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Opinione di kotrab su Ombre malesi

[The Letter, USA 1940, Drammatico, durata 95', b/n]   Regia di William Wyler
Con Bette Davis, Herbert Marshall, James Stephenson, Frieda Inescort




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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25/10/2010 voto al film: voto ottimo

Sul film

Esempio di eccellenza nel panorama dei prodotti migliori della "macchina" hollywoodiana (che travalica il piccolo compromesso degli ultimissimi secondi imposti dal codice Hays, manipolatore di artisti e percezione pubblica frutto del suo tempo) The Letter è in particolare un gioiello oscuro che brilla una luce, appunto, dalle ombre insite e cangianti, specchio dei risvolti interiori della vicenda, dell'ambientazione oppressiva del paesaggio tropicale e degli occhi incredibili di B. Davis, occhi rapaci, due lune in contatto con il satellite naturale che influisce sul sesso femminile, una maga astrale che proietta luci e ombre dense e taglienti (magnificamente rese dalla fotografia lucida ed espressionista insieme di Tony Gaudio) come l'animo della Davis è travagliato da passione fatale, gelosia e senso di colpa, pulsione omicida, desiderio di possesso, di calcolo ma anche di consapevolezza autodistruttiva che cozza con l'istinto di sopravvivenza.
W. Wyler ha mano fermissima nel delineare i movimenti, gli spazi esterni ed interiori, decisione implacabile nella direzione degli attori e soprattutto in quella della tensione, nella contrapposizione di personalità e di culture, quella occidentale (la legge, con un ottimo J. Stephenson)  e quella orientale, così monolitica, forse tratteggiata in modo limitato ma inquietante e ben presente nella caratterizzazione, impersonata dalla figura dalle valenze metafisiche e fatali di una statuaria Gale Sondergaard, implacabile dipanatrice degli eventi, Parca decisiva e manipolatrice (se ci fermiamo all'omicidio di Leslie Crosbie, prima dell'arrivo del poliziotto, che d'altro canto non dà nemmeno l'ultima parola con decisione: l'alone di ambiguità resta).
Il fato e la tensione costante dall'inizio alla fine vengono commentate da una colonna sonora tra le migliori del viennese Max Steiner, costruita sul modello del leitmotiv con significato quanto mai pregnante, un esempio perfetto di equilibrio tra schema e significato: ondate cicliche e ossessive di frammenti melodici, folate oscure di archi, armonie torbide come le notti e i tormenti della Davis, esotismi dagli echi quasi pucciniani, crescendi strozzati improvvisamente e pronti a tenere alto il livello di guardia. 9 1/2


SI

Commenti

  • 25 ottobre 2010, 14:16 di yume

    Sempre attente all'apporto importante, direi fondamentale, che la musica dà ad un film le tue recensioni, un valore aggiunto che apprezzo molto e che non di rado viene trascurato nella critica cinematografica.Sul resto dell'analisi inutile dire quanto bene proceda nell'indagine critica, complimenti.

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  • 25 ottobre 2010, 15:18 di kotrab

    Grazie yume! Sono contento che anche a qualcun'altro interessi il contributo della musica da film, un'arte parallela che spesso ha un'importanza dialettica e fa parte del senso delle immagini, come in questo caso. Bisognerebbe sempre ascoltare letteralmente i film anche nei suoni e nei rumori (quando manca il contributo diretto della musica) e non solo le parole. Naturalmente questi sono solo abbozzi di tale rapporto, ma spero che almeno destino un minimo di approssimativa consapevolezza. Ciao!

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  • 25 ottobre 2010, 16:19 di yume

    Doveroso, caro kotrab, e, combinazione, proprio ieri si parlava con neve che vola di questo argomento, convenendo sul fatto che un film dovrebbe essere letto in tutti i suoi linguaggi perchè si possa darne un giudizio completo.Naturalmente servono competenze adeguate, soprattutto i linguaggi della musica e delle arti visive che spesso un regista utilizza nel suo lavoro richiedono studi specifici alle spalle,non si possono improvvisare discorsi così specialistici, ergo una buona recensione, in teoria, andrebbe fatta a più mani se queste competenze non le abbiamo tutte. Un fatto è certo, anche se solo "abbozzi" (troppo modesto, la sintesi non è abbozzo), resta importante aprire una strada, chissà che non si trovino seguaci! Ciao

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  • 25 ottobre 2010, 19:05 di steno79

    Condivido tutto, un grande film di Wyler, che diede il meglio di sè proprio nei film con Bette Davis (pare che abbiano avuto anche una relazione, anche se non ne sono sicurissimo)

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