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El mural (2010)




I punteggi di FilmTV

Humor umorismo in El mural: assente
Ritmo ritmo in El mural: assente
Impegno impegno in El mural: assente
Tensione tensione in El mural: assente
Erotismo erotismo in El mural: assente

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La trama

Argentina, 1933. Il pittore messicano David Alfaro Siqueiros, comunista militante ed esponente del realismo sociale, sbarca a Buenos Aires. Qui, tramite il comune amico Pablo Neruda, conosce Natalio Botana, direttore del popolare quotidiano Crítica. L’influente giornalista, di mentalità progressista e amante dell’arte, lo incarica di dipingere un murale nella cantina della sua villa. Poiché il locale è destinato ad essere frequentato da ospiti di vario orientamento politico, il soggetto non potrà essere di ispirazione rivoluzionaria. Poco dopo, sul posto giunge la moglie di Siqueiros, la poetessa uruguayana Blanca Luz Brum, che gli farà da modella. Il suo arrivo avrà conseguenze drammatiche sulla vita di Natalio e della sua famiglia. 

Il film, basato su fatti realmente accaduti, narra i tormentati retroscena della realizzazione del murale “Ejercicio Plástico” . L’opera, dopo un oblio di decenni, è stata recuperata e restaurata per volere della presidentessa argentina Cristina Kirchner. Dal 2011 è esposta al pubblico in uno spazio museale adiacente alla Casa Rosada.  

L'opinione più votata

Di OGM scritta il 14/01/2012 - utile per 4 utenti

Voto al film: voto buono

Il murale si chiama Ejercicio Plástico. Un’opera  realizzata nei pressi di Buenos Aires, negli Anni Trenta, dal pittore messicano David Alfaro Siqueiros, e restituita al pubblico solo nel 2011, grazie all’intervento della presidente argentina Cristina Kirchner. Hector Olivera non documenta le fasi della sua creazione, bensì l’atmosfera umana che regnava nell’abitazione privata –la residenza di campagna del giornalista Natalio Botana, direttore di un popolare quotidiano – in cui l’affresco è stato dipinto. Una villa attorno a cui ruotavano politici, scrittori, oppositori del regime, ma che, a dispetto dell’ampiezza di vedute dimostrata da certe frequentazioni intellettuali ed anticonformiste, era pur sempre un ambiente di estrazione alto-borghese, affetto dalle solite piaghe del perbenismo, dell’ipocrisia, dell’orgoglio di casta. La presenza di Siqueiros è in grado di generare, sia pur indirettamente, uno scandalo che, per una volta, non investe l’aspetto socioeconomico. L’artista è un marxista militante, che vede nell’arte uno strumento per far pervenire al popolo un forte messaggio di ribellione contro l’ingiusta distribuzione del potere e della ricchezza: tuttavia, in quel luogo riservato ed invisibile al mondo, la sua pittura imbocca, per una volta, una strada del tutto diversa, di carattere strettamente personale e indirizzata ad una sperimentazione puramente tecnica. Un esercizio, appunto, avente come oggetto lo sviluppo del movimento nello spazio tridimensionale. E dedicato all’amore della sua vita, la giovane poetessa Blanca Luz Brum. Con l’aiuto di alcuni collaboratori, Siqueiros trasforma le pareti, il pavimento ed il soffitto di quel locale sotterraneo in un acquario, dentro cui nuotano figure femminili. Corpi nudi, flessuosi, tondeggianti, dai contorni idrodinamici, modellati dai moti del liquido, definiti dalle linee della corrente. Una provocazione impastata di carnalità, che, all’interno della famiglia Botana, fa, involontariamente, da catalizzatore agli istinti, causando infedeltà e gelosie, risvegliando dolorosi fantasmi del passato,  e seminando morte, dolore, follia. La leggendaria maledizione dell’arte non è magia nera: è, piuttosto, l’effetto dirompente di una forza espressiva che esce dagli argini, trascinando con sé le fragili sovrastrutture dell’apparenza. Siqueiros, in quel contesto così convenzionale, è l’individuo che si spinge oltre il pensiero e la dialettica, per professare una fede, inseguire un sogno, amare in maniera viscerale una realtà vivente. Il suo amico Pablo Neruda lo accusa di essersi venduto al nemico, nel momento in cui ha accettato quell’incarico retribuito, ed ha acconsentito a mettere da parte l’aderenza al realismo sociale, le sue scene di lotta e sofferenza impresse sui muri della città, ed i cui protagonisti sono contadini, operai, minatori, gente povera, sfruttata, oppressa. Tuttavia, i drammatici eventi che accadranno in quella casa dimostreranno che lo spirito rivoluzionario è un’anima che parla un linguaggio universale ed astratto, indipendente dai codici rappresentativi utilizzati. La sua arma di provocazione è una bomba di verità, piazzata a sorpresa in mezzo al mondo. Il discorso non è legato ad un particolare soggetto, né ad un particolare schieramento partitico, perché è radicato nei valori individuali della libertà, dell’onestà, della modestia. David non porterà rancore a coloro che lo hanno offeso o tradito. Un esempio della santità laica di chi, umilmente, si riconosce nell’Uomo. 
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SI

Opinioni su El mural


14 gennaio 2012 Opinione di OGM su "El mural"
OGM

Il murale si chiama Ejercicio Plástico. Un’opera  realizzata nei pressi di Buenos Aires, negli Anni Trenta, dal pittore messicano David Alfaro Siqueiros, e restituita al pubblico solo nel 2011, grazie all’intervento della presidente argentina Cristina Kirchner. Hector Olivera non documenta le fasi della sua creazione, bensì l’atmosfera umana che regnava nell’abitazione privata –la residenza di campagna del giornalista Natalio Botana, direttore di un popolare quotidiano – in...

voto al film: OGM assegna il voto buono a El mural (2010)

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