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Opinione di Kurtisonic su Omicidio a luci rosse

[Body Double, USA 1985, Thriller, durata 115']   Regia di Brian De Palma
Con Craig Wasson, Melanie Griffith, Gregg Henry, Deborah Sheldon




Attenzione! quando vedi questo simbolo spoiler significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film

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26/10/2011 voto al film: voto buono

Sul film

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Anche nel cinema. Omicidio a luci rosse è considerato dai suoi detrattori un omaggio e un comoda riserva di spunti da cui l'estimatore per eccellenza del maestro Hitchcock, il talentuoso Brian De Palma avrebbe attinto a suo piacere. I riferimenti a Vertigo e a La finestra sul cortile sono piuttosto espliciti a riguardo, ma se per il maestro, la tensione ruotava e cresceva intorno e dentro la psicologia dei suoi personaggi, nel film di De Palma si gioca sulla tensione emotiva ambientale, sul suo impatto drammatico, sulla indubbia abilità nel manipolare l'immagine, sovrapponendo  invenzioni estetiche a stati emotivi, intuizioni sceniche al registro narrativo classico. In questo film troviamo la trasposizione di elementi quali la doppia personalità ( e che anche De Palma stesso non ne sia vittima...), il voyeurismo, l'attrazione per la realtà fuori e dentro lo schermo, perversione, suspence e a fare da cornice tutta la "mitologia ideologica" degli anni ottanta. Una vera e propria rilettura aggiornata e liberata, e non una semplice copia o un'operazione estetica e virtuosa fine a se stessa. Dalla sceneggiatura irriverente, e per l'epoca abbastanza provocatoria, scaturiscono sequenze memorabili quali il pedinamento nel centro commerciale, il bacio fra il protagonista e la vittima, la scena dell'omicidio, la sequenza sul set del film porno. Tutto servito da atmosfere noir, pezzi musicali cult, come Relax dei Frankie goes to Hollywood, con colori degni del migliore Edward Hopper( inseguimento verso la spiaggia ) o con le tinte forti dei suoi primi lavori. Aggiungiamoci gli innumerevoli ribaltamenti del colpo di scena che spostano improvvisamente lo sguardo da un punto a un altro ancora più teso e più intenso. La sequenza finale è una vera e propria manifestazione di rispetto verso il cinema e lo spettatore, e con un pizzico di autoironia riporta al senso di naturale finzione che il cinema incarna dentro di sè  Come direbbero gli Stones: it's only rock n'roll, but i like it.  


SI

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