito durante la sua carriera per il suo romanticismo a volte esasperato e troppo fantastico. Con Peeping Tom arriva al massimo dello scandalo e dell'indignazione, un film a basso costo ma pieno zeppo di inventiva e di malsanità capace di conficcarsi letteralmente nelle coscienze e di andare oltre fino alla pura teoria, distinato a diventare modello seminale del thriller - almeno in parte anche nei confronti del nostro Dario Argento.
Powell lo ha realizzato dopo che il fido coautore Emeric Pressburger si ritirò dal cinema (chissà se è uscito anche dalla sala cinematografica durante la proiezione...) e così ha potuto mettere in ballo direttamente se stesso (ma con lui, come uno stregone, per forza anche tutti noi spettatori complici) in questo film che è maledetto proprio perché sviscera impietosamente la nostra scopofilia paradossale che ci incanta e ci ipnotizza per mezzo della vista.
Il protagonista Mark Lewis (un magnifico Karlheinz Bohm, futuro marito di Martha nel film di R. W. Fassbinder qui accreditato come Carl Boehm, una faccia d'angelo tormentata dal passato e che fa trasparire la sua innocenza violata) infatti soffre in modo patologico di manie scopofile, ossia di voyeurismo, che lo portano alla pulsione omicida in modo particolare, per mezzo di una macchina da presa portatile dotata di una zampa acuminata. Tali disturbi si sono sviluppati come sorta di effetti collaterali degli esperimenti psicologici che il padre esercitava su di lui osservando con una cinepresa le reazioni del figlio alla paura, implicando già un ruolo di sadismo (e in Mark anche di masochismo) all'atto della visione moltiplicato dal mezzo tecnico, dall'immagine documentaristica in movimento (e qui si pensa alla realtà-finzione, in diversa percentuale e soprattutto dignità, dei mondo-movie), meccanismo tecnico parallelo a quello mentale, al suo montaggio introiettato. Mark operatore è l'alter ego del regista (ha pure gli stessi vestiti che Powell usava da giovane), in un suo filmato lo vediamo da piccolo accanto al padre e in questo inserto metacinematografico (come tutto il film) il bambino è interpretato dal vero figlio di Powell che a sua volta interpreta il genitore. La cinepresa è il demiurgo tra padre e figlio, figlio e vittime femminili, Mark e pubblico, regista e pubblico, anche tra regista e se stesso, è mezzo di approccio, di conoscenza, di possesso degenerato in annullamento, quando l'assassino possiede le vittime vampirizzandone la vita. La zampa dotata di lama quindi diventa, ancor più nel particolare, il tratto di collegamento, il canino che succhia il sangue conficcandosi nel collo e insieme un pene camuffato ma perennemente eretto, dominato da una pulsione mortale che agisce per mezzo di una metamorfosi erotica. ESPANDI +
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SI

Opinioni su L'occhio che uccide


2011-05-04 15:25:33 Opinione di millertropico su "L'occhio che uccide"
millertropico

E' il capolavoro estremo di Michael Powell (questa volta senza l'apporto e il supporto di Pressburger) Cinedma nel cinema, dunque, o meglio ancora, "cinema sulla morte (anche quella del cinema"). La morte è nel cinema quasi sempre simulata (anche in certi "crudeli" documentari che speculano  beceramente sulla sua "provata" autenticità). Il protagonista di quesa pellicola (un maniaco assassino che filma in diretta l'agonia delle sue vittime) con il suo film nel film,...

voto al film: millertropico assegna il voto ottimo a L'occhio che uccide (1960)

nessun commento
[utile per 8 utenti]

2010-11-14 10:42:13 Opinione di luisasalvi su "L'occhio che uccide"
luisasalvi

Da un soggetto di Leo Marks, che probabilmente si rappresenta nel protagonista Mark Lewis, che ne mima il nome; immagino che il regista abbia deciso di esprimere facendo suo anche questo tocco autoreferente, se è vero che il protagonista veste come fa notoriamente Powell, se interpreta lui stesso la parte del padre (che compare brevemente) e affida al proprio figlio la parte del protagonista bambino rivisto nei filmati familiari (ma questo credo sia vezzo comune ai registi). Grazie a...

voto al film: luisasalvi assegna il voto buono a L'occhio che uccide (1960)



2010-10-16 12:06:59 Opinione di kotrab su "L'occhio che uccide"
kotrab

M. Powell (1905-1990) è stato uno dei più importanti artigiani-autori mondiali, ma immancabilmente osteggiato nel patrio Regno Unito durante la sua carriera per il suo romanticismo a volte esasperato e troppo fantastico. Con Peeping Tom arriva al massimo dello scandalo e dell'indignazione, un film a basso costo ma pieno zeppo di inventiva e di malsanità capace di conficcarsi letteralmente nelle coscienze e di andare oltre fino alla pura teoria, distinato a...

