Moonrise Kingdom (2012)
Con Kara Hayward, Jared Gilman, Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton, Frances McDormand, Jason Schwartzman, Harvey Keitel, Bob Balaban, Tommy Nelson
17/05/2012
Cannes 2012 - Bill Murray, Wes Anderson, Tilda Swinton, Sacha Baron Cohen, Elisabetta Canalis
In diretta dal festival di Cannes Giorno 1 | 16 maggio 2012 > Giorno 2 > I primi applausi sono per Wes Anderson che con il suo Moonrise Kingdom, film d’apertura del Festival...
di Andrea D'Addio
La trama
Negli anni Sessanta, su un'isola al largo delle coste del New England, i dodicenni Sam e Suzy fanno un patto e decidono di fuggire insieme dopo essersi conosciuti e innamorati. Da quel momento, prima che una violenta tempesta si abbatta sulla zona, tutti gli abitanti del posto, compresi i genitori di Suzy e le autorità, cominciano a ricercarli in ogni dove, dividendosi in due diverse fazioni che, parteggiando per l'uno o per l'altra, mettono a soqquadro ogni angolo della città e determinano il destino di tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda.
DUE PROTAGONISTI IN ERBA
I giovanissimi scout Sam e Suzy si incontrano ad un concorso in chiesa e, nel corso di un anno, creano un piano per fuggire insieme. Mentre Suzy, che è oggetto di fraintendimenti familiari, vive con tre piccoli fratelli, un padre con seri problemi e una madre che ha un amante, Sam è il classico bravo ragazzo che si è fatto strada tra gli scout solo grazie alle sue capacità ed è orfano di genitori e maltrattato dai fratelli e dagli altri scout. Affidarsi per i ruoli di Sam e Suzy a due attori in erba, con poca o nessuna esperienza alle spalle, comportava un grosso rischio per Wes Anderson ma i giovani Jared Gilman e Kara Hayward, dopo un provino iniziale e altri tre incontri nell'arco di sei mesi, hanno vinto ogni resistenza e dubbio del regista grazie alla loro spontaneità.
CERCANDO NEW PENZANCE
Il titolo fa riferimento al posto in cui Sam e Suzy decidono di nascondersi. Sulla mappa, lo trovano indicato come il Miglio 3,25 dalla foce del fiume ma, dovendolo tenere segreto a chiunque, scelgono di rinominarlo Moonrise Kingdom, il regno della luna che sorge. Insieme a Roman Coppola, con cui aveva lavorato per Il treno per il Darjeeling, Anderson ha dato vita a una sceneggiatura ricca di personaggi pittoreschi e complessi che, con vari collegamenti, sono il nucleo della piccola comunità di New Penzance. Trovare il luogo delle riprese però non è stato facile: nella storia New Penzance è situata su una piccola isola che accentua l'immaginazione dei bambini e la loro propensione all'avventura. Occorreva, dunque, un posto quasi vergine e incontaminato, con pochissimi abitanti e ancora meno automobili.
STILE ANNI SESSANTA
Come già fatto per Fantastic Mr. Fox, prima di girare Wes Anderson ha creato dei particolari storyboard a cui ha applicato voci e musica per avere dei pre-test delle varie sequenze e prestare attenzione ai particolari visivi. Ambientare la storia negli anni Sessanta ha richiesto infatti ricerche e sforzi per la fotografia, i costumi, gli arredamenti e l'architettura degli edifici, a cui hanno lavorato la costumista Kasia Walicka Maimone (L'arte di vincere, Truman Capote - A sangue freddo), l'art director Gerard Sullivan (Collateral, Minority Report e Il mistero di Sleepy Hollow) e la scenografa Kris Moran (già al lavoro con Anderson ne I Tenenbaum ). Tutti hanno perlustrato i negozi di antiquariato e chiesto in prestito particolari oggetti ad alcuni componenti della troupe, contribuendo a realizzare il film più attento all'estetica della carriera del regista.
