Opinione di OGM su Orwell 1984
Con John Hurt, Richard Burton, Suzanna Hamilton, Cyril Cusack
- negative [2]
- sufficienti [6]
- positive [11]
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significa che l'opinione contiene anticipazioni sul finale del film
Sul film
Quando la politica diventa urlo, l'umanità si fa bisbiglio. In un mondo ormai in rovina, restano solo i retorici proclami del partito come finto scenario in sottofondo. Non c'è più angolo di terra in cui strappare un attimo di intimità, perché l'invasione delle coscienze ha annientato la libertà, la verità e l'amore, che sono i capisaldi della vita umana. All'espressione individuale si sostituisce l'oppressione collettiva; eppure la persona, umiliata, torturata e stordita, in qualche modo, sopravvive. Questo film è il distillato dell'omonimo romanzo, di cui riprende lo svuotamento esistenziale, ma in una maniera ben più drastica e severa, che non concede nulla alla fugace illusione della gioia. I lunghi silenzi sono come stagni in cui vanno alla deriva le poche parole clandestine, e le schegge di realtà coartata, lanciate dagli schermi del "Grande Fratello", sono frustate nella carne viva del pensiero.
Commenti
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19 dicembre 2010, 16:41 di franci76
ciao OGM, scusa se mi permetto, ma devo dissentire su un punto della tua bella recensione. in realtà orwell non dà alcuna speranza di ottimistica soluzione al regime totalitario del grande fratello nè in termini di sconfitta bellica nè di insurrezione proletaria nè, in extremis, di sopravvivenza della coscienza dell'individuo, che viene sfibrato e, come dici tu, svuotato nella sua esistenza fino al suo totale azzeramento. il logorio della tortura fisica viene superato da quella applicata alla mente e ultimato solo nel momento in cui la certezza per il buon esito del completo reset intellettivo sia assunta. al tentativo di ribellione dell'individuo si scatena una ineffabile e invincibile sopraffazione del Socing che con la tecnica del bipensiero riesce infallibilmente ad eliminare gli ultimi brandelli di eterodossia intellettuale. così il sentimento per un'entità oltremodo oppressiva, reputata acriticamente e collettivamente superiore grazie al controllo sulle menti, e che per le fisiologiche pulsioni individualistiche dell'uomo dovrebbe scatenare odio, diventa invece ed infine amore e totale abnegazione, fino al proprio ultimo sacrificio per il partito, la morte.
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5 gennaio 2011, 11:29 di OGM
Grazie del commento, Franci76. La tua analisi della situazione politica ritratta nel romanzo è certamente esatta. Quando, nella mia recensione, parlo della "sopravvivenza della persona", mi riferisco, ad esempio, al rapporto tra Winston e Julia, in cui i sentimenti e le emozioni - soprattutto da parte di lui - sono autentici e sfidano la spietata repressione operata dal sistema. Un carissimo saluto da OGM.
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