voto al film: kotrab assegna il voto ottimo a L'occhio che uccide (1960)

3 commenti
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2009-08-21 12:34:10 Opinione di tafo su "L'occhio che uccide"
tafo

La morte a 24 fotogrammi al secondo. Il cinema che uccide filmando e che filma uccidendo. La paura guardata in soggettiva nel film più voyeristico della storia del cinema. La necessità di guardare la morte attraverso il cinema, come causa della vita passata ad essere ripreso, di essere oggetto e soggetto filmico, di essere cavia scientifica del proprio padre. Voyerismo e psicologia, conflitto edipico che non potendo ottenere la morte del padre, la surroga con la morte delle...

voto al film: tafo assegna il voto ottimo a L'occhio che uccide (1960)

nessun commento
[utile per 2 utenti]


2008-11-10 08:31:04 Opinione di OGM su "L'occhio che uccide"
OGM

La ripresa cinematografica o fotografica come espressione di un rapporto solitario ed esclusivo col mondo: catturare un'immagine è come conquistare al volo un'angolatura privata, della quale si può essere morbosamente gelosi. Gli occhi spalancati – intesi come organi, obiettivi o riflettori - sono il leitmotiv di questa storia, in quanto sedi di un'avidità visiva imperiosa e concentrata sulla "preda", che, in quanto tale, deve essere colta nei momenti in cui appare sorpresa, o è...

voto al film: OGM assegna il voto ottimo a L'occhio che uccide (1960)

nessun commento
[utile per 3 utenti]

2008-07-19 01:27:06 Opinione di alebandro su "L'occhio che uccide"
alebandro

Gran bel film! Mark Lewis appare una delle maschere più complesse del cinema d'alta tensione, la dedizione alla sua causa perversa che lotta instancabilmente ma senza via d'uscita con la purezza di un amore tardivo. Un gioco sublime e malato di sguardi e controsguardi: il carnefice che osserva la vittima che lo (e si) osserva a sua volta, lo spettatore reso carnefice dalle soggettive della macchina da presa, lo sguardo impossibile ma infallibile della madre cieca. Un vortice di voyerismo...

voto al film: alebandro assegna il voto buono a L'occhio che uccide (1960)



2008-03-08 18:57:16 Opinione di chen kuan tai su "L'occhio che uccide"
chen kuan tai

per essere un film degli anni 6o lo ritengo un discreto film giallo-i dialoghi e i personaggi li trovo molto interessanti.pero al film manca qualcosa.

voto al film: chen kuan tai assegna il voto sufficiente a L'occhio che uccide (1960)

1 commento

2008-02-04 12:28:43 Opinione di Mr.Klein su "L'occhio che uccide"
Mr.Klein

Nello stesso anno si videro due film con al centro le personalità disturbate di due giovani uomini privati dell’innocenza dell’infanzia all’interno della famiglia,e che non avrebbero mai recuperato una anche minima pace interiore. Uno era questo Occhio che uccide di Powell,l’altro,ovviamente,Psyco di Hitchcock. Due film che non potrebbero essere più diversi,soprattutto per quelle qualità grazie alle quali il film di Powell sembra assai più bello del classico di Sir Alfred(che...

voto al film: Mr.Klein assegna il voto ottimo a L'occhio che uccide (1960)

1 commento
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2007-07-13 22:15:39 Opinione di howl su "L'occhio che uccide"
howl

tutto ruota attorno al voyeurismo o scolofilia(kome viene spiegato nel film), da konsiderare kome una variante della cinefilia, ma Powell moltiplika le... strizzate d’okkio,pur sottolineando la prekarietà kulturale della superficialità cinematografika.non c’è niente di malsano,si tratta anzi di una pellikola molto tenera, molto gentile, quasi romantika,rikka d fragilità emotiva. In tutti i kasi, impressionò varie generazioni di spettatori e registi kome Scorsese e DePalma.

voto al film: howl assegna il voto buono a L'occhio che uccide (1960)


2007-05-27 18:20:53 Opinione di Iacopo su "L'occhio che uccide"
Iacopo

Imperdonabile che non lo avessi ancora visto, fino ad oggi. Capolavoro, di quelli (rarissimi) che ti scaldano le viscere da quanto sono belli.

voto al film: Iacopo assegna il voto buono a L'occhio che uccide (1960)




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