L'opinione più votata
Di alan smithee scritta il 20/05/2012 - utile per 7 utenti
Voto al film: 
Il 65° Festival di Cannes non poteva aprire in modo piu' autoriale, ma al tempo stesso delicato e divertente se non con l'ultima bizzarra opera partorita dal genio di Wes Anderson, anche stavolta come per "Darjeeling", con la collaborazione di Roman Coppola. Un regista unico questo Anderson, un vero autore, se ha la rara capacita' di dimostrare ogni volta uno stile inconfondibile come il piu' puro e genuino dei marchi di fabbrica, un segno distintivo che riesce ad individuarlo senza che sia una necessaria alcuna presentazione. Un regista che ama i suoi personaggi, piccoli o grandi individui insicuri, incapaci di omologarsi ad una vita troppo sterilmente programmata che spesso li deride e si prende gioco di loro o semplicemente li snobba e li ridicolizza: proprio loro che dimostrano alla fine una umanita', una tenerezza, una capacita' di sentimento che rende tutti gli altri, quelli che si ritengono normali e realizzati, degli alieni.
Questa volta siamo nel 1965 nel New England, in un pittoresco parco naturale da orso Yoghi che accoglie, fra gli altri, un campo di scouts con le loro gerarchie e i loro tutori. Tra i bambini figura pure l'orfano occhialuto, solo e apparentemente impacciato Sam, che dall'anno prima e' innamorato, pure ricambiato, della coetanea Suzy, che vive con gli strambi ed apprensivi genitori assieme ai tre fratellini maschi in una grande casa poco distante. Con la scaltrezza che la tattica da sopravvivenza che gli e' stata insegnata nelle estati precedenti ai campi che ha frequentato, il bambino organizza un ingegnoso piano per incontrare la sua amica, contrassegnato dalle coordinate ove oncontrarsi: i due ragazzini finiranno nei pressi di una magnifica spiaggia che chiameranno proprio col titolo sognante del film. La fuga mette in moto i genitori ansiosi della bambina, i burocratici ed inflessibili servizi sociali per l'orfano, nonche' tutta la gerarchia del campo scouts e persino un umanissimo e timido sceriffo miope che ha le sembianze di un piacevolmente ritrovato ed insolito Bruce Willis. Anderson orchestra la sua vicenda sempre sul confine tra la farsa e la tenerezza dei sentimenti inespressi o difficili da manifestare, un po' perche' si e' troppo giovani, un po' perche' si e' troppo timidi, un po' perche' la vita non ci ha permesso di organizzarci come si avrebbe voluto. Il film, accompagnato dalla magnifica "Le temps de l'amour" di Francoise Hardy, suonata da un giradischi affondato nella sabbia dell'incantevole baia dell'iddillio, sfiora piu' volte la situazione comica con episodi irresistibili, per poi stupirci con la tenerezza di due attori sconosciuti che proprio per questo ci meravigliano con la freschezza dell'eta' che stanno vivendo. E' insomma una pellicola che, come le altre geniali dello straordinario regista, non mira alla risata grassa e sfrenata, ma al sorriso intelligente e contenuto, che nasconde il lato amaro del sopruso e della cattiveria a cui le anime semplici (e vere) sono sempre soggette. Per fortuna la prepotenza della natura ristabilisce l'ordine nel disordine, e i nuovi amori e le nuove famiglie avranno il tempo di vivere il loro film piu' importante.
20 maggio 2012 Opinione di alan smithee su "Moonrise Kingdom"
CANNES 2012 - CONCORSO Il 65° Festival di Cannes non poteva aprire in modo piu' autoriale, ma al tempo stesso delicato e divertente se non con l'ultima bizzarra opera partorita dal genio di Wes Anderson, anche stavolta come per "Darjeeling", con la collaborazione di Roman Coppola. Un regista unico questo Anderson, un vero autore, se ha la rara capacita' di dimostrare ogni volta uno stile inconfondibile come il piu' puro e genuino dei marchi di fabbrica, un segno distintivo che riesce ad...
voto al film: 
17 maggio 2012 Opinione di Tato88 su "Moonrise Kingdom"
Sinceramente non ho mai particolarmente ammirato l’ironia tutta personale di Wes Anderson, fattore su cui punta molto rispetto ad un aspetto visivo sì, molto sofisticato e intrigante, ma spesso minato da un budget non adeguato a garantirne la perfezione (è forse per questo che recentemente aveva migrato nell’animazione?). Ebbene, il budget è arrivato e Wes ha ottenuto il suo riscatto facendomi entrare a tutti gli effetti nella sua cerchia di fan o, per non esagerare, tra i cinefili a...
voto al film: 
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