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Project X - Una festa che spacca (2012)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in Project X - Una festa che spacca: assente
Ritmo ritmo in Project X - Una festa che spacca: assente
Impegno impegno in Project X - Una festa che spacca: assente
Tensione tensione in Project X - Una festa che spacca: assente
Erotismo erotismo in Project X - Una festa che spacca: assente

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La trama

Tre studenti di un liceo, non particolarmente noti e amati, decidono di dare una svolta alla loro vita sociale scolastica e, complice il loro imminente diciassettesimo compleanno, organizzano una mega festa a cui invitano tutti coloro che conoscono. L'obiettivo della serata è quello di accrescere la loro popolarità e entrare per sempre nella storia come coloro che hanno organizzato la notte più divertente di tutti i tempi. Con il procedere della serata, però, gli eventi cominciano a sfuggire loro di mano e ogni cosa assume una connotazione differente, trasformando la festa in una notte di eccessi e follie. 

LA PIÙ GRANDE FESTA DI STUDENTI ANONIMI

Il sogno di ogni adolescente è catturare l'attenzione delle ragazze. Non importa cosa si debba fare per ottenere tale risultato, ciò che conta è impressionarle e attirare la loro attenzione. Questo è il punto di partenza di Project X: si hanno 17 anni una sola volta, cosa di meglio allora di una festa spensierata ed eccessiva, di cui tutti parleranno, per far colpo? Se, poi, ci si mettono di mezzo anche una casa che alla fine della festa sarà ridotta come un campo di battaglia e uno spacciatore arrabbiato armato di lanciafiamme, allora è sicuro che nessuno si dimenticherà dell'evento, entrando negli annali degli aneddoti che si raccontano di generazione in generazione. Fortunatamente, però, tutto questo è frutto della fervida fantasia di Todd Phillips, la stessa mente creativa che ha conquistato il mondo con Una notte da leoni (2009), che basandosi sui racconti dei bagordi (e dei conseguenti disastri) delle feste liceali ha tirato fuori dal suo cilindro una commedia girata come un mockumentary, che in tempo reale fotografa l'esplosione della situazione e focalizza l'attenzione sugli effetti deleteri di alcune scelte - pericolose già nelle intenzioni - che possono portare a far perdere il controllo della situazione.

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I WEB ATTORI

Per dirigere una storia così caotica serviva però un regista che avesse fatto del caos la sua regola di vita. Nonostante fosse inglese e vivesse a Londra, Nima Nourizadeh è stato sin da subito in cima alla lista dei candidati alla regia per aver realizzato dei video musicali e degli spot che con il caos andavano a nozze. Il suo approccio a Project X e la naturalezza con cui Nourizadeh ha mostrare di comprendere le intuizioni di Phillips hanno poi fatto il resto, portandolo a Los Angeles, dove ha lavorato per ben due anni al film. Lo stile di Nourizadeh ha contribuito a raggiungere l'effetto di autenticità che il film si proponeva: attraverso una prospettiva in prima persona, lo spettatore infatti si ritrova partecipe della vicenda divenendo un tutt'uno con i protagonisti, a cui prestano i loro volti degli attori sin qui sconosciuti, che si sono impegnati a non far apparire artefatti o fasulli i loro personaggi, come se stessero girando per davvero un film casalingo.

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RIPRESE A TUTTO TONDO

Coscienti del fatto che nel XXI secolo qualunque giovane dotato di telefonino potrebbe improvvisarsi regista e filmare lo svolgersi di una festa fornendo un resoconto in prima persona, Nourizadeh e il direttore della fotografia Ken Seng hanno studiato una soluzione per rendere differente il loro lavoro da quello di un qualsiasi amatore, scegliendo di effettuare le riprese ricorrendo all'uso di diversi formati e a un sistema di otto telecamere differenti. In questo modo, la soggettiva si alimenta di un punto di vista unico sulla situazione, capace di riprendere a 360° tutto ciò che avviene sulla scena. Durante le 25 notti di riprese, tutte in rigoroso ordine cronologico, le varie macchine da presa alternano le loro angolazioni in modo da riflettere stilisticamente la natura casuale degli eventi caotici. Spesso, le macchine da presa sono state anche messe in mano ai 200 e passa attori, incoraggiati a filmare quanto stava accadendo intorno a loro.

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