8 1/2 (1963)
Con Claudia Cardinale, Marcello Mastroianni, Anouk Aimée, Sandra Milo, Rossella Falk
La trama
Ricordi, sogni e fantasticherie di un quarantenne. Fellini allo specchio
Marcello Mastroianni, in un ruolo che è scopertamente la proiezione del regista, al centro di un'avventura dello spirito e della psiche: sogno, memorie, realta si intrecciano e si sovrappongono a configurare una crisi che è umana, artistica ed etica.
Una complessa autoanalisi del profondo, un discorso ironico e disperato sulla crisi dell'artista e sull'Italia del boom, che riesce ad assumere la suggestiva spettacolarità di un racconto apparentemente fantastico. Un film che ha raccolto premi in tutto il mondo (tra cui l'Oscar per i miglior film straniero e quello per i costumi di Piero Gherardi), fra i più celebri del regista e nell'intera storia del cinema. La sceneggiatura è scritto con Tullio Pinelli, Ennio Flaiano, Brunello Rondi. Scene indimaneticabili: il sogno iniziale di volo, la Saraghina, "Asa nisi masa", e ovviamente la passerella finale).
L'opinione più votata
Di Snaporaz68 scritta il 11/10/2010 - utile per 11 utenti
Voto al film: 
“Definisco sincronicità la coincidenza nel tempo di due o più eventi casualmente non correlati che hanno lo stesso o simile significato. Le coincidenze significative sono impensabili per puro e semplice caso….”
Carl Gustav Jung
Parlare di 8 e mezzo dopo che ettolitri d’inchiostro sono stati versati su questo film potrà sembrare pleonastico eppure ci sono alcuni aspetti che dovrebbero essere sottolineati. E’ difficile per un autore-artista essere spietato con sé stesso, sincero fino al midollo e contemporaneamente catturare l’essenza di un inconscio collettivo e rappresentare oggettivamente la decadenza della società contemporanea, la confusione esistenziale dell’uomo moderno. Con 8 e mezzo si ottiene per la prima volta nel cinema un perfetto equilibrio tra autoanalisi prettamente autobiografica e trasposizione nel sentimento universale della noia e del senso di straniamento di questi nostri tempi. 8 e mezzo esce nel 1963 (Fellini aveva 43 anni), tre anni dopo il successo mondiale della Dolce Vita, in un bianco e nero metafisico che rispecchia fedelmente la dimensione (e il colore) del sogno. Se ricordate ci eravamo lasciati sul viso angelico di Paolina che cercava di comunicare a gesti con Marcello (“vuoi ballare con me?”) mentre il vento e il rumore del mare disturbavano e disperdevano segni e parole. Quel saluto finale era un addio alla giovinezza, alla spensieratezza, alla purezza. Quello scrollare di spalle del vitellone in pieno boom economico era il gesto immaturo di chi, avendo toccato il fondo, non ha più nulla da perdere, e quel raggio di luce comparso proprio nel buio più profondo del tunnel sembrava prolungarsi in un sorriso bonario di compatimento.
8 e mezzo nasce proprio su questa tabula rasa di sentimenti e di punti di riferimento, su questo senso doloroso di infinito irraggiungibile, su questo sogno di purezza impossibile.
Abbiamo perduto i genitori, gli dei, i miti, gli amori. Siamo soli a continuare questa assurda traversata . La confusione interiore è devastante. Tutto sembra inutile, tutto sembra com’è. Schiacciati dalle responsabilità, incastrati in un incubo che è un ingorgo esistenziale (quello di inizio film), con una folla attorno che sembra sadica spettatrice dell’ assurdo dimenarsi dentro una scatola di metallo. Tutte le figure istituzionali sembrano volere riportare alla terra il volo del sognatore poeta. L’avvocato che accalappia il regista nel sogno, il medico che prescrive assurdità (acqua santa, acqua madre), i genitori che compaiono dall’oltretomba (“abbiamo parlato così poco tra noi”), la moglie che rinfaccia la mistificazione della realtà (e la bugia eretta a sistema di sopravvivenza), l’amante che viene nascosta in uno squallido alberghetto e che si accontenta di parentesi di vita (“ma almeno mi vuoi bene? ESPANDI +
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26 marzo 2012 Opinione di GIMON 82 su "8 1/2"
Dopo il successo planetario regalatoli dalla "Dolce vita" che lo consacra nell'olimpo degli dei cinematografici ma che lo mette al centro di innumerevoli polemiche di una certa stampa clericale e bigotta,Federico Fellini e' uomo stanco,svuotato ed in piena crisi creativa, si sente quasi come un uomo che ha raccontato tutto quello che c'era da raccontare,con cinismo,sarcasmo,poesia e"vitellonismo" l'autore riminese ci ha descritto un quadro sociale di sfaccendati,prostitute e saltimbanchi...
