Odio implacabile (1947)
Con Robert Young, Robert Ryan, Robert Mitchum, Gloria Graham
La trama
Sembra una lite tra reduci, ma è un delitto di matrice antisemita.
Un gruppo di reduci, tra cui un sergente autoritario e un soldato ebreo, si trovano nell'appartamento di quest'ultimo. In circostanze poco chiare il padrone di casa viene ucciso e il delitto viene attribuito a un soldato che si era nel frattempo allontanato. Quindi un altro testimone muore e a quel punto il capitano incaricato delle indagini capisce che è il razzismo il movente del delitto.
Da un romanzo del futuro regista Richard Brooks. Il ritmo è quello dei film neri, ma Dmytryk coglie l'occasione per puntare il dito sull'antisemitismo, costruendosi così la fama di regista di sinistra. Poi, durante la caccia alle streghe, abiurerà di fronte alla commissione del senatore McCarthy.
L'opinione più votata
Di FABIO1971 scritta il 07/11/2011 - utile per 16 utenti
Voto al film: 
"Molto strana...".
"E peggiora di notte... Forse è perchè a un tratto ci troviamo senza più nessuno da odiare: per quattro anni abbiamo concentrato gli sguardi su un solo punto, così piccolo... vincere la guerra. Non c'era altro, solo la vittoria, ma ora basta. E, a un tratto, la pace. Cominciamo a guardarci un po' intorno e nessuno sa ciò che accadrà, nè che cosa deve fare: sappiamo combattere ma non sappiamo chi combattere. C'è come una tensione nell'aria, siamo intossicati dall'odio e dalla lotta e uno finisce con l'odiare se stesso".
[Sam Levene e George Cooper]
Washington: tre militari in congedo dopo la fine della guerra, Montgomery (Robert Ryan), Mitchell (George Cooper) e Floyd (Steve Brodie), trascorsa una serata di bagordi, restano coinvolti nella morte di un uomo, Samuels (Sam Levene). Il principale sospettato è Mitchell, il cui portafogli viene ritrovato nell'abitazione della vittima, conosciuta, insieme ai suoi amici, nel bar di un hotel: Samuels, infatti, accompagnato dalla sua fidanzata, lo aveva invitato a cena e, durante la serata, erano stati raggiunti dagli altri due compagni di Mitchell. Il detective della Squadra Omicidi incaricato delle indagini, il capitano Finlay (Robert Young), appresa la notizia della scomparsa di Mitchell, interroga sia il suo compagno di stanza, il sergente Keeley (Robert Mitchum), che nega l'eventualità che il suo amico possa essere stato in grado, visto il suo carattere mite, di commettere un omicidio, sia Montgomery: manca, però, un movente plausibile e le testimonianze raccolte non consentono di far luce sulla misteriosa faccenda. Keeley, intanto, riesce a scovare Mitchell e apprende finalmente l'accaduto: dopo aver abbandonato, completamente ubriaco, l'abitazione di Samuels lasciandolo in compagnia di Montgomery e Floyd, ha trascorso la notte in compagnia di una donna, l'affascinante entreneuse Ginny (Gloria Grahame). Keeley non ha dubbi, quindi, sull'innocenza di Mitchell, che però è ricercato dalla polizia: solo quando viene scoperto un nuovo cadavere, quello di Floyd, il capitano Finlay si convince finalmente della vera identità dell'assassino e organizza, con l'aiuto di Keeley, la trappola per incastrarlo. Mancava un movente, infatti, che il detective apprende con profondo disgusto: Samuels era ebreo e l'odio razziale ha scatenato l'omicidio ("Io odio gli ebrei e odio chiunque non odia gli ebrei!").
Celebre produzione RKO del romanzo The Brick Foxhole (1945) del futuro regista e sceneggiatore Richard Brooks (lo scrisse durante il suo periodo di servizio come sergente dei Marines), adattata da John Paxton, affidata alla regia di Edward Dmytryk e gratificata dal premio per il miglior film sociale al festival di Cannes e da cinque nomination agli Oscar (miglior film, regia, sceneggiatura, attore e attrice non protagonisti). ESPANDI +
7 novembre 2011 Opinione di FABIO1971 su "Odio implacabile"
"La mia ragazza è preoccupata, dice che sembrate ubriaco senza aver bevuto. Vuol dire che qualcosa non funziona: strana cosa, vero?". "Molto strana...". "E peggiora di notte... Forse è perchè a un tratto ci troviamo senza più nessuno da odiare: per quattro anni abbiamo concentrato gli sguardi su un solo punto, così piccolo... vincere la guerra. Non c'era altro, solo la vittoria, ma ora basta. E, a un tratto, la pace. Cominciamo a guardarci un po' intorno e nessuno sa ciò che accadrà,...
voto al film: 
15 febbraio 2010 Opinione di jonas su "Odio implacabile"
Tutto si svolge fra una sera e il giorno seguente: nella prima scena assistiamo a un omicidio il cui colpevole indossa una divisa militare, poi il poliziotto Robert Young cerca di razionalizzare, il sergente Robert Mitchum pensa a proteggere i suoi commilitoni, i flashback dipanano i fili della storia. Dmytryk usa la vicenda noir come pretesto per illustrare il senso di disorientamento postbellico: se ne era già occupato in Anime ferite, che però era incentrato sul tema...
voto al film: 
30 luglio 2009 Opinione di bradipo68 su "Odio implacabile"
L'odio scaturito dalla diversità di razza o di religione?Come tesi un motivo scatenate come la religione è un pò debole per giustificare l'omicidio di un commilitone appena finita la guerra.E se l'esercito è quello americano crocicchio di razze e religioni il tutto assume contorni ancora più foschi e sicuramente meno credibili.Il problema è che la censura ha influito pesantemente su questo film tratto da un romanzo in cui l'omicidio era giustificato...
voto al film: 
11 aprile 2009 Opinione di emmepi8 su "Odio implacabile"
Film molto interessante e stringato, una regia ancora libera da parte di Dmytryck che fu letteralmente schiacciato dalla caccia alle streghe di li a pochi anni, e cambiò radicalmente il suo modo di fare cinema venendo a compromessi grossi, anche politicamente parlando. Qui il cast è superlativoe riresce a stare dietro alla storia in maniera ammirevole. Titolo italiano scontato, un noir che ha caratterizzato tutti i gli attori che vi hanno parteicipato. Una storia derivata dal regista...
voto al film: 
20 agosto 2002 Opinione di cinephilex su "Odio implacabile"
"Questa è storia, non la troverai sui libri di scuola, ma è così che è andata":basterebbe questa battuta di Robert Young riferita ad un efferato episodio di razzismo contro un'irlandese, avvenuto negli States, per farci capire perchè Dmytryk abbia ricevuto di lì a pochi anni, il "cortese" invito a presentarsi dinanzi alla famigerata commissione McCarty :doveva aspettarselo,dal momento che questo suo film presenta senza fronzoli ne giri di parole tutta la crudele stupidità di chi...
voto al film: 



