voto al film: 
18 marzo 2012 Opinione di MrPostman su "8 1/2"
ntrospezione nella crisi morale, spirituale e psicologica di un "uomo" (metonimia per l'intera condizione di mestezza e depressione umana), in cui è la riflessione individuale il perno, il centro di ogni cosa, la classica e dolce dissoluzione al bianco e nero, per poi perdersi in discorsi fuori-campo filosofici e nelle nostre visioni e proiezioni più sublimi.Ah, quant'è bella la ragione, il pensiero, la parola come il vento veloce e l'indole civile appresa da solo!
voto al film: 
7 novembre 2011 Opinione di Baliverna su "8 1/2"
E' una specie di viaggio interiore nella coscienza, nel ricordo, nelle angoscie di un regista in crisi artistica e personale. La grande massa di situazioni e personaggi è molto fluida e coesa, tanto che il film sembra un fiume grande e maestoso che scorre tanquillo e forse un po' sonnolento. Non ci sono colpi di scena, momenti di tensione, ma solo una vaga idea di trama con una colluvie di episodi immaginati e sogni, cosicché a volte questi non si distinguono più dalla realtà. Rilevo qui...
voto al film: 
30 luglio 2011 Opinione di Mulligan71 su "8 1/2"
Continua la mia lotta corpo a corpo col cinema di Fellini. E capitolo una seconda volta. Non tutto mi ha entusiasmato, ma ci sono, tanti, momenti sublimi. E' un film che apre continue finestre sul sogno, quando il cinema italiano sapeva ancora sognare. Una lunga, oscura, chiara, festa malinconica.
voto al film: 
31 dicembre 2010 Opinione di millertropico su "8 1/2"
una specie di analisi psicanalitica nell'inconscio di un regista inc risi (non solo di ispirazione artistica) che deve realizzare un film e che finisce per tirare le somme delle vicende di tutta la sua vita. Mischiando i personaggi che ha incontrato nell'infanzia e nella maturità, in una simbiotica passerella resa nello stile tipico dello spettacolo del circo, il regista conclude il puzzle della sua esistenza. Un film sull'anima tormentata dell'artista, un tentativo di analisi dove...
voto al film: 
2 novembre 2010 Opinione di OGM su "8 1/2"
Le algide architetture liberty di un grande albergo termale sono la cornice simbolica ideale per un film il cui protagonista vive il passato come una sterile prigione, ed i riti collettivi come un inutile riempitivo del vuoto interiore. Lo sceneggiatore Guido Anselmi si accalca insieme agli altri ospiti verso la fonte dell’acqua curativa, o nelle sale delle inalazioni, ma sa che il rimedio concepito per tanti, nulla potrà contro il suo specifico male. L’individuo e la...
voto al film: 
11 ottobre 2010 Opinione di Snaporaz68 su "8 1/2"
A Portrait of a Artist as a “Jung” Man “Definisco sincronicità la coincidenza nel tempo di due o più eventi casualmente non correlati che hanno lo stesso o simile significato. Le coincidenze significative sono impensabili per puro e semplice caso….” Carl Gustav Jung Parlare di 8 e mezzo dopo che ettolitri d’inchiostro sono stati versati su questo film potrà sembrare pleonastico eppure ci sono alcuni...
voto al film: 
27 agosto 2010 Opinione di Pugno su "8 1/2"
Tutto era già in questo film. Un opera d'arte vera e propria.
voto al film: 
25 agosto 2010 Opinione di Mattyman su "8 1/2"
Devo dire la verità, non avevo mai visto un film di Fellini, questo è stato il primo. Che dire? E' un film che lascia il segno senza dubbio. Un Fellini che si guarda allo specchio e che offre allo spettatore un indagine accurata e psichedelica della mente umana attraverso la figura di un regista in crisi di identità (interpretato da un ottimo Marcello Mastroianni).Il film sarà tormentato da visioni, flashback e pensieri, al punto che presto lo spettatore...
voto al film: 
19 agosto 2010 Opinione di bukowski91 su "8 1/2"
Devo ammettere che di fellini ho visto poco e con quel poco che ho visto ho dovuto constatare di avere un rapporto molto controverso con lui: vidi anni fa a scuola "la strada" e ne rimasi folgorato, poi ho lasciato a metà "la dolce vita" e dopo 30 minuti "la voce della luna".... invece con questo film la situazione è stata ancora più controversa, mi ci sono approcciato dando per scontato che fosse un capolavoro. man mano che scorreva la pellicola sentivo un senso di...
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